Vini ostinati e contrari: Besiosa Crocizia

besiosaCon l’arrivo dei primi caldi è consigliabile individuare un vino particolarmente quotidiano, di quelli che si lasciano bere senza impegno. Vini per nulla cari e beverini. La tipologia frizzante può rivelarsi indicata. Ecco allora la piccola azienda Crocizia. Si trova in provincia di Parma, a due passi da Langhirano, le stesse terre di una delle aziende naturali più note (Camillo Donati). Cinquecento metri sul livello del mare, un ettaro e poco più strappato al versante montuoso sinistro del torrente Parma. Il podere, abbandonato, è stato recuperato più di 15 anni fa. I proprietari, adesso, parlano di una “terrazza naturale”. Il vigneto è circondato da boschi, prati e alberi da frutto. I vitigni coltivati sono Malvasia di Candia e Sauvignon (uve bianche), Barbera, Croatina, Pinot Nero e Lambrusco Maestri (rossi). Le etichette fantasiose comunicano anch’esse un’idea di vini che non se la tirano per niente. Piace segnalare, all’interno di una produzione (frizzante) semplice e riuscita, la Besiosa. E’ una Malvasia di Candia macerata e pètillant. Si presenta con un colore tendente al rosato. L’alcolicità è contenuta, la struttura per nulla ingombrante. Lo si beve senza accorgersene, che in certi casi è un complimento. Esiste anche la Malvasia non macerata (“Znèstra”). Tra i rossi, plauso alla versione di Croatina in purezza (Pasènsja) e di Lambrusco Maestri (Marc’Aurelio). Crocizia, che produce anche un ottimo miele, è per ora poco conosciuta. Una lacuna da colmare. (Il Fatto Quotidiano, 27 aprile 2015. Ventitreesimo numero della rubrica “Vini ostinati e contrari”. Ogni lunedì in edicola)

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