Sibaritismo (Salon e Pinchiorri)

IMG_7892Ieri, grazie all’invito di Giacolino Gilardi che lo importa in Italia per Ceretto, ho avuto la fortuna di partecipare a una degustazione di Salon, una delle maison più mitiche della Champagne. Quella, peraltro, a cui si deve la nascita dei blanc de blancs. C’era anche Didier Depond, al timone di Salon e della adiacente Delamotte, una delle maison più antiche. La degustazione, con cena annessa, ha avuto luogo presso l’Enoteca Pinchiorri. Dodici persone per una cena generosamente offerta, e sono conscio che non capiti tutti i giorni.
Chi frequenta questi lidi sa cosa significa Pinchiorri, in termini di qualità come pure di costi. E chi frequenta questi lidi sa ancora di più cosa significhi e quanto costi lo Champagne Salon (dalle 280 euro in su), prodotto soltanto in annate eccezionali e affinato almeno dieci anni sui lieviti.
Dal 1999 la Salon-Delamotte appartiene a Laurent Perrier. La produzione complessiva di Salon-Delamotte è di circa 60mila bottiglie l’anno. Di solito le bottiglie di Salon Cuvée S sono 20mila, di cui 2mila circa finiscono in Italia. A oggi è uscito solo in queste annate: 1921, 1925, 1928, 1934, 1937, 1943, 1945, 1946, 1947, 1948, 1949, 1951, 1952, 1953, 1955, 1959, 1961, 1964, 1966, 1969, 1971, 1973, 1976, 1979, 1982, 1983, 1985, 1988, 1990, 1995, 1996, 1997, 1999, 2002. Larga parte delle prime annate fu confiscata dai nazisti; quando poi la Resistenza francese entrò nel covo di Hitler, trovò proprio lì molte di quelle bottiglie.
Quando l’annata non giustifica l’uscita di Salon Cuvée S, le uve vengono utilizzate per la sorella minore (si fa per dire) Delamotte, i cui prezzi vanno dalle 30 alle 60 euro circa, che esce in versione Brut, Rosé e Millesimato blanc de blancs. La cena di ieri, per qualità di cibo e vino, è stata decisamente sibaritica. Ogni IMG_7884tanto è bello lasciarsi viziare.
Ho degustato: Delamotte blanc de blancs, Delamotte blanc de blancs 2007, Delamotte Collection 2000, Salon 2002, Salon 1999, Barolo Cannubi Ceretto 2005, Delamotte Collection 1988 e Delamotte Rosè. Avevo già provato (più volte) Delamotte e (due volte) Salon.
E’ opinione diffusa che la Cuvée S Salon rappresenti l’apice dei blanc de blancs. Non posso dire che valga dieci volte un Larmandier Bernier (la differenza di prezzo più o meno è quella, e pure la zona a Le-Mesnil-sur-Oger); posso però dire che, quando si provano eccellenze simili, è difficile tornare indietro. Oltretutto i blanc de blancs sono i miei preferiti. A colpirmi particolarmente sono state le due Cuvée S e il Delamotte blanc de blancs 2007. Entrambi i Salon erano “giovanissimi”: l’incredibile freschezza di questi Champagne li rende oltremodo a invecchiare, e berli dopo soli 12-15 anni è quasi un delitto. Complessità, finezza, eleganza, sapidità, persistenza: sono le cifre di uno Champagne che merita tutte le lodi che riceve.

2 Commenti a “Sibaritismo (Salon e Pinchiorri)”

  • Enea:

    Quando sorseggi un Salon, scopri di essere entrato nella reggia del Blanc de Blanc.
    Non vi è regina che possa essere all’altezza per competere con questo “tacco 12” che cammina sulla vostra gola lasciando orme armoniose e setate. La presenza di questo aristocratico prodotto solo nelle annate da oscar, ti fa capire di essere partecipe ad un grande evento non per tutti. Chi ama lo Champagne soprattutto il Blanc de Blanc della zona più vocata che è la Clos du Mesnil, capisce che questo è il massimo dell’espressione dello Chardonnay. Sulla Croisette la sfilata in una giornata memorabile, 3 grandi fotomodelle passeggiano sul mio palato: 1995 – 1996 – 1997 di corsa, dietro a loro 1999 l’ultima nata, che aveva già il portamento ma era ancora giovane. L’eleganza, la finezza, la persistenza si mescolano in questo capolavoro, se poi di fianco hai una gran donna, raggiungi il massimo dell’emozione; in attesa della 2002 che non ho ancora assaggiato.

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