Ansonaco Carfagna 2010 – Vigneto Altura

IMG_2963Di questa Ansonaca dell’Isola del Giglio, storico quanto raro vitigno autoctono, Arnaldo Rossi della Taverna Pane e Vino di Cortona mi parla da molto tempo.
L’ho (ri)provato martedì scorso. E confermo tutto il buono che ho sentito dire su questo bianco di Vigneto Altura.
Annata 2010, Famiglia Carfgana. In Rete si trova attorno ai 30 euro, in cantina poco sopra i 20.
Non fa macerazione, ma a guardare il colore (e poi a sentirlo) non sembrerebbe. Gradazione (mi pare) di 13.3 gradi. Va aperto con un certo anticipo, ci mette un po’ ad aprirsi.
La temperatura di servizio dev’essere da rosso, o giù di lì. Non punitelo con le basse temperature, lo uccidereste.
Niente diserbanti, concimi chimici, insetticidi, veleni. Vino naturale a tutti gli effetti, Ansonica (o Ansonica, Inzolia: chiamatelo come volete) in purezza.
Il primo bicchiere mi ha colpito, il secondo stregato. Spicca per bevibilità, equilibrio, eleganza e complessità.
La tipicità è particolarmente spiccata. Uno di quei vini rari che sa restituire tutta la storia della sua terra.
Non è un vino particolarmente economico, ma i soldi che richiede li vale tutti.
Applausi. E parecchi.

9 Commenti a “Ansonaco Carfagna 2010 – Vigneto Altura”

  • Adriano Aiello:

    Grandissimo vino! Anche se concettualmente un Ansonica a 30 euro non ce la fa a convincermi

  • E’ sempre un gran piacere leggerti, anche quando parli di vino…..nel quale sarebbe bene rifugiarsi più spesso, obnubilando la mente da ciò che, in altri campi meno equilibrati, eleganti e degli di applausi, avviene!

  • Nicola Moretto:

    con un nome così saprà sicuro di “tappo”

  • Se assaggi la 2011 ti cappotti!

  • Luca - PR:

    un vino sicuramente intrigante, atipico, spero di poterlo bere (ammesso di riuscire a trovarlo in qualche carta vini)

  • Gabvat:

    Bevuto il 2011 mercoledì scorso insieme al rosso … Veramente un bellissima bottiglia di vino … Anche il rosso

  • @Luca-Pr,
    è difficilissimo da trovare in carta vista l’esiguità della produzione e l’alto costo (è sui 16/17 più iva in cantina) l’unica è comprarlo direttamente nelle fiere in cui partecipano, io ho fatto così.

  • Non per essere di parte, ma l’ansonaco Carfagna non è così “Naturale” come asserito nella descrizione, ma direi una rielaborazione della tradizione del giglio, che trova conferma in quel “Non sembrerebbe” e chi vuole intendere intenda senza nulla togliere a Carfagna e alla sua moderna visione enologica.Però, chi vuole veramente assaggiare il sapore e il calore e il colore del sole che ha maturato l’Ansonaco secondo la antica ricetta del”Riminese di Porto Ercole che Agostino Chigi ricavava da quelle terre di Montargentaro da lui avute in enfiteusi dalla Balia di Siena, per farne dono al Santo Papa per dir messa e ricevendone in cambio grandi benefizi” Il naturale colore dell’ansonaco se non viene schiarito, è ambrato tendente allo scuro come dice giustamente Scanzi, per poterne apprezzare tutte le sfumature va bevuto fresco cantina e dalla sapidità appena frizzante ti arriva nella profondità dell’anima. Ho saputo tardi di questa manifestazione di Porto Cervo altrimenti avrei partecipato, in ogni caso, caro Andrea sarei ben lieto di farti degustare il mio ansonaco, lo produco per me e pochi intenditori all’Argentario sotto la Torre dell’Argentiera, ma per tutta l’Estate sono per lavoro a Portorotondo dove lo do a qualche ristorante, rientro a Porto S. Stefano verso la fine di Settembre giusto in tempo per la vendemmia. Spero di ricevere un tuo messaggio di conferma e devo dirti che mai avrei pensato che un seppur bravo giornalista di spettacolo fosse capace di tanta sensibilità e sintesi enologica. Quelle quattro parole le ho trovate molto poetiche ed è per questo che ti scrivo.

  • Davide:

    Caro Andrea,

    Sono totalmente in accordo con te, questo vino vale il suo prezzo…io ho avuto il privilegio di degustare l’annata 2017 e mi ha letteralmente stregato, un nettare che racchiude in forma liquida il terroir dell’isola del Giglio. Lo consiglio a tutti. Saluti!

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