Sancerre 2009 Akmèniné – Riffault

IMG_2430Quando mi sono imbattuto in questo vino, le mie papille ultrà dei macerativi hanno esultato. E’ un Sauvignon Blanc della celebre Aoc di Sancerre, macerato con giustezza (una parola che mi è sempre piaciuta, “giustezza”: non vuol dire nulla, e infatti la si usa soprattutto nel calcio, però suona bene).
Si chiama Akmènine, annata 2009, azienda Sébastien Riffault.
E’ distribuito da Les Caves de Pyrene e su L’Acquabuona trovate una recensione calzante (questa pagina l’ho linkata spesso e la condivido in larga parte).
E’ vero che la macerazione toglie un po’ di connotati al varietale, rendendolo meno spigoloso e più conforme a quei sentori-di-albicocca tipici degli orange wines non troppo vecchi e non troppo macerati.
E’ però un vino gradevole, appagante: ammiccante con gusto.
Biodinamico spinto, niente interventi, poca solforosa. Più salato che fresco, con un finale lievemente fumè. Bella bevibilità, struttura importante ma non ingombrante.
Si trova (mi pare) sui 20-25 euro in enoteca.
Tra i bianchi francesi importati da Les Caves, uno di quelli che più mi ha convinto.

11 Commenti a “Sancerre 2009 Akmèniné – Riffault”

  • Se non li conosci, di Les Caves de Pyrene ti consiglio anche gli champagne Francis Boulard. Sspecie i 2 Blanc de Blancs. Sono certo che siano nelle tue corde: grande acidità, zero dosaggio, dritti, sapidi.

  • Massimo Barbolini:

    Il catalogo della Caves andrebbe bevuto tutto :D. Ottimo Sancerre e’ piaciuto anche a me. Piu’ verso Nantes assaggia Thierry Germain e Michel Chevry, chenin blanc in questo caso e se non lo hai già fatto. Buona Pasqua.

  • Marco:

    In effetti il catalogo Caves de Pyrene è tanta roba.
    Il produttore in questione sarà parente a villa favorita se non sbaglio.

  • Alberto Bertella:

    Andrea ( so che non c’entra nulla con l’articolo in commento ma non sapevo dove scriverti altrimenti ), se posso, vorrei darti un consiglio: ai piedi del Monte Orfano è nata una nuova realtà franciacortina che secondo me merita di essere provata; si chiamano “Corte Fusia”. Spero di legge un tuo articolo su di loro! Buona serata!!!

  • Damiano:

    Salve, con tutto quello che sta succedendo ci servirebbe un po di svago enologico…

  • Luca Chichizola:

    Ho bevuto un Loira biodinamico molto buono recentemente, non Sauvignon ma Chenin (Vouvray). Si chiama Le Clos Du Bourg, di Huet. Sapido ma senza essere sovraccarico, bel corpo contrastato da ottima acidità e salinità, e non costa nemmeno troppo. Te lo consiglio! Se ho capito i tuoi gusti, dovrebbe piacerti molto.

  • gianbattista:

    (non é poi vero che giustezza non significhi nulla).
    complimenti per tutto il suo lavoro, Scanzi, é sempre molto stimolante leggerla.

  • Flavio:

    Più che un commento, una domanda: a quando nuove degustazioni? Il tempo è poco e gli impegni sono tanti, ma 40 giorni di assenza pesano…oibò!

    Ps. A forza di leggerne tanto sul blog, sono andato a Cortona alla Taverna Pane e Vino. Ne è valsa la pena: per la cucina, per i vini (mi sono buttato su un Syrah di Amerighi, tanto per restare sul locale) e per la cordialità dello stesso Arnaldo (spero di poter assaggiare il suo vino prima o poi…).

  • Alberto:

    …dai Andrea non ci abbandonare per troppo tempo…

  • massimo:

    Ciao Andrea, volevo dirti che la parola “giustezza” è usata nel mondo della stampa per indicare la lunghezza, in punti tipografici, di una qualsiasi composizione.
    Massimo di Asti

    PS Grazie per le tue indicazioni della scorsa estate, la mia visita a Cortona, ristoranti e aziende vinicole, è stata molto bella e proficua.

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