Terre di Franciacorta 2006 – Il Pendio

Non è facile trovare bianchi fermi pienamente appaganti in Franciacorta. E’ terra, come noto, che si esalta nella spumantizzazione (e che non manca di eccellenze).
Ieri, al Pane e Vino di Cortona, mi sono imbattuto con Perfect39 in un bianco pregevole. Terre di Franciacorta, Doc. Chardonnay in purezza. Annata 2006. Azienda Il Pendio, naturale e celebre principalmente per Il Contestatore.
Non amo granché gli Chardonnay, per meglio dire ne amo pochi e mai ciccioni. Questo è (era) splendido. Colpisce per acidità e salinità. Struttura spiccata, ma non esagerata. Naso di frutta e spezie, minerale, complesso. Ha una bevibilità che aumenta di bicchiere in bicchiere, frutto di un equilibrio per nulla piacione. Uno Chardonnay italiano che ha ben poco dello Chardonnay italiano iper-celebrato.
Ragguardevole la tenuta nel tempo: portava i suoi sei anni splendidamente, e si poteva aspettare ancora.
Al ristorante si trova sui 17 euro. Non so se le annate successive hanno mantenuto un tale livello: se è così, (ri)cercatelo.

12 Commenti a “Terre di Franciacorta 2006 – Il Pendio”

  • Corrado:

    Sentito (e acquistato) il 2007 all’ultimo Vini di Vignaioli di Fornovo nello scorso Novembre: perfettamente in linea con la tua descrizione, sale e freschezza in netta evidenza. E’ stata la prima volta che un bianco fermo del Pendio mi ha colpito più di una delle sue (pur ottime) bollicine.

  • greg:

    ..non ricordo che annata ho bevuto (2007?), ma anche il Pinot nero è un bel fighino!

  • greg:

    Poi è sempre un piacere trovare dei vini fermi buoni qui in Franciacorta, dove la cultura del vino fermo (rosso soprattutto) è un pò scemata. E’ un po’ il retro della medaglia del successo delle bollicine..

  • FP:

    Bevuto il 2007 in cantina con il grande Michele e ne rimasi strabiliato ed il 2008 a casa , devo dire che è un bianco davvero piacevole e ,come recensito, per nulla piacione. Sempre del pendio consiglio il cabernet franc in purezza “La beccaccia” note balsamiche da sballo. Sarebbe fantastico provare le vecchie annate di tutti i prodotti del Pendio ma per fortuna della proprietà il vino finisce bisogna solo sperare ed avere un pizzico di fortuna.

  • francesco b.:

    Ciao Andrea, mi chiedevo come mai nel tuo blog non avessi pubblicizzato la nuova trasmissione televisiva che conduci su la 3. Ho visto la prima puntata, vedrò’ anche la seconda.Bravo.
    P.s: battuta pronta e argomenti non ti mancano per essere a mio avviso più pungente.
    Francesco

  • michele:

    Tutti ottimi vini quelli del Pendio… Soprattutto la Beccaccia!!
    Grande Andrea

  • silvanovezzola:

    ci vuol coraggio a commentare un vino come questo bianco del Pendio: una lama di acciaio che scorre sul ghiaccio. Sottile come lo strato di terra che appoggia sulla roccia dove fanno fatica a farsi strada le radici. Quando il fondatore dell’azienda Gigi Balestra piantò le prime babbatelle gli diedero del matto: “lassù non cresce neanche l’erba”. Infatti bucarono la roccia con l’acciaio per metterle a dimora. Eroismo d’altri tempi che fa a pugni
    con i nuovi gigolò della Franciacorta. Bravo Andrrea a tirar fuori l’anima da un corpo quasi
    inconsistente. ciao

  • Un vino da provare, che ha la finezza e la ricchezza di aromi di un vino bianco e la struttura di un vino rosso. Bravo Andrea.

  • Angelo Cantù:

    Non conosco questo vino, ma a leggerne la descrizione mi fa pensare ad uno Chablis. Ha un fondamento questa impressione?

  • davide:

    mi trovo in piena sintonia con le parole riguardanti il bianco fermo 2007 del Pendio…una freschezza sapida e agrumosa, anticipatrice di una primavera che ancora tarda a venire…

  • Alessandro:

    Un grande Chardonnay dritto e sincero, direi che è l’equivalente del Contestatore senza bollicine. Sapidità e acidità elevate grazie alla ricchezza calcarea del terreno e all’altitudine (450m) . Consiglio vivamente di andare in cantina a Monticelli da Michele Loda…

  • Stefano:

    Ho avuto il piacere di conoscere il sig.Balestra. Era l’anno 2009, era un pomeriggio di sole che accompagnó la visita. Lui asciutto, granitico con una forza interiore che ruggiva dentro e che solo la malattia soffocava con indifferenza cinica.
    I capelli bianchi che si univano allo sguardo per porgersi come un rosario di saggezza.
    Bevemmo assieme quello che lui, rispondendo ad una mia domanda, ammetteva essere il bollicine che meglio lo rappresentava: il contestatore.
    Con orgoglio sono riuscito a farlo mettere in lista ad un ottimo ristorante a Valeggio sul Mincio il “SAPORI DIVERSI” che consiglio a voi tutti di visitare.
    Buon contestatore a tutti.

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