Tre Champagne (a San Marino)

Giovedì scorso, dopo la seconda data del mio secondo spettacolo teatrale Le cattive strade (dedicato a Fabrizio De André), sono tornato a mangiare – e bere – a Tannino. Enoteca con cucina nel centro di San Marino.
Mi era piaciuta la prima volta, mi è piaciuta la seconda.
Per accompagnare una splendida raclette con patate e verdure, abbiamo bevuto tre Champagne. Tutti più o meno naturali. Li ha consigliati il proprietario. Con me c’erano Giulio Casale, co-autore e co-interprete de Le cattive strade; Simone Rota della Fondazione Gaber; e alcuni amici.
Champagne Francis Boulard “Les Murgiers” Brut Nature. Una riserva Blanc de Noirs. 70 percento Pinot Meunier, 30 Pinot Noir. Molto appagante (anche se altri lo hanno trovato troppo acido). Fresco, minerale, profumi non troppo ricchi ma gran beva. Discreta “drittezza” (per essere un Blanc des Noirs), giusta struttura. E buona eleganza. Pas Dosè senza controindicazioni, pienamente riuscito.
Champagne Chapuy Tradition Brut Rosé. Avevo già provato Chapuy proprio da Tannino, nel marzo scorso. Meglio il Brut bianco che Rosè, ma Chapuy si conferma azienda dall’ottimo rapporto qualità/prezzo.
Champagne André Beaufort Rosé Brut Millesime 2003. L’azienda è mitica. Ne Il vino degli altri ne parlo a lungo. Gli Champagne di Beaufort hanno grande longevità. Questo Rosè 2003, però, era stanco. Sbilanciato, poco elegante. Difettato no, ma senz’altro sofferente. O ha non ha retto il tempo, o ha subito qualche botta di calore negli anni.

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