Ribolla Gialla 2006 – Franco Terpin

Ho conosciuto Franco Terpin un anno e mezzo fa, a Feltre, durante una presentazione de Il vino degli altri. C’era anche Angiolino Maule.
Qualche giorno fa ho ordinato alcuni vini distribuiti da Arkè (famiglia Maule). Uno di questi era la Ribolla Gialla, annata 2006, di Terpin. In enoteca la trovate poco sopra i 20, al ristorante (se onesto) sui 25-30.
E’ un orange wine, e non potrebbe essere diversamente. Il luogo dei vigneti è San Floriano del Collio, Gorizia. Due passi dalla Oslavia di Gravner. E anche a Gravner occorre (un po’) pensare per inquadrare questo vino.
Terpin è un omone coerente e forte. Suo padre gli donò i vigneti per togliergli dalla testa l’idea di fare il camionista (per altre notizie, clicca qui oppure qui). E’ un naturalista, fa parte di VinNatur e la sua produzione eccelle – ovviamente – nei bianchi. Il Friulano (Jakot), il Pinot Grigio, lo Chardonnay. E la Ribolla Gialla. Sempre macerati sulle bucce, di solito per una settimana-dieci giorni.
Ho scelto di provare la Ribolla Gialla perché è il vitigno che più racconta quelle terre sofferte e splendidamente strazianti. Molto più del Friulano, a mio avviso.
A conferma che “Doc” e “Docg” contano relativamente, questo vino è ora soltanto un Igt delle Venezie. Per scelta del produttore. L’ho bevuto qualche sera fa e l’ho trovato splendida. Orange wine non estremo, né particolarmente difficile (ma ambizioso sì). Tredici gradi alcolici. Bel giallo dorato, al naso frutta gialla disidratata e miele. Spezie. In bocca – come direbbero gli esperti – è “materico”. Di carattere e struttura quasi ingombranti. Tannini spiccati. Nobilitato oltremodo da acidità e sapidità felicemente in evidenza. Buona progressione, bella persistenza.
Non è un vino economico, non è un vino caro. E’ una Ribolla da bere e bere ancora. Sono di parte (relativamente al vitigno), ma voi fidatevi.

3 Commenti a “Ribolla Gialla 2006 – Franco Terpin”

  • Bevuto proprio questo vino (il primo per me di Terpin), stessa annata, giusto un paio di gg fa a “La Badessa” (RE), euri 26. Bellissima scoperta. Concordo, per la struttura e il tannino sembra quasi più un rosso che un bianco. Non un vino beverino, nè da tutti i giorni (non particolarmente difficile ma impegnativo), per gli amanti del genere (macerati, ossidati…) è una gran bella bevuta.

  • christian:

    anche io sono un amante dei vini di terpin e trovo che nel quinto quarto rebula si possa trovare la miglior espressione di ribolla in circolazione, un prodotto che collocherei proprio nel mezzo fra le ribollone con macerazioni importanti e quelle “superbrillanti” che comunicano poco. E qua il prezzo si dimezza quasi!
    salute!

  • Sono andato a trovare Terpin questa estate, dopo averlo incontrato qualche volta a Roma. I suoi vini sono splendidi, ma è lui, con la sua gentilezza e la sua simpatia, che conquista il visitatore.
    Sulla Ribolla Gialla sono d’accordo a metà: se si parla di Terpin, Gravner ecc. allora sì, rispecchia veramente l’anima del territorio. Ma purtroppo è anche un vitigno che, quando è prodotto a livello industriale da aziende non proprio vicine al concetto di vino naturale, perde più di altri le sue caratteristiche, per naufragare nell’anonimato…

    PS. Per rimanere in zona, ho appena assaggiato la Kaplja di Podversic 2007. Chardonnay, Friulano e Malvasia Istriana. Da non perdere.

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