Bollicine di Brunello: si può?

Il dibattito è quantomai aperto: si possono fare grandi Metodo Classico da vitigni rossi, eccezion fatta – va da sé – per Pinot Noir e Pinot Meunier? A tale domanda potrei facilmente rispondere di “no”, facendo leva sulla mia dittatura del gusto, che è peraltro sempre più bianchista e ai Blanc de Noirs preferisce quasi sempre i Blanc de Blancs. Cioè Chardonnay in purezza, casomai con piccole aggiunte di Pinot Bianco in Italia.
Qualche settimana fa ho bevuto uno spumante fatto principalmente da Sangiovese Grosso, il clone tipicamente ilcinese (ho scritto questo post solo per poter usare la parola “ilcinese”, il cui significato è conosciuto sì e no da 7 persone. Me escluso).
Ho bevuto, negli anni, spumanti di Nebbiolo in Purezza (Erpacrife). Aglianico (Paternoster). E Sangiovese aretino (Baracchi Il Falconiere). Il Brunello mi mancava.
L’azienda è Il Poggiolo di Montalcino, attiva dal 1971 e fondata da Rodolfo Cosimi. E’ scomparso prematuramente nel 1989. Da allora il titolare è il figlio. Accanto a una produzione classica per Montalcino – Brunello, Rosso, Riserva, Grappa, Brandy – c’è anche lo spumante. Prima annata, almeno credo, 2010. Nome: Le mie Bollicine. Prezzo nel sito ufficiale, 12 euro.
Non è un Sangiovese in purezza, aiutato da una percentuale non specificata di Pinot Nero. E non è neanche un Metodo Classico, bensì uno Charmat lungo. Da una parte Le mie Bollicine – con la “B” maiuscola – si vanta di essere “il primo spumante fatto a Montalcino con l’uva con cui si fa il Brunello“, dall’altra  si affida alla rifermentazione lunga in autoclave e rinuncia al monovitigno. Di fatto sminuendosi in partenza.
L’ho trovato nella carta dei vini di un ambizioso ristorante aretino, Le Rotte Ghiotte, meritevole e assai lodato su TripAdvisor.
Com’è questo Le mie Bollicine? Coraggioso, ma non risolto. La sensazione che dà è quella di un vino con molte anime però confuse, una progressione “disarticolata” (al naso e in bocca) e un equilibrio faticosissimo.
Non è cattivo, tutt’altro. E ha un prezzo giusto, da Charmat lungo e non da Metodo Classico. Se però voglio spendere più o meno 20 euro al ristorante in una bollicina, conosco scelte più appaganti. Lo consiglio a chi è curioso e a chi ama le degustazioni didattiche. Fatevi un’idea e ditemi che ne pensate.

7 Commenti a “Bollicine di Brunello: si può?”

  • Federico Bindi:

    Certo che incuriosisce…chissà come sarebbe un metodo classico vero da un sangiovese di zone più fredde, come certi angoli della Rufina.

  • benux:

    le bollicine charmat non mi attirano proprio, di metodo classico invece sono curioso di assaggiarle tutte

  • Roberto:

    Conosco Le mie Bollicine di Rodolfo Cosimi da qualche anno, il 2010 è il secondo anno, e so anche che nella vendemmia 2011, il “coraggioso produttore” ha lanciato anche una variante con Sangiovese in purezza (etichetta argento) più dry e che forse risponde meglio al palato dei più sofisticati appassionati.
    Personalmente mi sono fatto una idea tutta mia che mi fa preferire questo vino a molti altri più recensiti, non trovo affatto che il rapporto qualità prezzo sia sproporzionato in quanto si tratta di produzioni limitate, realizzate con metodi artigianali e dubito che il Cosimi faccia molti profitti. Questo è frutto di gente geniale che fa il vino per “passione” e merita rispetto e non confronti improponibili. Se una cosa così ti piace è perché è fatta in un certo modo altrimenti non ti piace e allora c’è spazio per tutti.
    Ai due precedenti commenti dico che è probabile che nei prossimi anni sentiremo parlare anche de “Le mie Bollicine” di Montalcino realizzate con metodo Classico perché ho visitato il produttore e ho percepito che la sua avventura, appena iniziata, non si ferma qui ….. chissà forse non sarà un gran successo se lo confronteremo con quelli che amiamo ma merita considerazione.
    A tutti raccomando che prima di fare commenti o paragoni val la pena di visitare l’azienda, conoscere come si fa quel vino e considerare il percorso dei prodotti.

  • Antonio:

    Ho assaggiato questo spumante ad una degustazione e mi e’ piaciuto molto. Spinto dalla curiosità sono andato a visitare la cantina del Cosimi rimanendone colpito per la passione e per la competenza oltre che per la qualita’ dell’intera produzione. A mio avviso le Bollicine, in particolare quelle di solo Sangiovese, reggono il confronto con prodotti blasonati molto più costosi.

  • Claudio:

    Buona sera, ho cominciato a lavorare “li mie Bollicine” , penso sia un prodotto valido, azzardato e molto azzeccato! Un odore molto intenso, una bollicina gradevole al palato ed una persistenza che potrebbe fare invidia ad altri prodotti molto più costosi e blasonati!Molto particolare e forse non adatto ad un pubblico femminile, ma chi ama prodotti di caratte, sicuramente non rimarra deluso. Presto spero di trovare un pò di tempo per visitare la cantina ed interagire con chi lavora . Buona serata a tutti.

  • elisabetta:

    Salve, ho sentito nominare per la prima volta in ottobre ” le mie Bollicine” durante una cena in un agriturismo nei dintorni di Sarteano, un sommelier lo stava consigliando ad un tavolo vicino al mio. Sulla via del ritorno da quella breve vacanza io e mio marito ci siamo imbattuti in una enoteca che lo vendeva e incuriositi ne abbiamo acquistate diverse bottiglie. Devo dire che tutte le volte che regaliamo o che apriamo una bottiglia di ”le mie Bollicine” tutti sono estremamente entusiasti e domandano notizie sul prodotto . Sicuramente un successo… E da consigliare al posto delle marche presenti sugli scaffali dei supermercati.

  • Maria:

    Un po’ in ritardo.. Monte Ilcino così si chiamava Montalcino anticamente da cui il termine ” ilcino” . Ilice era il leccio (“quercus ilex” ) che allora ammantava i monti del luogo

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