Berthet-Bondet – Jura Naturé

Lunedì sera, dopo Gaber se fosse Gaber al Festival Caffeina, ho mangiato al Ristorante Enoteca La Torre di Viterbo.
Come vino, ci è stato consigliato un Cotes de Jura. Annata 2010, Domaine Berthet-Bondet. “Naturè”, ovvero Savagnin in purezza. Il vitigno autoctono tipico dello Jura, in qualche modo imparentato al Traminer.
Dieci ettari nel villaggio chi Chateau-Chalon, suoli marnosi di origine giurassica. Non posso dire il prezzo, perché la cena è stata offerta dal Festival.
Nei miei libri, e poi in questo blog, non ho mai espresso grande passione per i vini dello (del? della?) Jura. Al tempo stesso, è oggettivamente una delle regioni vitivinicole più ricche di storia del mondo, con punte di eccellenza nei bianchi: Savagnin e Chardonnay.
Il Naturè di Berthet-Bondet, bevuto con piacere di tutti i commensali, mi dà la possibilità di riprendere il concetto. Bianco secco, senza macerazione sulle bucce. Vinificazione tradizionale in bianco, non fa legno. Credo che riposi un po’ sui lieviti (flor), come tipico dei vini dello Jura. E’ il Savagnin base dell’azienda, distribuita in Italia da Alessandro Ceretto (e prima da Bellenda).
Del Savagnin non mi attrae l’ossidazione che, spinta o leggera, c’è sempre. Fa parte della tradizione dello Jura. Il velo di lievito serve da tampone ossidoriduttivo ed evita le ossidazioni eccessive. Nel “vin jaune”, in particolare, l’ossidazione è accentuata, unita anche a valori elevati di etanale.
Il Naturé ha una ossidazione molto bassa, praticamente impercettibile. E’ il Savagnin “base”. L’ho bevuto giovane, quando è invece un vitigno che si adatta all’invecchiamento.
A colpirmi positivamente è stata la grande tipicità – che può non piacere. Al di là di freschezza e mineralità, sempre gradite e qui innegabili, il Savagnin è un vitigno (praticamente) aromatico che si riconosce per i profumi di mandorla, limone e soprattutto mallo di noce. Il Naturè 2010 non faceva eccezione. Nei Savagnin più evoluti dominano ancora di più i profumi terziari, uniti a note di erba di campo, camomilla, frutta secca.
E’ un vino non facile, di spiccata personalità, agrumato e sapido, splendido con il passare degli anni. Io lo preferisco non ossidato, e so che qui sono in tanti a non essere d’accordo.
Tornando al Naturè 2010 Berthet-Bondet, è un vino riuscito. Provatelo.

3 Commenti a “Berthet-Bondet – Jura Naturé”

  • claudio:

    Pur nutrendo grande rispetto per la tradizione dello Jura, sono tendenzialmente d’accordo con te, l’ossidazione troppo evidente non mi fa impazzire mentre ho provato alcuni Savagnin giovani della zona simili a quello che tu descrivi che mi hanno lasciato un ottimo ricordo. Andando però fortemente controtendenza rispetto alla loro fama, le cose migliori dallo Jura le ho bevute in rosso: vini leggeri ma di bella personalità ottenuti da Poulsard e Trousseau, con un saldo di Pinot Nero . Quelli che ho bevuto io erano AOC Arbois del Domaine Rolet, credo uno dei più grandi della regione ma che comunque lavora con numeri abbastanza limitati e nel rispetto della tradizione. Un altro domaine che mi permetto di consigliare è Jean Louis Ganevat, che non utilizza solfiti e fa un grandissimo Crèmant du Jura, un metodo classico che spazza via tutti i preconcetti sulle bolle francesi che non siano Champagne.

  • Corrado:

    Amo i vini dello Jura ma mi associo alla difficoltà di approccio verso i “vin de voile” della loro tradizione. Tendenzialmente mi assicuro che siano vini ouillé, cioè che le botti che li contengono nel periodo di maturazione vengono regolarmente colmate e limitino l’attacco dell’ossigeno. Ganevat, a mio parere, è un vignaiolo straordinario, oltre al giusto riferimento ai crémant, ho trovato i suoi rossi di grande vitalità, frutto netto ma mai ingessato, bevibilità assoluta. Dei suoi bianchi ho provato cuvée più e meno giovani di chardonnay, ogni volta sono rimasto sorpreso dalla facilità di beva in rapporto alla ricca struttura, e sui più maturi anche da quella sorta di “distensione profonda”, abbastanza tipica dei vini senza so2. Un consiglio lo do anch’io: Domaine des Cavarodes, ho provato un rosso “misto” (vecchie vigne di una decina di vitigni locali in parte pressoché scomparsi, il terroir prevale), il Vin de Pays de Franche-Comté 2009, semplicemente delizioso, dissetante nella sua freschezza esemplare e dal prezzo più che accessibile (entro i 10€).

  • gabriele:

    Come si fa a non amare i vini dello jura ? Consiglio macle ,lucien aviet ,domaine mountborgeau ,philippe bornard, salvadori’,vandelle,tissot ,domaine de la pinte …il savagnin 2008 di macle uscito da poco è una bomba …

Avvertenze da leggere prima di intervenire sul blog di Andrea Scanzi

Non sono consentiti:
* messaggi non inerenti al post
* messaggi privi di indirizzo email
* messaggi anonimi (cioé senza nome e cognome)
* messaggi pubblicitari
* messaggi con linguaggio offensivo
* messaggi che contengono turpiloquio
* messaggi con contenuto razzista o sessista
* messaggi il cui contenuto costituisce una violazione delle leggi italiane
  (istigazione a delinquere o alla violenza, diffamazione, ecc.)
* messaggi il cui contenuto rappresenta un'aggressione alla persona
   e non alle sue idee
* messaggi formattati in modo da diminuire la fruibilità delle discussioni.

Tali regole valgono (sostanzialmente) anche per la pagina ufficiale
Facebook e il profilo Twitter.
Il proprietario del blog potrà in qualsiasi momento, a suo insindacabile giudizio,
cancellare i messaggi.
Il proprietario del blog non interverrà mai nei commenti ai suoi post.
In ogni caso il proprietario del blog non potrà essere ritenuto responsabile
per eventuali messaggi lesivi di diritti di terzi.

Lascia un Commento