Kilchoman (il whisky “giovane”)

Mi trovo ancora a parlare di whisky perché, in questi giorni, ho partecipato a qualche festa e ho quindi avuto modo di provare nuovi superalcolici. Certo, ho bevuto anche vino, ma non posso recensirvi per l’ennesima volta la Ribolla Gialla di Gravner (ma quanto, quanto, quanto era buona la 2005. Nonostante la “gioventù”).
Il whisky di cui parlo oggi è un torbato di Islay. E’ poco conosciuto perché appena nato. Quando un mio amico è andato a visitare la distilleria, nulla era ancora in commercio. C’è un motivo: la Kilchoman Distillery ha cominciato la produzione soltanto nel 2005. Ne consegue che, al momento, si trovino soltanto il 3 anni e il 5 (quello che ho bevuto io).
Kilchoman è la distilleria più ad ovest di Scozia.  Produce un Islay Single Malt ed è per questo paragonabile ai sette colleghi più noti: Ardberg, Bowmore, Bruichladdich, Bunnahabhain, Caol Ila, Lagavulin, Laphroaig.
Io ho bevuto il “2006 Vintage Release”. Un cinque anni uscito a fine 2011. Non ne conosco il prezzo, mi è stato regalato. Credo sui 35 euro.
Si presenta splendidamente: come confezione, logo e forma della bottiglia è uno dei whisky più accattivanti.
E dentro? Il gusto com’è? Ecco: io lo consiglio per capire quanto sia importante l’evoluzione anche nel whisky. In particolare quello torbato. Il Kilchoman è un whisky infante, acerbo, palesemente non pronto. Ma – per certi versi – parte del suo fascino risiede proprio in questa sua squilibratura.
E’ ovvio che non ha la complessità e la misura dei whisky migliori, ma sotto il profilo didattico insegna molto. Pregi e difetti. E – garantisco – tutto è fuorché stucchevole.
Se non amate la torba, esentatevi. Se vi intriga, la torba provatelo subito: vi farà l’effetto di un vino che non ha ancora smaltito il legno, ma che lascia intuire potenzialità considerevoli. A mio avviso è una distilleria da seguire con attenzione.
(E poi la torba, anche da giovane, è mooooolto più “buona” del legno derivante da barrique troppo tostata).

P.S. Per pura cronaca, annoto a margine che il Kilchoman è stato preso d’assalto alla festa. Attraendo anche chi non ama il whisky (lo so cosa state per dire, lo so: “proprio come i vini legnosi piacciono anche a chi non ama il vino”).

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3 Responses to “Kilchoman (il whisky “giovane”)”

  1. Francesco ha detto:

    Questa è un whisky da “tenere sempre in considerazione”, almeno per quello che rappresenta. Con questo progetto si è cercato di tornare a produrre il singlemalt come veniva prodotto più di 50 anni fa. Solo Orzo maltato in distilleria (di cui il 30% coltivato in loco fuori dalla distilleria), utilizzo solo di botti di 1° qualità e di 1° passaggio, una torbatura media (stile Bowmore) ed una cura maniacale del processo di produzione. Uno dei migliori Master Distiller in attività (che ha accettato questo lavoro solo per la passione che rappresenta) e l’alambicco più piccolo che la legge ed i disciplinari scozzesi permettessero (per cercare di ricostruire quel processo artigianale di qualche tempo fa). Ora sono arrivati al primo step, i 5 anni, ma è tra altri 5 che ne potremo intuire le reali potenzialità. In bocca al lupo, io tifo per loro !!

  2. FABIO ha detto:

    il prezzo non supera i 35 euro a bottiglia, ndr.

  3. Marco ha detto:

    Ho acquistato ieri 8 dicembre alla fiera dellArtigianato a Milano il 5 anni l’ho pagato 84 € anche considerando un “sovrapprezzo” fiera siamo molto lontani dai 35 che ho letto

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