Solforosa RuleZ?

Ho passato lo scorso weekend sul Lago di Garda, con Perfect39. Sabato ho provato un ristorante discreto, Da Rino a Manerba del Garda. Tutto buono, a parte la tendenza fastidiosa ad annegare l’antipasto di pesce di lago nell’aceto. Non c’è bisogno di marinare tutto, persino il fritto: che senso ha?
Domenica è toccato all’ottima Trattoria di Mezzo a Salò. Solo applausi.
Sabato sera abbiamo bevuto un Metodo Classico Garda Chardonnay. Non una tipologia lodatissima, lo so, ma tendo a bere vini fatti nei luoghi in cui alloggio (nei limiti del possibile).
L’azienda era Pratello, il Metodo Classico un “Millesimo 2005″. Ovvero Extra Brut Millesimato.
Non c’era molto di meglio nella carta, che specificava come il vino fosse “biologico” (che vuol dire tutto e niente). L’azienda agricola biologica Il Pratello, che conoscevo, è romagnola e non c’entra con questa, che si chiama Pratello, ha sede a Padenghe sul Garda e – ammetto – non mi risultava fosse biologica.
Qualche lettore me l’ha però fatto notare. Grazie.
Il sito dell’azienda informa che l’enologo è Nico Danesi e che la cantina è dotata delle “più moderne tecniche di vinificazione”.
Il prezzo al ristorante era di 28 euro.
Chardonnay 80 percento, Groppello 20. Degorgement dopo 36 mesi. Tredici gradi.
Uno spumante di buona fattura, un po’ grasso come spesso capita con gli Chardonnay. Leggermente amaricante nel finale, bollicine un po’ grossolane in bocca. Buona freschezza, giusto sciroppo di dosaggio (pressoché assente), discreta bevibilità. Poche emozioni. Un vino da 6+.
Il dramma è stato il mattino successivo: un mal di testa devastante. Proprio l’hangover stordente da sbornia, il cerchio alla testa che ti martella.
Premetto che non soffro di mal di testa e non ero minimamente ubriaco la sera precedente. In tutta la giornata, ho bevuto – di alcolico – solo metà di quel Millesimo 2005.
La sensazione avuta, senz’altro sbagliata, è stata quella di mal di testa da solforosa. O comunque qualcosa di “chimico”. E’ noto come i vini più a rischio over-solfito siano gli Champagne e i vini dolci. La coincidenza è quantomeno curiosa: un Metodo Classico, tipologia di per sé a rischio, di 7 anni,  fatto da un’azienda “con le più moderne tecniche di vinificazione” e in una zona non famosissima.
Che ci fosse troppa solforosa dentro, o comunque sufficiente a colpire uno come me che beve quasi esclusivamente vini naturali e quindi non ha più l’abitudine – pardon l’anestesia – alle dosi “normali” (cioè elevate) di solforosa?
Solo un dubbio: probabilmente immotivato, anzi sicuramente. Sbaglierò io ed è solo una sgradevole coincidenza.
Se l’azienda è biologica, la solforosa deve essere bassa. E allora perché? C’è altro? E’ capitato anche a voi?
L’episodio, al di là della bottiglia specifica, giustifica un dibattito su ciò che c’è e non c’è dentro un vino: realmente.
Il mal di testa mi ha abbandonato soltanto il giorno dopo.
Chiamiamole sfortune, sì.

35 Commenti a “Solforosa RuleZ?”

  • michele malavasi:

    Ciao Andrea, senza addentrarmi nel merito dei solfiti presenti in quel metodo classico, ti confermo che anche la Cantina Pratello di padenghe è certificata biologica da anni ed è anche riportato nel loro sito internet.
    p.s 1)eri a pochi chilometri dal delizioso agriturismo/cantina Ca Lojera a Sirmione della mitica e dolcissima Signora Ambra di cui anni fa avevi assaggiato i loro lugana.
    2) Il Pratello di Modigliana è un piccolo angolo di paradiso nella romagna toscana a 500 metri d’altezza, che consiglio a tutti di visitare, si mangia divinamente e produce dei sangiovese austeri e longevi come pochi altri in romagna.
    Ciao
    Michele Malavasi

  • Claudio:

    Scusa Daniele, quali dubbi avresti sulla correlazione solforosa-mal di testa? è una delle poche cose provate degli effetti del vino. In ogni caso se quest’azienda è veramente biologica come pare dallo stemma in retroetichetta, non dovrebbe avere più di 90 mg/l di solforosa, il limite imposto dalla certificazione per i bianchi secchi. Io penso che per fare un vino sano bisognerebbe stare ben sotto i 50 ma magari sono estremo io…

  • Lucky:

    E’ successo anche a me e capisco Scanzi. Gli spumanti sono categoria a rischio e 7 anni sono tanti per un Garda. Coi solfiti non rischi che il vino si rovini, più ce n’è meglio è.
    Poi certo sono solo ipotesi e i produttori diranno che di solforosa ce n’è poca ed era una coincidenza, tutto può essere.

  • Corrado Tedeschi:

    @Daniele: l’anidride solforosa è tossica per il nostro organismo e il “cerchio alla testa” del mattino dopo è una classica e dimostrata conseguenza di un’assunzione eccessiva di tale sostanza, considerata da sempre, ahimè, la panacea di tutti i vini (industriali in primis, ma non solo).

  • Quoto in toto Daniele.
    @Claudio Ci diresti una fonte dove viene provata la correlazione solforosa mal di testa, nelle dosi legali. Ché se ti cali la solforosa a grammi/litro magari oltre a bruciarti naso, gola e occhi, ti viene anche il mal di testa come “effetto collaterale”.

  • Daniele Serafini:

    Claudio, certo che c’è una relazione tra l’assunzione di dosi elevate di solforosa, la successiva non “digestione” e la comparsa di conseguenti mal di testa. La questione è: il mal di testa dipende dalla solforosa? se si, dipende dalla solforosa presente nel vino? o magari in quella presente in alcuni alimenti mangiati la sera prima?
    Perchè io capito qui, leggo questa recensione e capisco che primo, questo vino non è un granchè e fa pure stare male, secondo, l’azienda come minimo commette un piccolo illecito perchè, essendo biologica, dovrebbe rientrare in limiti di solforosa che si presume abbia superato visto il successivo mal di testa e terzo, è pure ipertecnologica e chissà che combina in cantina. Forse sono tutte cose vere. E’ quel forse il problema.
    Pur amandoli ed essendone appassionato, mi è capitato in più di un’occasione di bere vini naturali, anche celebri e, notare un’immediato malessere a stomaco e poi testa.
    Non penso sia una questione di categorie.

  • Pino:

    Nel non biologico si possono mettere fino a 300 porcherie dentro, nel biologico “solo” 80.
    Il biologico è l’ennesima truffa legalizzata, nell’industria alimentare come in quella del vino. Direi soprattutto in quella del vino. Quindi non ha senso mettere le mani avanti: ehi, guarda che è Bio.
    Vergognoso che nel 2012 ancora non ci sia l’obbligo per i produttori di scrivere sull’etichetta gli ingredienti utilizzati e in quale quantità.

    Posto che, per quanto ne sappia io, la correlazione oversolforosa-mal di testa esiste, è acclarata e fa i suoi danni, trovo nel mio caso assai curiosa, dietrologicamente, l’assenza totale di mal di testa post sbronza. Di quelle giovanili, quando si andava a bere litri di vino di privata ingollando uova sode. Che non fossero (e siano) più sani quelli, di tanti vini Bio? :)

  • Sandro Maselli:

    la scheda tecnica (http://www.pratello.com/images/M_images/vini/millesimo.pdf) dice:

    Anidride solforosa:
    • totale: 50 mg/l
    • libera: 20 mg/l

    il che non giustificherebbe il mal di testa, tutto sta a capire se è vero. Anche io mi ritengo sensibile alla solforosa ma ho la sensazione che non sia l’unico agente a rischio. Qualche sera fa ho bevuto (non comprato da me) un souvignon blanc neozelandese (sigh!), quando l’ho versato era pressoché trasparente, un po’ troppo va. Mi sono svegliato alle 6 di mattina col martello pneumatico nella tempia, via di analgesico immediatamente. Mi sono domandato se più che la solforosa, non ci fosse qualche processo chimico di chiarifica che ha rilasciato immondizia.

  • Mi è capitato con lo stesso produttore ma con il Brut Rosé, praticamente un giorno intero con il mal di testa per aver bevuto soli 3 bicchieri e basta!Non me lo spiegavo proprio perché, da un vino da agricoltura biologica, uno si aspetta un basso contenuto di solforosa! Io tendo a bere solo naturali possibilmente con pochi solfiti (se riesco a sapere quanti è meglio!), proprio per questo, qualche produttore di vino naturale, afferma che, poi, bevendo un vino con un contenuto un po’ più alto, rischi che ti si possa scatenare un emicrania più facilmente di quando magari, non ti capitava di bere abitualmente vini senza o con poca solforosa.Non so se questo è vero, ma, sempre di più mi capita di bere in ristorante o al wine bar un vino che conosco e che so che, in un recente passato non mi ha dato noia!Non mi è capitato solo con gli spumanti del Garda ma anche con Champagne come Pascal Mazet e soprattutto Jacquesson entrambi da agricoltura biologica!

  • Andrea Scanzi:

    @amaro. Proprio per questo parlo, nel post, di allenamento e abitudine (e “anestesia”) alla solforosa. Se sei abituato a bere vini “normali”, cioè saturi di solforosa, l’organismo è così saturo di schifezze da tollerarle con agio. Perché non nota la differenza. Al contrario, se ti disintossichi o ti abitui bene, cioè bevi vini con poca solforosa, come faccio io almeno dal 2007/8, la minima sollecitazione negativa viene notata dall’organismo. Che reagisce malissimo (emicrania, etc). Infatti Perfect39, più abituata alla solforosa e non adusa (sic) al vino naturale, non ha avvertito il mal di testa.
    Ovviamente però può anche voler dire che il vino era sanissimo e per questo Perfect39 non è stata male. Ed io sono stato semplicemente sfigato. Dopo 4 anni di non emicrania, e vini naturali, sono stato sfigato: sarà senz’altro andata così.
    Lo scrivo chiaramente: se Pratello dice – e lo dice – di essere biologica e di rispettare i limiti di solforosa, io ci credo. E finisce lì.
    Il tema dell’abitudine è però importante: se sei abituato a quello pieno di schifezze, il capello è così moribondo che accetta tutto. Se ci stai attento, e anche solo una volta usi uno shampoo industriale, giù di dermatiti e quant’altro.
    Non avevo emicranie da almeno 4 anni.
    Una coincidenza? Senz’altro. Sono stato sfortunato io. Mettiamola così e stop.
    Specifico ancora che quel giorno ho bevuto solo metà Metodo Classico Garda, come alcolici. Per il resto, acqua.
    Ho mangiato quasi nulla a pranzo (come sempre) e un antipasto e secondo di pesce a cena. Niente dolci.
    @Maselli. Certo, può non dipendere soltanto dalla solforosa, ma anche da altri agenti chimici.

  • michele malavasi:

    Ragazzi a me è capitato sabato scorso a cena un’esperienza simile a quella di Andrea.
    Nel pomeriggio ero stato nella mia cantina preferita in valpolicella, Monte dall’Ora, a trovare gli amici /proprietari Carlo e Alessandra , dopo una bellissima passeggiata tra le vigne e lo spettacolo dei ciliegi in fiore, abbiamo fatto un aperitivo a casa loro con i seguenti vini bio/biodinamici: Casa Coste Piane (adoro ccp), il rosso del contadino di Kornalissen (rustico è un eufemismo) e il loro adorabilissimo valpo base 2011. Mi alzo leggero come se avessi bevuto un succo di frutta e assieme alla mia morosa ci rechiamo in un ristorante in collina a Bardolino.
    Scelgo un bardolino chiaretto rosè spumantizzato in charmat di una cantina convenzionale medio piccola, vino semplice, piacevole, molto beverino, ma al secondo bicchiere ho smesso di berlo causa una cerchio alla testa fulmineo e intenso, stessa reazione alla mia morosa.
    Gli avrei proprio fatto volentieri un’analisi chimica!!!!

  • Claudio:

    @Niccolò e tutti gli altri scettici che si “quotano” a vicenda:la risposta ve l’ha data Corrado in uno dei primi commenti. Se volete approfondire trovate centinaia di pagine in rete o ancor meglio in libreria.
    Sinceramente sono abbastanza sconcertato da questa recente tendenza nel voler per forza ribaltare concetti scientificamente provati che sembra avere come unico scopo la riabilitazione dei metodi industriali di vinificazione, come se poi le grandi aziende, che dominano il mercato avessero bisogno dei groupies della chimica, dei macchinari e della criomacerazione. Poi che il mal di testa possa venire per mille altri motivi, non dobbiamo certo scriverlo per crederlo. Piuttosto sarebbe interessante tracciare una bella linea tra il biologico artigianale e quello industriale. Una certificazione non basta a far sì che un vino sia sano. E finchè non ci saranno leggi a riguardo, sarà meglio conoscere bene ciò che si beve, altrimenti il rischio-emicrania è dietro l’angolo. E lo stesso vale per ciò che si mangia.

  • Roberto:

    in effetti domenica a mezzodi’ salivo alla rocca di Manerba e incrociavo una bella coppia che scendeva….Lui lo vedevo un po’ stralunato…ora comprendo il perche’

  • @Andrea Scanzi Scusa ma tutti i ragionamenti che fai non stanno in piedi. Ognuno è libero di fare le proprie congetture sulle reazioni del proprio corpo, ma poi dar loro un tono di oggettività, portando indizi come fossero prove, e tra l’altro indizi deboli, e facendo inferenze illogiche rischia di diventare, oltre che inutile, anche ingiustamente lesivo.
    1) siccome è da anni che non ho il mal di testa allora è colpa di quella bottiglie e del suo contenuto di solforosa, allora potresti ugualmente sostenere che è l’aria del lago di Garda al quale forse non sei abituato o qualunque cibo hai mangiato in quel ristorante dove mi par di capire era la prima volta che andavi o di qualunque altro fuori programma di quella serata…
    2) Il fatto che Perfect39, che forse beve con tassi di solforosa mediamente più alti, non abbia avuto conseguenze sarebbe un rafforzamento della tesi della solforosa? ma dai, non sta in piedi.
    Io ho avuto e talvolta ho problemi di emicrania tendenzialmente con vini bianchi, ma i mal di testa li ho avuti persino con vini senza solforosa aggiunta e mi guardo bene dal far nomi. Infine quante volte ti sarà successo di bere dei vini vecchi di produttori valtellinesi, per far un esempio, con tassi di solforosa ben sopra i 100 mg/l e non avere conseguenze.
    @Claudio Caschi male come si suol dire! Io bevo forse più estremo anche dello stesso Scanzi e sono pubblicamente un estimatore dei vini non industriali. E non essendo immune da mal di testa da vino sono anni che mi interrogo sulle loro possibili cause. E dalle mie ricerche e letture non risulta nessuna correlazione “scientificamente dimostrata” con la solforosa. Rinnovo l’invito ad indicarmi una pubblicazione. Mi faresti un favore personale.

  • Paolo:

    I dubbi di Scanzi sono molto leciti e capita spesso anche a me. Poi sono solo ipotesi, se uno non sa leggere è un problema suo eh :)

  • Surfista:

    Articolo molto interessante e corretto, anche nel ribadire i dubbi e le possibili coincidenze.
    Il problema della solforosa è reale.

  • Pino:

    Niccolò, ma perché si scalda tanto? Neanche fosse il produttore del vino in questione…

  • Niccolò:

    @Pino Seguo Andrea da anni e lo stimo molto in tutte le sue manifestazioni creative e penso che abbia un ottimo palato e gusti con cui mi sono molto spesso trovato in sintonia. Ultimamente si occupa, a mio parere, di vino un po’ “con la mano sinistra” come si suol dire, e secondo me argomenta in modo debole. Da suo fan la cosa mi scoccia un po’. Tutto qui.

  • Carlo:

    Al signor Niccolò (giornalista mancato?) vorrei dire che il post di Scanzi non scrive da nessuna parte che l’azienda è sicuramente colpevole.
    Racconta una storia, non ha tesi, ha la correttezza di segnalare che l’altra presente non è stata male (poteva ometterlo) e scrive fatti inconfutabili perché figli del suo quotidiano.
    Non vorrei che lei fosse uno dei tanti amici delle aziende che le difendono fingendo di non saperne nulla.
    Di debole c’è forse la sua rabbia ingiustificata. Che la solforosa faccia male alla testa e abbondi in spumanti non memorabili lo sanno anche i cani. Perché non discuterne? Le dà fastidio? E’ invidioso?

  • Gulp:

    Grazie a Nicola so che Scanzi è stato male perché l’aria del Garda fa male.

  • Claudio:

    Niccolò, lungi da me alimentar polemiche sui commenti di un blog però se tutti ti stanno rispondendo in maniera unidirezionale, evidentemente stai sostenendo una tesi insostenibile nel momento in cui afferma che tra anidride solforosa e mal di testa non vi è correlazione documentata. Mi chiedi una pubblicazione a mò di favore personale, non so se lo fai a mò di provocazione ma io ti rispondo che basta consultare una qualsiasi enciclopedia o addirittura un banale testo di scienze o di chimica della scuola media superiore. Se puoi e vuoi approfondire, rimedia uno dei testi AIS del corso di sommelier, credo che loro siano sopra le parti in questo senso. Poi quando dici che Scanzi affronta l’argomento vino con la “mano sinistra” non capisco a cosa ti riferisci ma magari questa controversia è meglio affrontarla col diretto interessato.

  • Niccolò:

    va be’, mi sembrava di discutere su un livello abbastanza leggero, e voi mi dipingete come frustrato, venduto e rabbioso. Non ho mai pensato di far il gionalista, ma scrivo di vino da qualche tempo solo per passione. Non ho alcuna relazione nemmeno lontana con nessuna azienda vitivinicola, eccetto dei parenti famosi che fanno vino in chianti e in piemonte. Perchè dovrei essere arrabbiato con Andrea, che mi sta pure parecchio simpatico?
    Devo ammetere che anche voi mi sembrate simpatici anche se un po’ astiosi.
    Ma davvero non ho mai letto di correlazione fra solforosa e emicrania e davvero ho sofferto di mal di testa in tali condizioni da escludere, sulla base della mi esperienza, che ci sia una relazione causa effetto. E davvero penso che l’azienda agricola Pratello, potrebbe subire un danno ingiustamente. Poi se volete metterla sullo scherzo, a me va pure bene. Mettiamo i calici sul tavolo e riempiamoli. cin cin

  • Claudio C.:

    Ma quale danno? L’azienda Pratello produce vino e si sottopone a un giudizio.
    Scanzi ha raccontato un’esperienza. Non ha detto che è colpa del vino. E’ stato chiaro e anzi propende per l’innocenza dell’azienda, che oltretutto è biologica.
    Se una persona non può raccontare un fatto, che serve a stimolare un dibattito intelligente, tanto vale chiudere i blog. O far scrivere solo Vespa, che dice Nicolò?
    Se un’azienda non vuole danni, non fa vino e non si espone ai giudizi.
    Che poi è tutta pubblicità e Scanzi ha dato del vino una valutazione positiva di sufficienza e ha specificato che sarà stata una coincidenza.
    Aggiungo che questo Niccolò in un post ha detto che lui non fa nomi. E questo dà la misura del suo essere “giornalaio”. Che sia rosicone di Scanzi???
    E complimenti per la conoscenza della materia: non sa neanche della correlazione solforosa/mal di testa. Andiamo bene….
    Il signor Nicolo’ ha poi notato che c’era anche un altro utente tra i commenti che ha raccontato di avere provato la stessa situazione di mal di testa dopo aver bevuto un Pratello, mi pare un Rosè? Non è una notizia anche questa? O il post andava censurato perchè magari Nicola è amico dell’azienda???

  • Luca72:

    Scanzi è stato chiaro e circostanziato. E’ stato molto più “cattivo” altre volte e non sempre a ragione (non sono un suo fan, ma credo di saper leggere).
    Molto imbarazzo per Niccolò, a cui consiglio di leggere il commento di @amaro.
    Del tutto d’accordo con @claudio. In qualsiasi testo si parla di corrispondenza solforosa/mal di testa.

  • @Claudio Citare come fonti di prova scientifiche non ben identificate enciclopedie, o testi scolastici o manuali del sommelier vuol dire non rispondere alla mia richiesta e avere un’idea poco chiara di cosa sia un’evidenza provata scientificamente. Quindi resto ancora in attesa di una puntuale fonte attendibile.
    Scanzi è pure un ottimo giornalista e non è così ingenuo da rischiare d’esser citato per diffamazione. Tuttavia mettere in relazione (anche ipoteticamente) un malessere con un prodotto è palese che metta in cattiva luce il prodotto, non per il fatto che uno non l’abbia trovato buono, ché questo è lecitissimo, ma perché instilla nel lettore l’idea che il prodotto sia quantomeno sofisticato.
    Se poi quest’ipotesi si basa sull’assunzione, non scientificamente provata, che un uso non parco di solforosa provochi emicrania, ecco che secondo me l’informazione che viene comunicata da un articolo o da un post rischia di diventare scorretta e ingiustamente offensiva.
    Se poi si scopre persino dal sito del produttore che la solforosa è in quantità basse, non capisco perché ipotizzare che dica bugie, ma piuttosto mi sembra ragionevole fare nuove ipotesi sulle cause come @Sandro Maselli qua sopra.
    Infine se anche un altro lettore ha avuto problemi con una bottiglia dello stesso produttore, allora questo sì che è un indizio che forse qualcosa nel processo di vinificazione adottato dall’azienda potrebbe rendere i suoi spumanti emicraniogeni (passatemi il neologismo). Sia chiaro che è un indizio e non una prova.
    Se io non dico i nomi dei produttori i cui vini ho bevuto la sera prima di svegliarmi con il mal di testa è proprio per una questione di serietà che mi spinge a non fare ipotesi su fatti che potrebbero essere coincidenze.
    Per quanto riguarda l’invidia che provo per Andrea, sicuramente grande, leggetevi questo piccolo post di Fiorenzo Sartore sul suo uso in una conversazione http://vinotecaonline.blogspot.it/2012/01/inizio-danno-con-how-to-conversazionale.html .

  • Andrea Scanzi:

    L’azienda in oggetto è in regime biologico dal 2004 e rispetta la legge.
    Al tempo stesso, post e (mio) successivo commento, raccontano – con rispetto e dovizia – fatti realmente accaduti. E certosinamente narrati.
    Porsi domande e fornire ipotesi è ancora lecito. Anzi doveroso.
    Ognuno, in privato, faccia le sue considerazioni.

  • Marco:

    Si vede proprio che Scanzi è diventato famoso (troppo?). Un anno fa, uno come Nicola l’avrebbe massacrato. :)
    Molta pena per questi Ghedini dei poveri che usano le bacheche degli altri per farsi belli e scrivendo il falso.

  • Paolo:

    Ma nicolò è un comico?

  • Niccolò:

    Ciao Andrea,
    mi scuso sinceramente se sono sembrato stronzo. Non era mia intenzione. La mia polemica mi sembrava abbastanza interessante e fondata.
    Non volevo mettere in discussione la tua correttezza professionale nè la tua buona fede, spero si sia capito.
    Mi dispiace sia finita così, ma ‘sti lettori mi paiono un po’ smisurati.
    La stima che ti ho ripetutamente espresso è sincera.
    Ultimo, mi pare abbastanza chiaro che non sono venuto qui per farmi bello. Non è e non è mai stato il mio stile e il mio modo di usare la rete.
    Con stima,
    Niccolò

  • Andrea Scanzi:

    Grazie a chi ha saputo alimentare la discussione, con spunti di cui ho tenuto conto.
    I commenti a questo post terminano qui.

  • bertola vincenzo:

    Un saluto a tutti,
    sono Bertola Vincenzo titolare della PRATELLO non che produttore del millesimo 2005 in oggetto
    Ho atteso qualche giorno a rispondere in quanto ho consegnato una bottiglia di vino del medesimo lotto ad un laboratorio di analisi certificato per la verifica della solforosa
    il risultato che può essere verificabile sia presso l azienda che presso il laboratorio(ENOCONSULTING di Rovato) da una solforosa totale di 82 mg litro e una libera di 8 mg litro
    Non commento il malessere del signore essendo un aspetto alquanto personale e variabile sicuramente tutt’altro che scientifico.
    Azienda familiare dal 1890 (122 anni di tradizione) siamo certificati bio dal 2004 curiamo direttamente tutta la filiera ,non acquistiamo ne uva e ne tanto meno vino.
    La bontà di un vino è un aspetto estremamente soggettivo e quindi non discutibile, però i parametri che un addetto ai lavori come il signor Scanzi utilizza per giudicare,quello si è discutibile.
    Trattasi di una bollicina di rara eleganza e persistenza, con vena minerale pronunciata ,mai prevaricante sul complesso aromatico.Finalista dei tre bicchieri del gambero rosso 2011 si è aggiudicata i due bicchieri rossi destinati ai pochi finalisti .
    Suggerimento personale non per questo caso, ma per una più ampia e profonda conoscenza di qualsiasi territorio,dei sui prodotti, riappropriatevi dei sensi ed utilizzate questi per giudicare,azzerate ogni volta il vostro supponente intelletto e lasciatevi guidare dal piacere,non abbiate la presunzione di conoscere (non c era niente di meglio)
    verrete smentiti puntualmente
    La bellezza di questo paese sta nelle sue infinite sfumature ,nella sorpresa di avvicinarsi a prodotti non conosciuti ma con la volontà di giudicarli per ciò che trasmettono e non per il blasone del territorio da cui provengono
    Non mi dilungo oltre
    La voglio in azienda
    Essere testimone del suo sapere del nostro territorio mi intriga
    buona serata
    BERTOLA VINCENZO

  • Andrea Scanzi:

    La ringrazio, Dottor Bertola. Farò di tutto – di tutto – per passare a trovarla. Un caro saluto e, a prescindere, in bocca al lupo.

  • bertola vincenzo:

    artigiano della terra

  • Alberto De Giorgi:

    Ciao Andrea,

    ho scoperto il Tuo blog x caso, per Pratello ci lavoro e lo promuovo nel mondo, importatori di prestigio, rist. di prestigio, piazze notissime. Ci siamo conosciuti a Mantova un po’ di tempo fa, alla presentazione del Tuo libro di cui non ricordo il titolo ora, tratt. La Zucca, centro Mantova, Pratello sponsorizzava la serata proprio con questo Brut, annata differente ovviamente, stesso uvaggio e Metodo. Sicuramente la provocazione è il perno su cui girano questi blogs , la usi bene, trascina bene, il gioco è a chi rincalza di più, come sempre. Tutto ok, tutto nelle regole, unica cosa che trovo scorretta è di aver scritto Pratello – Solforosa – Schifezze nel medesimo blog, e si fa presto ad accomunare il tutto e come dice bene Niccolò diventa lesivo per l’ azienda nominata.
    Una precisazione: si fa tanto parlare di BIO; mi correggo si fa tanto sparlare di BIO, ma, NESSUN VINO E’ BIO AL MOMENTO, è l’ uva da cui deriva quel vino che è certificata BIO, non la cantina, meglio ancora è la terra che è certificata BIO.
    Quando son tornato a casa il Tuo testo sul vino( che gentilmente mi hai regalato), era sul sedile a fianco a me e … ho bucato, strano perché era tutto uguale come all’ andata, unica differenza il Tuo testo … non sarà che porta rogna!! , ovviamente non è così … ma è facile giocare in questo modo.
    Ciao Ti aspetto in azienda a volte un vino sincero spiana strade impreviste.

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