Palazzo Lana

Ecco il secondo Metodo Classico che non mi ha convinto appieno, dopo il Methius. Palazzo Lana, Guido Berlucchi. Acquistato a 29 euro all’Enoteca Molesini di Cortona.
A Palazzo Lana, splendida struttura fortificata del XIV secolo a Borgonato (Brescia), cominciò la storia dei Metodo Classico Franciacorta tra Berlucchi e l’enologo Franco Ziliani.
Era il 1961, inizialmente si parlò di “Pinot di Franciacorta”.
In un certo senso, Berlucchi torna alle origini. Palazzo Lana è la linea deluxe. E’ o sarebbe, perché alcune guide come quella dell’Espresso – pur dando buoni voti a tutta la gamma – le preferiscono il Cellarius Rosè, un prodotto che si trova anche nella GDO (Grande Distribuzione Organizzata).
Negli ultimi tempi Berlucchi ha cambiato strategia. La Cuvèe si chiama Franciacorta Storica ’61 Brut e, soprattutto, è nata la nuova collana Palazzo Lana. Brut (11mila bottiglie), Extreme (solo Pinot Nero, 5mila bottiglie), Satèn.
Le bottiglie, disegnate da Giacomo Bersanetti, si trovano soltanto in enoteche scelte personalmente dall’azienda. La prima annata in commercio è la 2004. Dall’anno prossimo uscirà anche la Palazzo Lana Rosè.
Io ho degustato la Brut 2004.
Nulla da dire all’esame visivo, colore e perlage convincenti.
Il naso, non complesso, tradisce la presenza dello sciroppo di dosaggio e lascia presupporre il “solito” Franciacorta morbido e un po’ sbroscioso.
No: al gusto è invece incredibilmente acido. Pure troppo, perché più che acido (e sarebbe un bene) risulta piuttosto aspro (e non è un bene), verde e con un finale amarognolo poco elegante. Limone e cedro per retrolfazione (?). Struttura media.
L’astringenza, non desiderabile in questi vini, deriva forse da un Pinot Nero poco nobile o da una vendemmia involontariamente anticipata.
Palazzo Lana, almeno la bottiglia che ho bevuto io, all’apparenza si presenta come una Cuvèe rotonda e gentile, desiderosa di piacere a tutti come gli Champagne delle Maison. Al gusto, però, è l’esatto opposto: un Metodo Classico fatto da un Vigneron volenteroso ma non ispiratissimo. E la degustazione non migliora col passare dei minuti.

16 Commenti a “Palazzo Lana”

  • davide:

    Concordo pienamente, e i commenti valgono anche per Saten ed Extreme…..molto più equilibrata e gradevole (seppur sempre banale) la Cuveè 61…..in verità none se ne può quasi più di nessun Franciacorta…..conosci (scusa se ti dò del tu…ma Elogio dell’invecchiamento credo di avero comprato fra i primi in Italia…e mi ha insegnato molto….Il vino degli altri lo comincio tra qualche giorno) Casa Caterina?
    complimenti sempre!

  • Andrea Scanzi:

    Dovresti scusarti se mi dessi del Lei. I Franciacorta che preferisco sono, al momento, Cavalleri, Faccoli e Uberti. Più altri 4-5 che cito nel libro. Dei nomi blasonati, alcune bottiglie di Bellavista e Ca’ del Bosco sono impeccabili. E condivido il giudizio positivo sulla Cuvèe 61 (e anche sul Cellarius, soprattutto Rosè: tra i migliori vini “da supermercato”). Casa Caterina (Monticelli Brusati?) non l’ho mai provata.

  • F Ferraris:

    Appassionata di Franciacorta, mi inserisco nella discussione. Affidabili, a tratti emozionanti, Uberti e Gatti; assaggiato qualcosa di interessante da Ronco Calino e San Cristoforo. Della nuova linea Berlucchi mi sono piaciuti Satèn (equilibrato e minerale) ed Extreme (nervoso, vivace, forse ancora un po’ giovane). Sto leggendo il tuo libro, Andrea. TTYL.
    Ferraris

  • Luca Lopardo:

    Perdona l’ intrusione : pensi di postare separatamente un link con le date e le librerie in cui presenterai il tuo libro ? Ciao.

  • Andrea Scanzi:

    Aggiornerò le date via via su questo blog, Luca.

  • Luca Colombo:

    Come scrivevi in “elogio dell’invecchiamento” in Franciacorta c’è una sorta di approccio “aziendale” nel fare il vino. Quindi meglio puntare sul marketing che sulla sostanza…
    Premesso che sono un semplice appassionato, aggiungo un altro vino che mi ha deluso tantissimo (ho anche il dubbio che fosse una bottiglia sfortunata) considerando anche il prezzo è stata la Cuvée prestige Rosé di Ca’ del Bosco.
    Al vinitaly ho invece assaggiato i Franciacorta di Uberti (semplicemente esaltante il non dosato) e della nuova azienda Derbusco Cives (molto interessante il DoppioErreDi).

  • Andrea Scanzi:

    Concordo, il Sublimis Uberti è meraviglioso. La mia azienda preferita di Franciacorta con Cavalleri e (più piccola) Faccoli.

  • davide:

    Casa Caterina è di Monticelli Brusati, fa pochissime bottiglie ed ha una distribuzione che meriterebbe …se non una pagina de Il vino degli altri 2 …un racconto o un commento sul blog.
    E’un vino strano, è un biologico estremo, ma credo meriti di essere provato.
    La Cuvee Prestige di Ca’del Bosco, normale o rosè, è il genere di prodotto che va bene per la gente da Happy hour!

    Ps: come posso inviarti una bottiglia? Altrimenti potrei considerare di offrirla – se li incontro per strada – a Gasquet o a Seppi! Scusa la sfacciataggine..ma mi sono sentito autorizzato…ciao

  • antonio:

    Tutta la linea Palazzo Lana è mediocre come del resto tutta o quasi la produzione della Franciacorta.Questi vini hanno un pessimo rapporto qualità prezzo soprattutto pensando che in alta Langa e nel Trento DOC si trovano spumanti migliori ad un prezzo più giusto.Se dovessi spendere una buona parola per la Franciacorta
    dovrei parlare di un piccolo produttore che in passato ha fatto cose egregie ma che da un pò non produce bollicine forse per problemi personali, l’azienda in questione si chiama Il Pendio.

  • paolo castellanelli:

    adoro i franciacorta e questo palazzo lana devo dire che non mi ha entusiasmato molto.
    casa caterina non l’ho mai assaggiato, ma mi interesserebbe molto perchè sono molto interessata ai vini di quel genere.
    dov’è reperibile?

  • antonio:

    Casa Caterina è un ottimo produttore, l’ho assaggiato ultimamente
    a gusto nudo a Bologna.Posso dire che sarà presente nella mia futura enoteca a Roma “Les Vignerons” che aprirò entro settembre e che si occuperà solo o soprattutto di quel genere di vini!

  • GiovanniP.:

    Andrea, a pag.35 del libro fai riferimento ad alcune aziende e prodotti della Franciacorta e testualmente scrivi :” Basta pensare ad alcune Cuveè di Clementi,al Satèn di Majolini, alle blasonate Cà de Bosco e Bellavista…..” da come è scritto sembra che le Cuvèè di Clementi siano di un azienda chiamata Clementi o di un enologo con tale nome, in realtà la Cuveè “Annamaria Clementi” è il prodotto di punta della blasonata Cà del Bosco che citi a parte, successivamente. E’ un dettaglio poco significante, ma che può indurre confusione. Saluti e buon vino.
    P.S. Sono a pag. 96, non l’ho ancora finito ….. comunque complimenti, l’inizio è ottimo ed il prezzo vale il sacrificio di una buona bottiglia.

  • Andrea Scanzi:

    E’ vero, caro Giovanni, la frase non è costruita benissimo. Me n’ero già accorto, è stata corretta per sicurezza. ;)

  • Alessandro:

    Ho letto che Davide ha nominato Casa Caterina.
    Il signor Del Bono mi ha messo a disposizione quattro tipi
    dei suoi spumanti (è fuori dal consorzio e non si identifica nel modo di oensare franciacortino) sarei curioso di saper da Andrea se ha già potito degustare questa tipologia di prodotti.

  • Casa Caterina uno spumante fantastico degustato insieme al mitico Aurelio del Bono Sauvage ’89…io vendo i suoi vini e a chi li faccio diventano sempre dei suoi consumatori abituali…Provare per credere…

  • Ciao Andrea,se passi dalle parti di Mestre vieni a trovarmi al ristorante Al Cason, una bottiglia del grande Aurelio(Casa Caterina) te la offro volentieri io, perchè sarei curioso di conoscere il tuo parere..tra l’altro verso metà maggio organizzerò una cena con lui che presenterà i suoi nuovi spumanti: il suo “base”(definizione odiosa, lo so, soprattutto se si parla di un vino che sosta 60 mesi sui lieviti), il blanc de blancs 2002, il Saten 1999, il 1994 e un Blanc de Noirs del 1990! Tutti degorgiati da qualche mese. Prodotti senz’altro estremi, gli ultimi, ma che riflettono in pieno il coraggio, la passione e la continua voglia di mettersi in gioco di una persona straordinaria. Tra l’altro anche lui (come Cavalleri, tu m’insegni)si tolto dal Consorzio..per il semplice motivo (parole sue) che lui non vende “bollini”
    Ps: complimenti per i tuoi due libri sul vino, li ho letteralmente divorati!

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