Barolo Sori Gabutti Riserva ’99 – Giovanni Sordo

Questa bottiglia è sopravvissuta ad almeno due traslochi. Insieme a molte altre.
Non so minimamente quando l’ho acquistata. Non ne conosco il prezzo, non ho mai bevuto altro dell’azienda.
Giovanni Sordo, Castiglione Falletto. Produce da oltre tre generazioni. Ora la segue il figlio di Giovanni, Giorgio.
Cinquantadue ettari, di cui 40 vitati, da Serralunga d’Alba a Monforte d’Alba, da Novello a La Morra. Bianchi, rossi, tutto.
Il vino che ho bevuto ieri sera è uno dei prodotti di punta. Sori Gabutti, Riserva, 1999.
Vigneti a Serralunga d’Alba. Invecchiamento minimo di 5 anni, di cui 3 in botti di rovere.
Temevo che avesse sofferto i viaggi, i cambiamenti climatici, il tempo.
Macché: era in forma smagliante.
L’annata era perfetta, gli anni passati lo avevano meravigliosamente reso maturo e armonico.
Equilibrato, persistente, complesso. Di acidità intatta, di struttura impeccabile.
Barolo splendido, senza se e senza ma.

4 Commenti a “Barolo Sori Gabutti Riserva ’99 – Giovanni Sordo”

  • Luca Miraglia:

    “Il Barolo ha la capacità di non essere mai abbastanza pronto, di avere per lungo tempo ancora in bottiglia una carica vitale a disposizione che ci segnala la sua pressochè eterna freschezza” (da un’intervista a Beppe Rinaldi).
    Ho provato le tue stesse sensazioni ed emozioni, qualche giorno fa, con una bottiglia di Barolo “Villero” 2000 di Livia Fontana.

  • Andrea Scanzi:

    Totalmente d’accordo.

  • Alessandro, Enea:

    Non ha niente a che fare il commento di cui sopra, ma in questo spazio ci tenevo a ricordare che se ne è andato in silenzio, il sommo assaggiatore Giulio Gambelli, in data 03/01/2012.
    Egli riusciva a riconoscere la provenienza di qualsiasi Sangiovese della sua zona; aveva un palato talmente fine nel percepire le giuste percentuali dei componenti, che neppure gli strumenti più sofisticati per le analisi riescono ad azzeccare, difficilmente sbagliava.
    Non l’ho mai conosciuto, purtroppo, e voglio ricordarlo così: di mattina, con la sua R4 e il suo cane fedele, forse il suo migliore amico, mentre osserva le sue “bambine” (vigne) nella campagna toscana. Un giorno aprirò per te un “Pergole Torte” del 2000, nel ricordo di tante persone che, come te, amanti del vino ci hanno lasciato.
    Un abbraccio Giulio,
    Enea.

  • Davide:

    Grande Cantina e ottimi prodotti anche grazie all’enologo Armando Cordero

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