Dogliani Corti e Garantiti

Andrea Scanzi è un gran figaccione ma non è questa l’elemento primario: sa parlare di parecchie cose (sport, politica, musica, vino), fa pure il moderatore quando capita, non si distrae mai e quando inizia una frase la finisce, sempre. E sta pure dimagrendo, mortacci suoi“. Finalmente. Finalmente una recensione obiettiva, calzante e inattaccabile su di me. Basta con le mezze misure, i dibattiti, le critiche. Si dia inizio al culto dei Carmelitani Scanzi e si predichi il Sacro Verbo di Papa Roddolo, del Tacco 12 obbligatorio (con plateau, preferibilmente) e di Clint Eastwood insegnato nelle scuole.
Scherzi a parte, ringrazio Alessandro Morichetti per le parole scritte sul meritorio Intravino. Parlava della rassegna Dogliani Corti e Garantiti, che ho moderato venerdì e sabato scorso. Il primo festival italiano capace di abbinare vino e cinema di argomento enogastronomico.
Non c’era molta gente, e questo è l’unico dato negativo. Peccato: l’organizzazione Artevino è stata brava. E’ un’idea, a mio avviso, da ripetere.
Rivedendo alcuni film, come Senza trucco di Giulia Graglia e Langhe Doc di Paolo Casalis, mi sono piaciuti molto più della prima volta. Il festival è stato per me anche il modo di conoscere, di persona, Jonathan Nossiter e Paula Prandini. Persone meravigliose. Non mi stancherò mai di constatare come il mondo del vino abbia ancora degli “avamposti salvi” che quasi commuovono.
Mi rendo conto di non riuscire a essere granché critico con la Langa, ma è davvero il mio mondo. Ormai ci vado di continuo. Devo prenderci casa. Persino domenica e lunedì prossimi, tra una data e l’altra del mio spettacolo Gaber se fosse Gaber, dormirò là: ne ho bisogno. Ho troppi amici e coperte di Linus, da quelle parti.
Sabato, andando a trovare Flavio Roddolo, e scoprendo una volta di più come ogni weekend – da quattro anni – dei pellegrini vadano a visitarlo per “colpa” mia, ho avvertito una pace per me rarissima nel percorso che da Dogliani conduce a Monforte d’Alba.
La stessa cosa è capitata domenica mattina, prima di ripartire. Ho dormito nell’agriturismo della Cantina Pecchenino e lo scenario era incredibile.
Se qualcuno mi chiede poi i Dolcetto che ho preferito, premettendo che a Dogliani hanno la tendenza a privilegiare il Dolcetto in chiave baroleggiante (e non sempre è il caso), faccio i nomi di sempre: Anna Maria Abbona, San Fereolo, Chionetti, Pecchenino. Non è inusuale che preferisca le linee base a quelle più ambiziose (e/o legnose). Il livello generale resta comunque alto, ancor più in relazione al rapporto qualità/prezzo. Non ho incontrato nessuna delusione cocente.
Ringrazio tutti i presenti per l’affetto, la passione e il coraggio. Tra una Nicoletta Bocca e un Camillo Favaro, consentitemi di ringraziare quella gran rompipalle di Francesca Ciancio. Una delle molte pasionarie dell’enogastronomia 2.0. Un anno e più fa intervenne su questo blog per tirarmi le orecchie, criticandomi à la Susan Sontag per la separazione e la conseguente freddezza. La ritenne indelicata, da buona romantica inconsapevole, e tecnicamente aveva ragione. Ma era una lotta inutile e soprattutto persa. Sono fatto così: mi sento veramente coinvolto solo dalla morte, l’amicizia, la bellezza e le volèe di Seppi. Le lagne d’amore mi sfrangiano. Du’ palle.
Lei intervenne a piedi uniti, io risposi da carognetta. Ne nacque un siparietto involontariamente divertente ma scarsamente edificante.
A Dogliani c’era anche Francesca. Ha un caratteraccio, è spigolosa e lunatica. Ha – quindi – un sacco di pregi. E la mia stima. Incontrarla è stato un ulteriore aspetto che ha reso la due giorni doglianese preziosa.
Va be’, ora basta coi salamelecchi. Che poi scrivono che mi sto intenerendo. Urge subito una frase cattiva, per ribadire il clichè scanziano. Eccola: “Luca Maroni“.
Vi aspetto venerdì 18 a Scarperia, sabato 19 a Novara, martedì 22 a Gallarate e giovedì 24 a Rivoli (Torino), per il mio spettacolo teatrale. Che sta vivendo la sua bella e sorprendente vita, grazie a voi.
Stay tuned (cit).

16 Commenti a “Dogliani Corti e Garantiti”

  • Nicola:

    Ahahah: l’Ordine dei Carmelitani Scanzi ed i pellegrinaggi da Roddolo! Con lui che ancor non si capacita dei tuoi prodigi!

  • Luca:

    sono stato diversi anni a Roddino perchè organizzavano un mini festival rock nello Sferisterio del posto, buon vino bella gente, si mangia benissimo all’ osteria Da Gemma, simpatica l iniziativ adi organizzare ogni anno la cena sotto il castello che non c è.

  • Dopo due libri letti, una presentazione da cani e due moderazioni da uditore sto elaborando una Fenomenologia di Andrea Scanzi: segno che stai invecchiando precocemente ma con meriti. Senza peli sulla lingua, e neanche altrove.
    Te la cedo in esclusiva (dopo averla scritta) ma ti costerà una cena al prossimo passaggio nelle Langhe. La accendiamo?

  • Andrea Scanzi:

    La accendiamo, agile. Mi costerai un mutuo, ma sarà ben speso. Al limite ti querelo. Ma democraticamente. Un abbraccio.

  • francesca ciancio:

    ciao andrea. Sorpresa nel leggerti. Lo confesso. Ero sincera quando ti ho salutato nel dirti che era stato un piacere. Un gran piacere perché ho incontrato una persona diversa da quella che immaginavo. Il nostro siparietto mi aveva convinto dell’impossibilità anche solo di parlarci. Così non è stato. E questa è sempre una bella cosa. Al contrario di quel “cafonaccio” qui sopra ( MORIKANTE) che ti vuole strappare una cena in Langa, la sottoscritta ti invita – magari con Graglia al seguito – Da Cesare al Casaletto, non appena passi per Roma ( tanto la mail tu la vedi). E se dovessimo tornare a parlare del più e del meno ti racconterei cosa sono per me le Langhe. Ma anche che sono stata abbonata per 5 anni a “Il mio tennis”, che usavo solo corde babolat e la mia Prince 100 per 100 grafite era la cosa più preziosa che avevo ( quanti anni fa? e chi se lo ricorda)

  • Giulia:

    La Graglia da Cesare con voi viene anche a piedi, ma senza il tacco 12. Andrea, più ti conosco e più penso che assomigli ai miei più cari amici, quelli con cui ho passato anni nelle piole di Torino. Ma il tacco 12 stride con tutto il resto: sarà che solo l’idea mi fa prendere una storta e che qui a Roma i sampietrini sono trappole persino con le scarpe da ginnastica, ma intendo darti battaglia su quest’argomento. Tutto il resto lo condivido, ma per le scarpe farò come Francesca!

  • camillo favaro:

    Cavoli Andrea, questo è diventato un blog da libro Cuore. Vediamo di non annoiarci eh ragazzi!! (comunque è nel cuore che si trovano le cose più belle).
    Forse questa tre giorni a Dogliani ha fatto venire a galla energia positiva. Allora direi che è stato un gran bell’evento!
    ps Ad una di queste cena ci saremo pure io e Antonella! Ci autoinvitiamo e il vino lo portiamo da casa!! (noi piemontesi abbiamo le braccine corte :-) )

  • Della:

    Eh sì, anche io sono uno dei tanti che è passato da Roddolo per “colpa” tua. Per fortuna. Il nostro agire è il seguente: si stima la fonte quindi si leggono le recensioni, si assaggiano (magari in loco, tutta un’altra storia) e se ci piace (vedi Cerruti, Rinaldi, Musso e Pistone anche se non sono vino etc… )ti usiamo come capro espiatorio nelle nostre visite ;).
    E credo che farò lo stesso ora con Abbona, Pecchenino, Chionetti. San Fereolo la conoscevo già (ho il difetto di leggere anche Porthos quando capita, altra “colpa” tua…)
    Scanzi docet. E vai!

  • Adriano Aiello:

    Mai sentito sto Cesare al Casaletto. Non sono più il romano di una volta, se non fosse per l’accento…

  • Andrea Scanzi:

    Francesca, Giulia: grazie. Accetto arditamente e convintamente l’invito. Anche se la mancanza di tacco 12 è per me paragonabile alle Langhe senza Barolo.
    Bacio.

  • francesca ciancio:

    Ehi Giulia, forse è il caso di sfoggiare le Christian Louboutin che comprammo assieme….(*Graglia legge perplessa*)

  • Andrea Scanzi:

    Si ironizza pure sulle Louboutin. Inaccettabile (cit).

  • Adriano Aiello:

    Io non ne capisco una fava di scarpe femminili e di feticismi (oddio di quelli un po’ di più ma in altri campi e altre zone) però le Louboutin sono nel mio cuore da quando ho visto Bad Teacher. Mai trovata sexy Cameron Diaz prima di quel film e credo che molto facessero quei tronchetti.

  • Andrea, buonasera,
    mi sono permessa di cercare di superare l’etichetta di “Figaccione” con una modestissima proposta, qui:

    http://www.soavemente.net/soavemente/2011/11/cinema-del-vino-a-dogliani-edizione-2011.html

    Onorata di aver assistito ai dibattiti e ai bei corti di Dogliani, accompagnata dalle sue sottolineature. Un augurio di buon lavoro con un bicchiere di Dogliani.
    MG

  • Andrea Scanzi:

    “Una particolare menzione merita Andrea Scanzi, molto nella parte di “granfigo” dell’enomondo (ma questa l’ha già detta qualcun altro) e soprattutto bravo nel condurre il dibattito. Davvero come pochi. Se si girasse un film italiano, una storia sul vino, vorremmo che fosse con la sceneggiatura scritta da lui. Sul vino, l’uomo e la donna. Ci avrà pensato, l’Andrea?”
    Ahahahahah, Maria Grazia. Molto gentile. Ma soprattutto complimenti per il post e i vini segnalati. Grazie ancora.

  • Bravi tutti,
    bel clima e ben raccontato a noi che non c’eravamo. Peccato poi, perchè l’abbinamento vino-cinema, personalmente, è fra i più completi e intriganti possibili.
    Non direi clima da libro cuore, invece da lettore estraneo è davvero bello vedere l’apertura ironica e allegra, non c’entra il buonismo, con cui si è superata la “querelle scanzi-ciancio”,vogliamo chiamarla così, davvero tra le rare pagine poco edificanti lette da queste parti.

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