Bunnahabhain – 1997 Wilson & Morgan

Heavy Peat“. Quando lo trovate scritto, vuol dire che quel whisky sa particolarmente di torba. I tromboni del whisky dicono che la troppa torba è inaccettabile. Un po’ come la troppa barrique. E’ vero. Ma il loro concetto di “troppo” è paragonabile a un deputato piddino quando parla di “troppo” antiberlusconismo.
Quindi non ascoltateli.
Le distillerie stanno diventando tutte uguali. Per trovare delle differenze, bisogna cercare annate vecchie e maestri dello spirito particolari. Uno è Silvano Samaroli, di cui ho parlato nel post precedente. Un altro è Fabio Rossi, quello – con Luca Chichizola – di Wilson & Morgan.
Selezioni speciali di botti speciali di whisky speciale (la ripetizione è voluta).
Bunnahabhain, nome impronunciabile, è la distilleria di Islay meno torbata. Per uno come me, che amava i migliori Lagavulin, Laphroaig, Caol Ila e Ardbeg, un approdo non proprio del cuore. Di solito, almeno.
Ma esistono le eccezioni.
Qualche giorno fa, Francesco Mattonetti, proprietario de Le Carovaniere di Arezzo, mi parla con insistenza di una partita particolare 1997. Heavy Peat. Un’anomalia riuscita all’interno di Bunnahabhain. Torbata, torbata bene bene.
Lo acquisto, a 44 euro. Molte di più, in qualsiasi enoteca.
L’ho aperto stasera con alcuni amici. Quarantasei gradi.
Fumavo la pipa. Una pipa molto figa, in radica. Un tributo a Pertini, Giorgio Gaber e Vittorio Arrigoni.
La musica del mio nowhere cortonese dava Paris, Texas. La colonna sonora di Ry Cooder. Non so da quanto non la ascoltate, o se l’abbiate mai ascoltata, ma sono note che ammaliano e straziano. Roba da fine del mondo, però felici. She’s Leaving The Bank: è la traccia 7. Ascoltatela e poi piangete. Funziona così. Whisky For The Holy Ghost, cantava Mark Lanegan.
Così uno somma un po’ di cose. La pipa, Brookefield Tobacco. Il bottleneck di Ry Cooder (è erotico che devasta, lo slide di Ry Cooder). Il vino bevuto poco prima. E il whisky. Questo whisky. Questa benedizione torbata e miracolosamente bilanciata di Bunnahabhain 1997 Wilson & Morgan Barrel Selection Heavy Peat.
Somma tutte queste cose. E pensa che, a volte, vivere non è neanche così male.

24 Commenti a “Bunnahabhain – 1997 Wilson & Morgan”

  • Nicola:

    “Somma tutte queste cose. E pensa che, a volte, vivere non è neanche così male”.

  • Verdy:

    mooolto radical chic:)

  • Nicola:

    Grande Andrea, una descrizione cinematografica, provo ad immaginarmi la scena di te con la pipa che accavalli decine di volte le gambe – o era Cicchitto a darti il nervoso?- con il bicchiere in mano….spettacolare. Anzi, per dirla con il”caro” Fabrizio: “Irresponsabile” (cit.)

  • Cristiana:

    insomma devi piantarla di istigarmi all’invidia!

  • Francesco:

    E’ arrivato il momento di provare la pipa. E mi metterò a cercare il Bunn…e via di whisky! Serate che sanno di vita. (Mi raccomando l’erba del giardino, Andrea.)

  • Marco:

    la prima volta che bevvi un Laphroaig chiusi gli occhi e respirai l odore delle spiagge di Islay.Alla pipa non ci sono ancora arrivato :)

  • Marco:

    a chi ti chiederà perchè fumi la pipa potrai raccontare la storia di un ragazzo che ci credeva, Vittorio Arrigoni… (ho costretto i miei a guardare exit,

  • Luisa:

    questo articolo trasuda libidine: meraviglioso…^___^ (alla fine, immedesimandomi nella situazione descritta, mi è venuta dal cuore la solita considerazione che faccio sempre in questi casi: “che vit ‘e mmerda” :-)))

  • francesco g:

    1985.a parigi da luglio a fine ottobre.tramite amici di famiglia corsi trovai impiego e alloggio in un bar della banlieu.al mio primo pomeriggio di svago in citta’pioggia a dirotto e chiedo asilo ad un cinema che proiettava blood simple,il primo bellissimo noir dei fratelli cohen.all’uscita ancora in tempo per annusare una libreria di soli testi cinematografici in cui mi imbatto in un volume con foto della realizzazione del film di Wenders.grande,lucido,foto bellissime e interviste a protagonisti. mi costo’tutte le mance della settimana.a ottobre andammo anche ad auxerre,io sampdoriano,a vedere il Milan di liedholm,wilkins,virdis e ESORDIO di maldini in coppa.vennero macellati.ale’les bleus era il grido dei borgognoni.tutto questo in un baleno mi riappare dopo averti ancora una volta letto con piacere,Andrea

  • Dino:

    Bellissima nota, Andrea. Hai saputo organizzarti bene la vita, e questo te lo invidio, sinceramente.

  • Davide:

    Il valzer cantato da Harry Dean Stanton è uno dei motivi per cui vale la pena avere dei padiglioni auricolari.

  • Francesco:

    grazie Andrea e Luisa.altri dettagli:il volume che ancora sbircio dal letto,sullo scaffale, e’ ovviamente in inglese.e mi sentivo fico,molto cool anni dopo si sarebbe detto.anni dopo,quando gestivo una piccola casa editrice di architettura …e i viaggi a Parigi erano frequenti ho cercato la libreria mais rien a faire.ho rivisto invece un piccolo negozio sull’ile de la cite’che produceva e vendeva solo cioccolato.la curiosita’ era che nel giorno di chiusura se passavi da li’ la proprietaria,luci spente,suonava il piano.ma senza esibirsi.sentivi delle note,ti avvicinavi al vetro e di profilo una sagoma e il piano sulla sinistra,dietro la vetrina.Andrea mi ha risvegliato tanti ricordi citando quel film e la ost.alcuni dicibili altri meno.”ma l’hai castigata?”(cit).ma davvero e’ riuscito a farmi rovistare tra il morbido e le sue considerazioni della serata con pipa e alcol ancora adesso che ne sto scrivendo le faccio anche mie.

  • Le Carovaniere:

    Mi “Sbilancio” prima che i vari attori del mondo del whisky dicano la loro su questo prodotto : Sarà uno dei migliori Torbati del 2011; un aroma & un gusto che ricorda i vecchi malti di Islay degli anni 80 (Citazione dal suo creatore Fabio Rossi : “Una Bomba”)

  • Stefano:

    Andrea, bello leggere questo post: la dimostrazione che anche fumo e alcol possono essere sublimi e per nulla dannosi, se “ragionati”.

  • Luisa:

    senza vizi ci si ammala

  • Bobo:

    La somma dei vizi è un’invariante.

  • Stefano:

    ‎”Ho smesso di fumare. Vivrò una settimana di più e in quella settimana pioverà a dirotto.” Woody Allen (cit.)

  • Nelle Nuvole:

    Perché scrivi “che amava i migliori Lagavulin, Laphoraig, Caol Ila e Ardberg…” non li ami più?
    Li ho provati e amati tutti e tuttora li amo, grazie per la segnalazione, cercherò di procurarmi anche questo particolare Wilson & Morgan.

  • Andrea Scanzi:

    Il tempo imperfetto era legato al momento in cui ho scoperto quel Wilson & Morgan. Un’esigenza narrativa.
    Certo che li amo ancora, anche se – come per i vini e un po’ per tutto – oggi amo un po’ meno i prodotti “base” di quelle distillerie e cerco Caol Ila o Lagavulin o Laphroaig particolari. Tutto qua.

  • Nelle Nuvole:

    Se non li hai già provati, ti consiglio la versione Double Mature, sia per il Lagavulin che per il Caol Ila.

    Di Ardberg é interessante la loro tripla produzione
    Very Young, Still Young, Almost There.
    Ciao

  • Andrea Scanzi:

    Il resoconto della serata con Silvano Samaroli.
    http://www.laphroaig.it/it/news/news_419.html

  • albino barberis:

    caro scanzi,
    penso che lei sia uno dei pochi che sa quel che dice e che comunque e’ sempre disposto ad ascoltare e imparare. lei mi pare un degno erede di pietro l’aretino.
    da quando ho scoperto la sua cedrata guatemalteca e tutto il resto non appena vedo il suo nome leggo avidamente l’articolo e ne gioisco o imparo.
    vivo a londra e mi occupo di prodotti alimentari di livello. anni fa avevo introdotto il salmone scozzese selvaggio (l’ha mai assaggiato?) da peck a milano e poi li avevo convinti a fare una collezione di whiskies non filtrati e non diluiti. me ne sono rimaste un paio di bottiglie e una gliela darei volentieri. ho un appartamento a courmayeur e a gennaio scendo oer qualche giorno. se mi dice come gliela faccio avere e magari avrei piacere di incontrarla.
    la mi stia bene
    a barberis

  • Mauro:

    Oscar Wilde wrote a note titled «Ho dei gusti semplicissimi, mi accontento sempre del meglio.»

  • roberto tutone:

    Ho iniziato a bere grandi torbati con le prime(sic!) selezioni Samaroli. Grazie per l’ottima dritta. Un velluto e sapendo da dove viene…chapeou!

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