L’acino (Calabria)

Di questa piccola azienda, L’acino, a San Marco Argentano nel cosentino, avevo già parlato qualche mese fa a proposito del loro bianco.
Tre fratelli, voglia di far scoprire la Calabria enologica quasi scomparsa ma che esisteva (eccome, se esisteva). Aderiscono ai Vini Veri. Li ho scoperti grazie ad da Ezio Cerruti, sempre prodigo di dritte preziose.
In questi giorni, nella nuova casa, ho avuto modo di ribere il Mantonicoz 2008, autoctono bianco, e di provare il Toccomagliocco 2008, autoctono rosso.
Riguardo al Mantonicoz, ribadisco la mia impressione positiva. Forse ha un colore un po’ troppo dorato e intenso, come ha scritto Tigulliovino, ma mi piacciono bevibilità, mineralità, freschezza. Sentori vegetali e fruttati. Il vitigno è il Mantonico Pinto, il finale lievemente amarognolo e appena tannico. Prezzo in cantina sui 9 euro, in enoteca sui 15.
Si sale ancora di più con il Toccomagliocco, da uve Magliocco. Il prezzo è più o meno analogo al Mantonicoz. Produzione esigua, ne deriva anche una Grappa da vinacce Magliocco che non ho provato. Bella bevibilità, vino di carattere, frutta rossa e un che di cannella. Legno ben dosato (barrique di secondo e terzo passaggio dopo i primi tre mesi in acciaio). Ferroso, in bocca spicca per freschezza e corrispondenza con le impressioni olfattive. Non impegnativo ma di encomiabile dinamicità e persistenza
Mi ha convinto meno il Cabernet Sauvignon 2007, succoso e fruttatone genere lucamaroni (anche se per fortuna non c’è l’effetto-Pinocchio). Resta il plauso sincero per un’azienda giovane e già eroica.

6 Commenti a “L’acino (Calabria)”

  • Francesco:

    per rimanere al sud.vorrei segnalarti Cantina Giardino,assaggiati ieri il loro coda di volpe e fiano.vini combattenti.spettacolari.ai gia’ celebri sedilesu abbiamo provato un passito che giovanni montisci ha in prova e non in commercio.un acini nobili che svetta per giovinezza e struttura nervosa.emozionante.e altre cosuccie che ti sei perso.purtroppo il brindisi promessoti da franck pascal e’ stato sotto le attese.

  • Andrea Scanzi:

    La conosco Cantina Giardino, la conosco. Scrivevo sei mesi fa: “Il vino che invece mi ha convinto è l’Adam 2005 di Cantina Giardino. Un Greco macerato 4 giorni sulle bucce (lo so, ragazzi, lo so: state pensando che con questi orange wines ho un po’ rotto le palle. Non avete torto). Mi è parso un bianco di spessore e struttura, con morbidezza decisa, magari appena meno snello di quanto avrei voluto, ma riuscito e originale.” http://www.andreascanzi.it/ilvinodeglialtri/?p=951

  • Giovanni Corazzol:

    concordo su pascal. il millesimato, il nature (più convincente dell’anno scorso) e il meaunier di Laherte avanti per distacco.

  • Kurtz:

    Ormai sei oltre.
    Nella tua precedente risposta a Francesco hai citato te stesso, con tanto di virgolettato d’autore.
    Un po’ come Carmelo Bene che citava se stesso citando a sua volta Borges, in un gioco di specchi e rimandi lessicali:

    “Io riscrivo perché non sono Eva e tantomeno Adamo. Del resto, come diceva Borges, non si può più esprimere, ma solo citare”

    Intendiamoci: lo considero un elogio.
    Ca va sans dire

    Beeeella Scanzi!

  • Enone:

    Io, invece, per salire un pò più su, in Basilicata, segnalerei ad Andrea (ci provo ma ho poche chances…), un’azienda ed un vino molto interessante.. Si tratta dell’azienda Musto Carmelitano, che produce un Aglianico del Vulture “Serra del Prete” moooolto interessante. Grande prospettiva, e grande rtapporto q/p. P.S. bellissima la citazione ” fruttatone stile lucamaroni” di Andrea..

  • Paolo:

    Se ti piacciono i rossi decisi, robusti e profumati ti consiglio la cantina iGreco ed in particolare il Masino.
    Semplicemente superlativo.
    Oppure, per rimanere sulla fascia ionica calabrese, cantina Ippolito di Rocca di Neto. In particolare il 160, vino che celebra i 160 della fondazione della Ippolito
    Assaggiali e fammi sapere

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