Mai più vino?

Stavo leggendo, giusto adesso, l’intervista che mi ha fatto Ludovica Schiaroli per la rivista In Fly. Una bella intervista. Una delle molte. Neanche se me la fossi organizzata da solo, avrei potuto orchestrare una simile accoglienza (critiche e invidie comprese) per i miei due libri sul vino.
Chiedo scusa per il silenzio di queste settimane. Sono stato inaccettabile. Le motivazioni sono puramente logistiche. Prima di tutto ho traslocato, attività esaltante come Chiara Gamberale a Radio2. Poi ho deciso di rendere il blog di MicroMega più attivo, e questo ha rubato altro tempo. E’ ricominciato il Motomondiale (che per me vuol dire viaggiare di continuo) e soprattutto sto ultimando il mio nuovo libro. A cui tengo moltissimo e che uscirà a settembre.
L’impegno è tale, e il tempo così misero, da impedirmi di andare questo weekend a Vinitaly e manifestazioni affini – che mi interessano molto più di Vinitaly. Peccato.
Il post di oggi ha il titolo che ha per un motivo molto semplice. Mi è capitato, sempre più spesso negli ultimi tempi, di ricevere la fatidica domanda: “E’ vero che non scriverai mai più di vino?”. Alcune volte la frase si tingeva di un velo quasi livoroso: “Ho sentito dire (da chi?) che hai affermato di esserti annoiato del mondo del vino, e quindi scriverai di altro“.
Urgono delle contestualizzazioni. Prima di tutto, io ho sempre scritto di altro e mai solo di vino. A chi mi chiede di specializzarmi, cioè parlare solo di vino, rispondo che non capisco la vostra cattiveria sadica nell’immaginarmi come un Luca Maroni qualsiasi. Se fossi uno specialista, non scriverei i libri che ho scritto. Se fossi uno specialista, non scriverei come scrivo (nel bene e nel male).
C’è poi un aspetto fondamentale, e cioè che non ho mai affermato di essermi “annoiato” del vino. Mai. A chi mi ha chiesto “Quale sarà il mio ruolo futuro nell’universo enologico“, rispondo che non lo so. Non mi interessano né i ruoli, né le etichette.
La realtà è molto semplice e sta così. Il mio prossimo libro non parlerà di vino. E neanche quello successivo. Forse non scriverò mai più libri sul vino. Non perchè mi sia annoiato, ma perché al momento ho già scritto tutto quello che dovevo/potevo e reiterarsi stancamente non è cosa che fa per me. Si deve sempre “lasciare” quando si è all’apice. Elogio è stato un libro nel suo piccolo epocale, come fenomeno di vendita e di rottura. Il vino degli altri è stato – spero – un degno non-seguito. Un terzo libro non avrebbe senso, non venderebbe quanto i precedenti. Non mi stimola e non ho urgenze enologiche da raccontare in un libro Volume 3.
La mia prossima pubblicazione avrà tutt’altro argomento e sarà mediamente vicina all’idea di romanzo. Continuerò però a scrivere di vino, perché mi piace, mi diverte e mi stimola. Perché mi piace raccontarmi e ascoltarvi, perché amo i vignerons e il semplice gusto del bere (bene). Lo farò tramite questo blog, che cercherò di aggiornare con una media di tre volte a settimana (a volte più, a volte meno). Un racconto delle bottiglie che mi hanno colpito, dei ristoranti che mi hanno stupito, delle persone che meritavano quantomeno un post.
Diraderò anche le presentazioni, sia perché ormai i libri sono “vecchi” di quattro e un anno, sia perché da settembre porterò in giro un’altra opera. E poi ci sono il teatro con Gaber, le mie sorelle labrador, il privato. La vita da inviato, gli amici, le serie tivù. Il 50 pollici HD 3D (sì, sboroneggio), l’iPod che suona, l’umano anelito al riposo. Come dire: ogni tanto, ho bisogno anch’io di tempo per vivere le mie otto vite da bipolare sciroccato.
Al prossimo post, dunque. Brindando con una Vitovska di Zidarich, bevuta giusto ieri, per annaffiare la nuova casa. 

27 Commenti a “Mai più vino?”

  • Donatella:

    ora è tutto chiaro, grazie. [credo di essere stata una delle prime ad essere insultata per aver fatto “la domanda”. forse dovrei esserne orgogliosa.. cmq se lo rifai ti vengo a prendere dove sei e ti meno con un sandalo tacco 15. uomo avvisato :D]

  • Giuseppe:

    ‎50 pollici HD, manco a dirlo :)
    io nutro delle perplessità sul 3D… sei soddisfatto?

  • Andrea Scanzi:

    Il 3D non mi interessava, volevo l’HD e già che c’ero ho preso l’opzione 3D. Con gli occhialini sembro un demente (ma anche senza). Chelsea-United in 3D era deludente (3D basso), ma se hai un dvd 3d, tivù 3d e provi a vedere Avatar, si può asserire che tutto signoreggi.

  • Giuseppe:

    Per me Chelsea-United è il top dell’umanità, mi accontento di guardarlo in HD, anche se ho “solo” un 40”…

  • Nicola:

    Almeno scopro che non sarai dalle mie parti questo week-end….sarebbe stato inaccettabile non esserci, e purtroppo non avrei potuto farlo. Ma so che il 29 maggio sarai in prima fila al Teatro Romano di verona per il concerto di…..

  • Andrea Scanzi:

    Per me il top dell’umanità è Rosario Dawson ne La 25a ora, ma anche in Sin City, ma anche in Grindhouse, ma anche ovunque. Sono all’antica.

  • Giuseppe:

    Andrea, sai che adesso sarò costretto a sfidarti a singolar tenzone per contenderti Rosario??

  • Alessandro:

    sono un nostalgico di professione ma non conservo le copie delle riviste quindi una bella raccolta delle recensioni di “Rui” Scanzi fatte per il Mucchio la potresti buttare lì :)

  • Andrea Scanzi:

    Per la Dawson, sono disposto a tutto. Anche a dire che vecchioni è un cantautore.

  • Giuseppe:

    Ah parti con colpi bassi. Ma io sono disposto a peggio. Per esempio dire che leonardo è un allenatore…

  • Andrea Scanzi:

    A me il Leonardo delle ultime due partite interiste è piaciuto moltissimo. L’ho trovato ficcante, puntuale e soprattutto appagante.

  • Marco:

    Scanzi non nascondo che ho letto le sue parole con un pò di malinconia ma “il vino degli altri” è talmente bello che merita di essere riletto più volte e sono sicuro che mi darà emozioni diverse.

    Quando si apprezza così tanto ciò che già si ha , penso sia superfluo ed arrogante necessitare del nuovo.

    E poi ( mondadori di bologna permettendo) sono ancora in attesa di gustare l Elogio :)

  • Adriano:

    @Giuseppe: Chelsea-United è il top dell’umanità solo in un mondo post-apocalittico dove il male assoluto ha trionfato e gli ultimi uomini sportivi rimasti sono Moser, Lendl, Prost, Lippi e Duncan ringiovaniti da cure cyber punk

  • Luca Miraglia:

    Bentornato, Andrea: accettate le scuse per il prolungato silenzio che, ad un certo punto, ho ritenuto dovuto ad un viaggio di approfondimento sulla vitivinicoltura thai (!)
    Concordo pienamente sul fatto che a Verona ci andrei solo e soltanto per le “manifestazioni affini”.

  • francesco guerisoli:

    Andrea,il mio amico Cristian ha abbondonato la sua proverbiale umilta’nel notare che usi la sua foto per il tuo avatar.tanto piu’
    scanziano quando l’altro ieri in gitarella a Vernazza(vedi foto su fb se vuoi)ancora priva di turisti,ha bevuto in un baretto del prosecco Frozza in mescita.lunedi andremo chez-maule a la favorita,se non ci sarai come ho appena letto,ti penseremo e brinderemo con franck pascal.

  • Giovanni corazzol:

    suerte scanzi. ribevuto Fon. super. e un bicchiere di vecchio semproni per salutare de bartoli

  • Giovanni corazzol:

    cazzo universo enologico poi e’ tosta.

  • benux:

    Possiamo sperare in un prossimo libro sul tennis? io vedrei bene una biografia romanzata su Seppi

  • Marco:

    Habemus Elogio ! E questa giornata non poteva cominciare meglio

  • francesco guerisoli:

    vada,vada avanti scanzi.ho notato che la sua prosa dai tempi dei racconti(quello su gould lo rammento ancora)e dallo stesso elogio,e’ cambiata,in meglio.affrontare l’arte del romanzo sara’piacevole e l’attesa in libreria(se qualcuno cita le edicole mi incazzo)come per i nostri autori preferiti sara’infinita

  • amaro:

    …Rosario Dawson!!!!:D

  • Francesco Nicolli:

    Complimenti,Andrea. Ero certo che non ti saresti cullato sul successo dei tuoi libri sul vino! E d’altra parte meglio così che trascinarsi come è successo ad altri ad un terzo capitolo molto meno fortunato e denso dei primi…In bocca al lupo per tutto, magari ci si rivede a Bassano del Grappa per la presentazione della tua prossima opera! P.s. So che non sei amante del prosecco, ma due giorni fa ho assaggiato un Silvano Follador Metodo Classico Dosaggio Zero 2007, spettacolo!

  • Mugellesi Ivano:

    Vorrei ringraziarti,perchè ieri a Cerea ho conosciuto grazie al tuo libro, Mauro Musso e i suoi favolosi Tajerin.

  • Cristian Di Camillo:

    CONDIVIDO AL 100% LA TUA POSIZIONE,FRUTTO DI PIENA INDIPENDENZA E LIBERTA’ DI PENSIERO E D’AZIONE (MOLTI AL POSTO TUO, DOPO IL SUCCESSO OTTENUTO SI CONSIDEREBBERO DEI DIO IN TERRA, TIPO IL SIG. DOCTOR WINE, VEDI CHE CA…TE SCRIVE http://www.doctorwine.it/coverstory/the-doc-is-back-in ).HAI DESCRITTO IL MONDO DEL VINO CON SANA E SINCERA PASSIONE, SMITIZZANDO TUTTI GLI INSOPPORTABILI MANIERISMI E ATTEGGIAMENTI A MO’ DI STATUS SYMBOL DI TUTTI COLORO CHE SI AVVICINANO A QUESTO MONDO NEL MODO PIU’ SBAGLIATO.
    LE TUE DUE OPERE MI HANNO FATTO PENSARE,SCOPRIRE NUOVE REALTA’ E RIFLETTERE SEMPRE CON IL SORRISO SULLE LABBRA.IN POCHE PAROLE MI HAI ENTUSIASMATO.
    GRAZIE DI CUORE.

  • Bentornato,
    non aggiungo nulla alle tue parole di spiegazione (che tanti di noi, amici di rete, aspettavano silenziosamente)chapeau!
    Sono stato a Cerea e ho conosciuto vini e persone, prima incontrati solo sulle tue pagine…è stata una bella esperienza (guarda che ezio cerruti ti aspettava davvero sabato, che buono il sol che tanto mi incuriosiva)… Confido comunque che questo mondo ti sia ormai rimasto un pò addosso e quindi, pur non volendoti autorelegare a specialista di maniera, continuerà a stimolarti pensieri, di cui noi godremo a pieno, frequenti o meno che siano…in bocca al lupo per tutto

  • Joy Lupano:

    Buongiorno, egregio sig. Scanzi. Saprebbe consigliarmi, per caso, un Tokaji Supremo? Che me lo faccio portare direttamente dalla Terra Magiara.

  • Alessandro Palmero:

    Capiamo e rispettiamo la scelta, anche se ci dispiace e un terzo libro subito sarebbe benvenuto. Solo una frase non mi piace “Un terzo libro non avrebbe senso, non venderebbe quanto i precedenti.” Sono convinto che la passione, l’ironia, la conoscenza, la ricerca, l’impegno e, diciamolo, anche un po di arroganza, che stanno dietro la forza delle parole che hai scritto sul vino non siano motivate unicamente dal vendere di più…
    Non mi fraintendere: l’arroganza quando si basa su intelligenza e competenza e’ perfettamente accettabile, anzi dovuta.

    Alessandro

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