Archivio di novembre 2019

Champagne Cordeuil Père et Fils – Brut Tradition

Schermata 2019-11-07 alle 18.23.32Fermi tutti: questo è un degli Champagne più buoni che abbia mai bevuto: semplicemente strepitoso. E’ il Brut Tradition di Champagne Cordeuil Père et Fils, azienda a conduzione familiare immersa nell’Aube e specificamente a Noé-les-Mallets, microcosmo della Côte des Bars.
E’ terra di Pinot Noir nobilissimi ma talora assai duri, e l’azienda – che conferisce buna parte delle uve a una maison, ma si tiene una parte tutta per sé per realizzare questi capolavori – ovviano a questa caratteristica talora problematica con lunghi affinamenti sui lieviti e altrettanto lunghi (o quasi) soste in cantina. Per capirsi, il Brut Tradition che trovate adesso è figlio delle annate 2007 e 2008. La lunga attesa ingentilisce lo Champagne senza bisogno di artifici in cantina o abuso di dosaggio, e il risultato è un capolavoro di eleganza ed equilibrio. 85% Pinoot Noir e 15% Chardonnay. 48 mesi di soggiorno sui lieviti e almeno 3 mesi di riposo dopo il dégorgement. Ottimo rapporto qualità/prezzo, perché è un vino che in enoteca sta sui 35/40 euro ma vale molto di più. Tra i miei Champagne del cuore.

Wines Of Anarchy – Francesco Cirelli

Schermata 2019-10-16 alle 17.40.51E’ innegabile che questo vino mi abbia colpito anche per via del nome e dell’etichetta: non passano inosservati, ancor più per chi ha amato Sons Of Anarchy e magari ha pure una Harley Davidson. Non c’è però soltanto la bravura nel marketing, altrimenti non sarei qui a scriverne.
Francesco Cirelli è un bravo vignaiolo naturalista. Il suo Trebbiano d’Abruzzo “base”, fermo e schietto, lo conosco bene. Produce anche un Trebbiano d’Abruzzo in anfora. D’estate ho provato questa sua bizzarra variante frizzante. Come ormai sapete, adoro i rifermentati in bottiglia: sono forse i vini che più amo bere. Molti dei prossimi post saranno dedicati a questa tipologia, così come non pochi dei precedenti. Il Wines of Anarchy, tecnicamente, non è però un rifermentato in bottiglia: Cirelli – lo scopro da un articolo di Andrea Troiani su Intravino – lo fa produrre in autoclave da parte di una azienda di spumanti. E’ quindi un “Martinotti sui generis su commissione”, e questo farà inorridire i più duristi & puristi. Sticazzi.
Il Wines of Anarchy è un frizzante di quelli ignoranti e torbidi, all’aspetto bruttino parecchio, ma di una bevibilità e piacevolezza meravigliose. La spuma è buona e invitante. In rete lo trovate a 13 euro o giù di lì, franco cantina immagino sui 10. Astenersi enofighetti e sommelier in erba, convinti che un vino – all’esame visivo – debba somigliare a un nettare immacolato e asettico. Qui c’è vita, c’è natura, c’è imperfezione. C’è divertimento. E c’è anarchia. Cirelli, creandolo, ha detto: “Volevo portare un pò di anarchia ogni giorno”. Per quel che mi riguarda, c’è riuscito.