Archive for Maggio, 2019

Luz – Garay

lunedì, Maggio 27th, 2019

IMG_4958La Palma del Contado, provincia di Huelva. Andalusia, Spagna. E’ qui che opera Mario Garay. Famiglia di viticoltori. Mario ha fondato l’azienda nel 2013. Prima conferiva le uve ad altre aziende, ma non gli piaceva il prodotto finale e quindi s’è messo in proprio per valorizzarle appieno. Cinque ettari in espansione, vigne di oltre 50 anni d’età a 150 metri sul livello del mare, vitigno cardine Zalema. Un’uva a bacca bianca, che Garay declina in vari modi a seconda del tipo di affinamento. Il Red in legno di rovere americano, il Blue in legno di rovere francese, il Negro Roto sotto la flor e poi barrique americano. Io ho provato il quarto: si chiama Luz. 1200 bottiglie prodotte, la mia era la 175. Ne ho prese tre da Luca Martini, che le distribuisce in Italia. Il Luz viene ottenuto secondo l’antico metodo ancestrale, poi pressato e fermentato in anfore di argilla dove macera sulle bucce per 4 mesi in anfore da 1000 litri. E’ quindi un orange wine. Il colore, dice elegiacamente Mario Garay, “è come i tramonti sui nostri vigneti a La Palma del Contado“. Costo non esoso, sui 15 euro in enoteca.
L’ho provato qualche sera fa. Non brilla in freschezza e inizialmente si presenta seduto. Quasi statico. Meglio come aroma di bocca che all’entrata, è certo persistente e di carattere. Iodato, con note di albicocca. Speziato. Migliora con il passare dei minuti e il giorno dopo, se vi è avanzato, appare più risolto ed elegante. Non brilla in facilità di beva e non va bevuto freddo, come – e più – vale per qualsiasi orange wine “strong” come questo. Più particolare che pienamente riuscito. Però ve lo consiglio, anche “solo” per bere un angolo inconsueto di Andalusia.

Due gran bei Riesling

domenica, Maggio 26th, 2019

IMG_4823Nei giorni scorsi mi sono imbattuto in due Riesling che vi consiglio senza indugio. Il primo l’ho scoperto grazie a Luca Martini, il secondo grazie a Caves de Pyrene. Il primo è il Piesporter Goldtröpfchen di Julian Haart. Mosella. Annata 2017, senza residuo zuccherino. Scopro qualcosa di più  grazie al sito Vinissimus: “Julian Haart proviene da una famiglia di viticoltori di Piesport, nella Mosella Centrale, anche se ha iniziato la sua carriera professionale come cuoco. Dalla cucina è passato al vigneto, sempre accanto alle grandi stelle: ai fornelli, cucinando fianco a fianco di alcuni tra i migliori chef della Germania; in vigna, imparando da maestri del calibro di Heymann-Löwenstein, Emrich-SchönleberEgon Müller o Klaus Peter Keller, con i quali ha lavorato per oltre tre anni. Stabilitosi nel suo paese natale, Piesport, uno dei paesi con la più importante tradizione e storia vinicola della zona, Julian Haart si dedica totalmente alla sua piccola proprietà, 2,5 ettari nel Grosses Gewächs Goldtröpfchen (inclusi 0,7 ettari della parte che riceve il nome di Schubertslay, una sottoselezione di questo appezzamento con un microclima unico e grappoli centenari) e 1,3 ettari nel GG de Ohligsberg. Tutte le sue vigne sono piantate con la nobile varietà di uva riesling su terreni di ardesia decomposta, tipici della Mosella. Il lavoro in vigna segue il metodo tradizionale, a mano, e non prevede l’uso né di erbicidi né di sostanze chimiche, ma ricorre a depositi di acciaio inossidabile e a foudres da 1000 litri di rovere vecchio in cantina. Julian Haart è un uomo di talento, la cui filosofia assomiglia a quella seguita in Borgogna: sin dalla prima annata, il 2011, ricerca sempre l’eleganza e la delicatezza, mantenendo la purezza del frutto e preservando l’acidità propria dell’uva riesling in alcuni dei vini prodotti nella Mosella, vini con gradazioni moderati e che si bevono che è un piacere“.
Il Piesporter Goldtröpfchen 2017 si trova (male) in enoteca sui 35 euro e dai 40 in su al ristorante. E’ uno dei prodotti di punta dell’azienda e non ha residuo zuccherino (ma non c’è scritto in etichetta “Trocken” e differisce anche dal Goldtröpfchen “Kabinett” che costa la metà). Berlo adesso è – va da sé – un peccato, ma la bevibilità è prodigiosa. Molto fresco, bella mineralità, dritto e tagliente ma al contempo elegante. Si intuisce che negli anni evolverà assai bene, sempre ammesso che qualcuno tra voi riuscirà a non berlo subito.
IMG_4928L’altro Riesling è il Nature 2017 di Kumpf & Meyer. Stavolta siamo in Alsazia. Sempre niente residuo zuccherino. In enoteca lo trovate (male) attorno ai 15 euro, che è un prezzo oltremodo vantaggioso per uno dei Riesling che più mi ha colpito negli ultimi tempi. Minerale come pochi, elegantissimo e con una polpa vivida e inattesa di pesca gialla (anzi proprio bianca) che esalta ancora di più la mirabile beva. L’ho semplicemente adorato. Leggo da Bottegha.it: “La sua idea: vini tesi e minerali, espressione del terroir, dalla grande beva e che non lasciano nessuno spazio a zuccheri residui. 16 ettari di proprietà, tutti frammentati come da migliore tradizione alsaziana. Tanti terroir diversi ed altrettante microvinificazioni. Un’azienda giovane con un futuro radioso. Vino Bianco Da viti piantate su terreni argillocalcarei con un rendimento di 45 hl/ha. Fermenta per circa 10 mesi in botte da 40 ettolitri”. E poi da Wineyou: “Domaine Kumpf et Meyer si trova vicino alla città Rosheim, lungo la famosa strada del vino alsaziana. Nata dall’unione di due storcihe famiglie alsaziane che producevano vino oggi è gestita da Julien Albertus che è il cuore pulsante e pensante del Domaine con uno sguardo sempre proiettato al futuro e con nuove idee in testa. Juliene ha convertito al biologico i suoi 16 ettari di vigneto piantati principalmente a Riesling e poi a Pinot Bianco, Auxerrois e Pinot Nero. Come nella migliore tradizione alsaziana i vigneti sono frammentati in modo da avere tanti terroir diversi e altrettante microvinificazioni. Sono infatti più di trenta le cuveeè che ogni anno Kumpf et Meyer produce tra cui spiccano i due Grand Cru Bruderthal e Westerberg. I vini di Julien sono tesi e minerali, autentica espressione del terroir, dalla beva facile e senza zuccheri residui“.
Il Nature 2017 è il loro “base”. Ed è un Riesling glou glou (con potenziale enorme) da cortei e da torcida. Provatelo, provateli.