Archive del 7 maggio 2015

Vini ostinati e contrari: Sur Lie Alpino Furlani

furlaniE’ una piccola realtà in provincia di Trento, terra che sa dare vita – tra le mille cose – a spumanti di pregio. Produce pochi vini, tutti semplicemente appaganti e per nulla canonici. Lui si chiama Matteo Furlani, coadiuvato da Danilo Marcucci. L’azienda fa parte dell’associazione Vini Veri. Sei ettari di vigneto e quattro di frutteto, divisi tra Vigolo Vattaro e Povo. Due i vini da segnalare. Il primo si chiama Metodo Classico Interrotto. Ottanta percento Chardonnay e venti Pinot Nero. Uno spumante non sboccato, non dosato, senza solforosa aggiunta. Un po’ torbido, bollicine poco persistenti. Vagamente imperfetto, come molti pas dosè naturali, ma di una piacevolezza spiccata (e in cantina si trova sotto i10 euro). Ancora più economico, e ancor più ruspante, è il Sur Lie Alpino. Jacopo Cossater, una delle firme enoiche più ispirate, lo descrive così: “Un rifermentato in bottiglia da uve bianche. Un vino la cui fermentazione si interrompe naturalmente con l’arrivo dell’inverno e che riparte in bottiglia con il salire delle temperature primaverili”. Un rifermentato ancestrale, molto minerale e assai agrumato. Pompelmo e lime, anzitutto. Tra i tanti pregi del Sur Lie Alpino c’è anche quello di contribuire alla scoperta di vitigni autoctoni a rischio scomparsa: Pavana, Vernaccia, Lagarino bianco, Verderbara. I vini di Furlani hanno poco alcol, rinfrescano, dissetano. Tanto poco complessi quanto sani. Genuini e mai deludenti. Consigliabili, in particolare, come aperitivo. (Il Fatto Quotidiano, 4 maggio 2015. Ventiquattresimo numero della rubrica “Vini ostinati e contrari”. Ogni lunedì in edicola)