Archive del 22 gennaio 2015

Vini ostinati e contrari: Ponte di Toi Legnani

ponte di toiStefano Legnani ha scoperto tardi la passione per il vino. O forse l’ha avuta da sempre, solo che quando era un assicuratore di successo restava sullo sfondo. Oggi, dal suo avamposto di Sarzana (La Spezia), parla così: “Uno dei segnali è quando mi accorgo che le vespe cominciano a svolazzare con frenesia attorno al vigneto, ascolto i loro chiassosi ronzii; cosi assaggio l’uva, deve piacermi in bocca, insomma se alletta me e le vespe, decido di iniziare la nostra vendemmia”. Produce poche bottiglie, più o meno 5mila l’anno. Un ettaro vitato, prezzi contenuti. Fa parte del gruppo VinNatur ed è suo uno dei migliori Vermentino italiani. Un vitigno che potrebbe dare tantissimo in Sardegna, Liguria e Toscana, ma che spesso si ferma – quando va bene – al rango di piacevole. Il Ponte di Toi e la sua versione evoluta Le Loup Garou (tributo a Willy De Ville, passione sua e della moglie Monica), regalano molto di più. Sottoposti a una non ingombrante ma comunque decisiva macerazione sulle bucce, regalano un Vermentino intrigante e di carattere, salmastro e di grande personalità, mai scontato e dalla beva mirabile. Legnani produce anche il Tafon, un Trebbiano della bassa Padana appartenuto a un amico che non c’è più: la famiglia avrebbe voluto espiantare le vigne, ma lui si è opposto. E ha fatto bene, visti i risultati. Trovare i vini di Legnani è difficilissimo, viste le recensioni molto alte e la produzione molto bassa: meritano, però, di essere cercati e inseguiti. Eccome. (Il Fatto Quotidiano, 19 gennaio 2015. Decimo numero della rubrica “Vini ostinati e contrari”. Ogni lunedì in edicola)