Archive del 16 giugno 2013

Frappato 2011 – Occhipinti

occhipintiArianna Occhipinti è un nome molto noto nel mondo del vino. E non solo del vino. Ha scritto un bel libro edito da Fandango, è salita sul palco del Concertone del Primo Maggio 2013.
L’ho conosciuta all’ultima edizione del Porto Cervo Wine, dopo un incrocio burrascoso due anni fa al raduno delle Triple A di Velier.
Arianna mi ha inviato tre bottiglie per ognuno dei suoi quattro vini principali. Li ho bevuti, con amici, tre sere fa.
Piacevole l’Sp68, il vino “base”, sia rosso (Frappato e Nero d’Avola) che bianco (Moscato d’Alessandria e Albanello). Annate 2012. In enoteca si trovano attorno ai 10 euro.
Convincente il Siccagni 2010, Nero d’Avola in purezza, sui 18 euro in enoteca.
L’autentico salto di qualità coincide però con il Frappato. Annata 2011, sempre attorno ai 18 euro.
Il Frappato è un vitigno rosso autoctono della zona di Siracusa e più ancora Ragusa. La zona di Occhipinti (Vittoria, teatro anche dell’omonimo Cerasuolo), che ha sempre puntato anzitutto alla riscoperta di questo vitigno poco conosciuto e dalle notevoli potenzialità.
Diecimila bottiglie prodotte, età media delle viti 45 anni. Un Igt Sicilia. Lieviti indigeni, niente filtrazione.
Bevo quasi solo vini bianchi. Proprio per questo non mi imbattevo da tempo in un rosso così affascinante. Personale. Di carattere.
E’ un vino che spiazza (il commento più gettonato tra i miei amici era: “Mi manca il database per comprendere appieno questo vino”). Non è detto che piaccia a tutti, anzitutto ai novizi.
E’ un po’ “disturbante” anche all’esame visivo, pulito ma non pulitissimo. Polpa d’uva vera e sana. Se fosse musica, sarebbe jazz. Sarebbe John Coltrane. E Coltrane mica piace a tutti.
Un rosso elegante, minerale, sapido, con un naso di frutta rossa croccante (come amano dire gli esperti). Bella progressione. Meno potente e immediato del Siccagno, ma oltremodo più affascinante. Con una bevibilità, e una ispirata quotidianità, rare da trovare.
Uno dei miei (pochi) rossi del cuore.