Archive del 20 dicembre 2012

Renosu Rosso (2009) – Tenute Dettori

Ah, che gran bel rosso. Incontrato martedì sera, alla Bottega del Vino di Castiglion Fiorentino. Eravamo in quattro e ci è piaciuto così tanto che ne abbiamo bevute due bottiglie.
E’ il Renosu Rosso di Tenute Dettori. Igt Romangia, la zona di Sardegna di fronte all’isola dell’Asinara. Terreni vocati, sabbioso-calcarei. L’annata non è dichiarata, ed è l’unico difetto che ho riscontrato in un vino dall’ottimo rapporto qualità/prezzo (sui 10-14 euro in enoteca). Credo comunque che la nostra annata fosse la 2009. “Tutte le uve ed i vini che non passano la nostra dura selezione sono utilizzati per produrre il Renosu”, informa l’azienda nel sito ufficiale. Il Renosu è quindi vino-base, all’interno del quale possono confluire anche uve da annate diverse (ecco perché non viene dichiarata in etichetta).
E’ un Cannonau, ma non in purezza. C’è una piccola percentuale di Monica e Pascale. Distribuito da Triple A, biologico. Bassa presenza di solforosa, niente chiarifiche e filtrazioni, solo lieviti indigeni. Macerazione dai tre ai dieci giorni, affinamento in piccole vasche di cemento per due-tre anni. Poi bottiglia. Niente legno.
Pur essendo secco, ha comunque un lieve – ma percettibile – residuo zuccherino, che dona al vino una spiccata morbidezza, mitigata dalla buona acidità e grande mineralità.
Il Renosu Rosso (esiste anche Bianco) è espressione pienamente riuscita di vino naturale: polposo, con naso di prugna, liquirizia, nocciola e lieve agrumatura finale. Bel corpo, alcolicità notevole (14.5%) ma grande bevibilità. Tannini gentili, equilibrio spostato sulla morbidezza – senza però avere nulla di piacione.
Vino davvero splendido. Evidentemente ho un debole per i rossi sardi: mi aveva molto emozionato anche il Però Tankadeddu di Panevino.