Archive del 4 dicembre 2012

Bourgogne Rouge 2008 – Domaine Heresztyn

Come prevedevo, il post sul Pipparello 2005 mi ha fatto arrivare scomuniche dai carnivori, robe tipo “Non sai goderti la vita”, “Perché lo fai?”, “Il vino vero è quello rosso”. Seeeh, buonanotte. Oltretutto non mangiare carne è una delle cose di cui più vado fiero nella mia vita, quindi con me è tempo perso.
In ogni caso, a scanso e scanzi di equivoci, i bianchi – fermi e mossi – mi piacevano già molto di più, anche quando (per uno-due anni) interruppi il mio essere vegetariano. Più o meno durante la stesura de Il vino degli altri. E i rossi muscolosi, naturali o meno, li ho abbandonati da tempo. Fa parte della – non solo mia – evoluzione del gusto. Non è né migliore né peggiore delle altre: è la mia.
Non ho però mai detto che non beva più rossi. Figurarsi. Ne bevo. Basta che siano digeribili, semplici ma emozionanti.
Il Pinot Noir rientra nell’identikit.  Ne ho bevuto uno qualche sera fa, importato in Italia da Les Caves de Pyrene.  Si trova sui 25-30 euro al ristorante ed è il rosso “base” di Domaine Heresztyn. L’azienda ha sede a Gevrey-Chambertin, uno di quei posti in cui il vino puoi solo rovinarlo da solo, perché la natura non poteva regalarti più di così.
Annata 2008, Pinot Noir in purezza. Poco meno di 10mila bottiglie prodotte. Altre informazioni qui. L’ho trovato di giusta polpa e splendida beva. Non troppo minerale forse, ma fresco ed equilibrato, con tannini felicemente smussati e una struttura né grassa né troppo magra.
Eravamo in due e la bottiglia è finita con felice agio.
Non il Pinot Noir della vita, ma – se mi perdonate il mezzo ossimoro – ambiziosamente quotidiano.
Bottiglia che vi consiglio.