Archive del 16 novembre 2012

Garganega sui lieviti – Giovanni Menti

Questo vino mi è stato consigliato prima e venduto poi da Arnaldo Rossi, proprietario della Taverna Pane e Vino di Cortona e vigneron del sangiovese Dodo (iscritto a VinNatur).
E’ la Garganega sui lieviti di Giovanni Menti, annata 2011. Un vino frizzante molto economico, che al ristorante si trova poco sotto i 10 euro e in enoteca poco sopra i 5.
Garganega in purezza, 13mila bottiglie prodotte. Prima fermentazione con lieviti spontanei, aggiunta di mosto di Recioto di Gambellara (garganega passita) per far partire la seconda fermentazione. Nessuna presenza di solfiti.
La zona è Gambellara, la stessa di Angiolino Maule e Davide Spillare. Se il vitigno è il medesimo, la declinazione è diversa: non più vino fermo, ma frizzante. Per impostazione e resa, la Garganega sui lieviti di Menti si può paragonare ai Prosecco col fondo. E di fondo, anche qui, non ce n’è poco. Anzi.
Al di là del vitigno diverso, i Prosecco col fondo meglio riusciti (Casa Coste Piane, Frozza, Costadilà) sono superiori a questa Garganega. E non costano molto di più (un po’ sì). La Garganega sui lieviti è un vino che ha il pregio principale nella grande bevibilità. Lo bevi quasi senza accorgertene (e non sempre è un pregio). Vino quotidiano, digeribile, a cui non puoi chiedere picchi inusitati. L’ho però trovato decisamente corto, nonché povero sotto il profilo gusto-olfattivo.
Lo consiglio come aperitivo senza pretese o quando avete voglia di un vino che “non sembri troppo vino” (anche l’alcolicità è contenuta, 11.5 gradi).
La Garganega si esalta molto di più se vinificata ferma. Questo frizzante è comunque da considerarsi un azzardo che – anche considerando il prezzo – ritengo riuscito. E soprattutto onesto.