Archive del 16 ottobre 2012

Vini umbri (un dibattito)

Termino il mio trittico “Apriamo il dibattito“, dopo Puglia e Liguria (e a dire il vero c’era stata anche la Sardegna), con una regione che amo molto. A due passi da casa mia: l’Umbria.
Quali vini umbri vi piacciono?
La domanda è tornata per me attuale quando, qualche settimana fa, ho bevuto un bianco. Il Fiorfiore 2010. Azienda Roccafiore. Biologica, con sede a Todi, biologica. Anche ristorante e residenza. Me lo ha proposto lo chef de La Bottega del Vino di Castiglion Fiorentino.
Il Fiorfiore è un Grechetto di Todi in purezza. Senza infamia e senza lode.
Se penso ai miei bianchi umbri preferiti, svettano Collecapretta e Cantina Margò. Poi cito l’azienda naturale Paolo Bea a Montefalco, di cui parlo anche ne Il vino degli altri. E la produzione deluxe (rossi soprattutto) di qualche azienda arcinota – e opposta a Bea – come Caprai.
Mi rendo conto, però, di non avere un Sagrantino di Montefalco (secco: quello dolce è di Bea) tra i miei vini del cuore. E neanche un Torgiano. Mentre impazzisco, ad esempio, per le edizioni migliori del Trebbiano Spoletino di Collecapretta.
Al netto della mia sempre più spiccata predilezione per i bianchi, che verosimilmente condiziona le mie valutazioni, voi quali realtà umbre bevete?

P.S. Da mesi, per scelta, non intervengo più nei commenti (blog o bacheca pubblica Facebook). Così continuerò a comportarmi. Leggo, però, ogni vostro intervento. Personalmente. E vi ringrazio: per le dritte, per la competenza, per la stima (e per le critiche).