Archive del 10 ottobre 2012

Vini di Liguria (un dibattito)

Proseguo nei miei dubbi esistenziali regionali. Dopo Sardegna e Puglia, è la volta della Liguria.
Lo scorso 31 agosto, in occasione della mia data a Imperia di Gaber se fosse Gaber (qui il calendario aggiornato con le nuove date), ho provato due ristoranti. Uno, strepitoso, Osteria Didu. Tra i migliori d’Italia. L’altro era il Porto Vecchio: pizzeria encomiabile.
In quelle due occasioni ho provato il Pigato 2011 Il Cascin e il Vermentino 2011 La Ginestraia. Entrambi Doc Riviera Ligure di Ponente, espressione tipica di quel territorio. Discreti.
La Liguria è terra che può dare grandi bianchi (proprio a base Pigato e Vermentino) e al tempo stesso rossi personali (Rossese di Dolceacqua, Dolcetto di Ormeasco, qualche esempio di Granaccia). Non è però facile cadere in piedi, quando si sceglie un vino ligure.
Di nomi validi, ovviamente, ce ne sono. E spesso li abbiamo fatti anche qui. Da Walter De Batté (chi non ama il suo Sciacchetrà?) a BioVio, da Stefano Legnani a Santa Caterina. Poi?
Il Pigato, ad esempio: sapete consigliarmene uno che sia davvero meritevole? (sul Vermentino già è un po’ più facile trovarne). E tra i rossi. Il Rossese l’ho bevuto spesso: vitigno molto difficile da trattare, spesso scorbutico, ma qualche picco c’è.
E il Dolcetto di Ormeasco? E’, al massimo, un vino piacevole che mai si avvicinerà alle zone di Dogliani e Alba, oppure no?
E la Granaccia, che secondo Ampelio Bucci – uno dei re del Verdicchio – era il rosso che più lo stimolava: ne conoscete di realmente emozionanti?
Grazie, una volta di più, per le vostre dritte. Siete preziosi.