Archive del 9 ottobre 2012

Vini di Puglia (un dibattito)

Ad agosto ho passato alcuni giorni in Puglia. Esattamente nella zona del Gargano e del Sub-Appennino.
Ho provato alcuni vini. Ho apprezzato il Pas Dosè D’Araprì, sicuramente il miglior Metodo Classico della regione, bevuto in un ristorante delizioso (Trabucco).
Mi è andata meno bene quando ho provato il Bombino bianco, autoctono foggiano, per saggiarne le potenzialità. Nulla di che il Mare Mosso, “bianco vivace” di TorreVento. E anche l’A-Mano 2011, 75% Fiano Minutolo e 25% Greco, non è andato oltre il minimamente piacevole.
Certo, ho citato soltanto tre vini. Nulla in confronto alla smisurata produzione pugliese. Ma ne conosco molti altri, li ho provati. E per questo vi chiedo, però: a che punto è l’enologia pugliese? Siamo ancora al molta quantità e poca qualità?
E’ una domanda a cui non so dare risposta.
Posso però ammettere, serenamente, che non saprei citare molti vini pugliesi che reputo effettivamente imperdibili. Anche pensando ai vini veri e/o naturali, quanti pugliesi vi vengono in mente?.
Probabilmente è colpa mia. E poi la Puglia – regione che adoro – è zona di rossi, che bevo sempre meno. Eppure: ne conoscete molti di Cacc’e mitte, Primitivo e Negramaro eleganti e non opulenti? I rosati del Salento, che tanto ci lodavano nei corsi Ais, sono così preziosi?
E davvero il Bombino bianco, oppure la Verdeca (alla base del Locorotondo Doc con il Bianco d’Alessano), hanno potenziale limitato?
Attendo le vostre opinioni.