Archive del 7 ottobre 2012

Perda Pintà Sulle Bucce 2008 – Sedilesu

Ho bevuto la prima volta il Perda Pintà Sulle Bucce a fine agosto. Un bicchiere offerto da Giovanni Segni, che lo esporta in Giappone tramite Porcovino. Eravamo a VeDrò, il think tank (?) organizzato da Enrico Letta, e al mattino avevo recitato una pillola di Gaber se fosse Gaber. Non ricordo l’annata.
Pochi giorni fa l’ho riprovato. Annata 2008, la stessa qui recensita.
Il Perda Pintà esiste in due versioni: non macerato e macerato. In entrambi i casi è Granazza in purezza, un vitigno bianco autoctono sardo. Il produttore (biodinamico) è Giuseppe Sedilesu, viticoltore in Mamoiada.
Non conosco la versione non macerata, che però mi incuriosisce.
Il Perda Pintà Sulle Bucce si trova in enoteca sui 20-25 euro. E’ uno dei macerativi più impegnativi su cui mi sia mai imbattuto. La macerazione è di 20 giorni, l’affinamento (per 24 mesi) sulle barriques. Il colore è fortemente aranciato, i profumi più da cognac che da vino.
Alcolicità decisamente impegnativa (per certi versi mi ha ricordato la produzione di Dettori). Sedici gradi.
Vino estremo e non per tutti, è salvato da una prodigiosa freschezza. Al naso mi hanno colpito i sentori, netti, di anice, tabacco e resina. In bocca esplode la tannicità, impreziosita da una grande mineralità. Molto bella la progressione.
Non è un orange wine da tutti i giorni. Per quanto fresco e sapido, quell’alcolicità – alla lunga – un po’ stanca. Lo consiglio senza alcuna remora, però. E’ un vino coraggioso, ambizioso e ostinatamente lontano da qualsiasi idea di banalità (e al tempo stesso di moda).
A margine, vi chiedo (e lo farò anche per altre regioni, nei prossimi post): quali e quanti vini sardi amate? Regione di bellezza selvaggia e mirabile, di cui però conosco probabilmente meno vini (meritori) di quanto dovrei.
Mi vengono in mente, oltre a Sedilesu, nomi già fatti qui e/o nei mie libri: Perda Rubia, Pane e Vino, Dettori, Columbu, 6Mura (ne parlavo qui). Dai vostri commenti, sempre preziosi, capisco di dover provare al più presto Giovanni Montisci. Poi?