Archive del 2 ottobre 2012

Nascetta

Il vitigno Nascetta mi ha sempre incuriosito. Autoctono piemontese, non proprio terra di bianchi (men che meno in Langa), ma sempre più riscoperto.
L’ampelografo Gagna lo citava a fine Ottocento come vitigno buono in uvaggio con Moscato e Favorita.
Secondo Gagna somigliava al Nasco, autoctono sardo, anche se (si è scoperto dopo) non era così. E’ vicino, casomai, al Gros Blanc.
Per Rovasenda, che la chiamava “Anascetta”, era “uva delicatissima e vino squisito”. Per Fantini vantava “finezza uguale al Moscato”.
Cresce soprattutto a Novello, piena Langa. Qui potete trovare altre informazioni.
A lungo dimenticata, o al massimo usata in piccole parti nella Doc Langhe Bianco (si sposa abbastanza bene con lo Chardonnay), per alcune aziende è di colpo divenuta l’unica uva bianca su cui puntare in Piemonte. Più del Cortese di Gavi, più dell’Arneis (e lasciando stare Timorasso ed Erbaluce, splendidi, che però fanno storia a sé).
Adesso si può anche imbottigliare come Langhe Doc Nascetta, senza farla ricadere nella generica Doc Langhe Bianco.
Molti ci stanno puntando, anche colossi come Fontanafredda. E poi l’Azienda Agricola Rivetto, Ettore Germano, Braida. E Poderi Cellario. Il vino si chiama Sè, annata 2011. Ne ho provate due bottiglie, con amici. La prima era sin troppo morbida, molto intensa all’olfatta (più che complessa). In debito di freschezza, che pure dovrebbe avere – la si ritiene assai longeva, adatta anche alla spumantizzazione come si faceva nell’Ottocento – e con profumi dolci spiccati. In qualche modo moscateggianti. In effetti è un vitigno autoctono semiaromatico, con molti terpeni. La seconda bottiglia di Cellario credo fosse difettata, perché una volta aperta – a fatica, il tappo si è sbriciolato – è comparsa una schiumina bianca un po’ inquietante.
Chi di voi ha provato più volte la Nascetta, magari di produttori diversi? Che ne pensate? E’ futuribile come dicono? Davvero può rivaleggiare come i migliori Riesling?