Archive del 30 settembre 2012

Tre vini a Savigliano

Una delle cose più belle delle tournèe teatrali è scoprire nuove realtà. Nuovi posti, scenari. Prima, durante e dopo lo spettacolo.
Due venerdì fa, a cena, dopo mezzanotte, abbiamo provato il Pelle d’Oca a Savigliano (Cuneo). Ci aveva invitato uno dei proprietari, Fabio, appassionato di vino.
Il “Pelle” è carino, a due piani, in pieno centro, nell’antico Palazzo Cravetta. La pizza-tegamino è deliziosa, la carta dei vini discreta (con buona attenzione alle etichette naturali).
Dopo gli spettacoli non è facile degustare con attenzione vini, perché si è stanchi, ma eravamo una bella tavolata. Abbiamo così provato 3 vini, mai assaggiati prima. Purtroppo non ricordo le annate. Ma ricordo l’effetto che facevano.
Eccoli.
Barbera d’Asti Da Sul – Laiolo Reginin. Consigliata da Fabio, in quanto “molto tipica”. Lo era, ma non in senso positivo. Poco elegante, non troppo equilibrata, di fatto un po’ irrisolta. Io tutto sommato l’ho bevuta, gli altri commensali – dai gusti più “canonici” – l’hanno criticata con più asprezza.
Franciacorta Extra Brut – Boschedor. Un millesimato 50 percento Pinot Noir e 50 Chardonnay, maturazione minima sui lieviti di 30 mesi. Franciacorta ambizioso, mediamente elegante, che si ferma però molto prima dell’eccellenza.
Marcato Metodo Tradizionale 36 mesi – Lessini Durello. Uno dei Lessini Durello più famosi, rifermentato in bottiglia sui lieviti. Il “base” di Mercato è I Prandi, un Lessini Charmat che si può serenamente confondere con un Prosecco minore. Con le tre tipologie di Metodo Tradizionale (36 mesi, 60 mesi e A.R, ovvero Appena Riaperto) si sale. Non troppo, ma si sale. Dei tre vini provati, è quello che ricordo con più piacere. Meno nobile (ovviamente) del Boschedor, in cantina a 20 euro: buon prezzo. Ottanticinque percento Durello, Chardonnay 10, Pinot Noir 5. Qui una verticale dal blog Aristide. Consigliabile.