Archive del 24 agosto 2012

Costadilà – Prosecco Colfòndo

Il Prosecco Colfòndo, cioè sur lie, quindi rifermentato in bottiglia, è una tipologia che tuttora divide. Chi ritiene che il vitigno sia troppo fragile per permettersi questa spumantizzazione ambiziosa (e si affida al più facile Charmat), chi sostiene che più lo si “dimentica” e più migliora.
Mi è capitato di bere molti Prosecco Colfòndo (scriverlo tutto attaccato è un vezzo dei produttori). Alcuni mi piacciono, altri mi sembrano irrisolti – ma se non altro sani e bevibilissimi.
La mia classifica vede ai primi due posti il Prosecco Coste Piane, molto noto tra i vinoveristi, e Frozza, più difficile da trovare ma ugualmente affascinante.
Il podio è complettato dal Bianco dei Colli Trevigiani frizzante Prosecco Costadilà. L’azienda è distribuita da Triple A.
Vigne di 30-40 anni, a 300 metri circa d’altezza, località Lumon di Campea di Miane nell trevigiano.
Non è un Prosecco (Glera) in purezza, ci sono anche Bianchetta e Verdiso. Macerazione breve sulle bucce, lieviti indigeni, affinamento sulle fecce di 5 mesi, presa di spuma, aggiunta di mosto non fermentato – prima della fermentazione – da torchiature di stesse uve lasciate in appassimento fino a marzo. Il procedimento è raccontato in dettaglio qui.
E’ un vino che non mi ha conquistato subito. Ha bollicine esili, timide, che evaporano presto. Chiaramente torbido (“col fondo”, appunto). Attenzione all’ultimo bicchiere, non è esattamente un vino con lo smoking. Forse un po’ bruttino. Ma bevibile. Bevibilissimo. Con alcolicità contenuto (sugli 11 gradi). Freschezza, discreta mineralità. Gradevoli sentori limonati e agrumati sia al naso che in bocca. Prezzo, se non sbaglio, sotto i 10 euro.
E’ probabile che sia affezionato al Costadilà anche perché lo bevo come aperitivo alla Bottega del Vino di Castiglion Fiorentino, ma è uno dei vini “facili” (da bere; da fare proprio no) che preferisco.