Archive del 18 luglio 2012

Cirelli – Trebbiano d’Abruzzo 2011

Che bianco appagante. Splendidamente minerale e felicemente fresco, con quella nota ematica (ferro e sangue, anche se messa così fa un po’ impressione) tipica dei migliori Trebbiano d’Abruzzo. E sì, pure la nota di omogeneizzato che ho riscontrato anche in alcuni Valentini.
Il Trebbiano d’Abruzzo di Cirelli, azienda biologica, mi ha convinto totalmente. L’ho bevuto qualche giorno fa, a Milano, con Perfect39.
Nonostante l’annata giovanissima, 2011, ha rivelato grande personalità. E al tempo stesso una bevibilità invidiabile.
Vinificazione in vasche d’acciaio, nelle quali sosta per 4 mesi. A contatto con le fecce fini.
L’azienda è di proprietà di Francesco Cirelli e Michela Palazzo Adriano, poco più che trentenni. Ventidue ettari sulle colline di Atri. Anche ulivi, frutteti, ortaggi e allevamento d’oche. Vigneti vecchi, e si sente.
Ho un debole per il Trebbiano d’Abruzzo, e Cirelli entra subito nel mio podio di questo varietale con Valentini ed Emidio Pepe. Rispetto ai due più noti competitors, paradossalmente somiglia più a Valentini (nonostante la giovane età) che a Pepe (più elegante e pulito). Sono certo che abbia grandi potenzialità evolutive.
Particolarmente adatto d’estate, ma non solo.
Non fatevi ingannare dal tappo a vite – e dalla etichetta bruttina.
Fatevi invece abbindolare dal prezzo, sugli 8-10 euro in enoteca.

P.S. Avendo acquistato – acquistato: nessun regalo – due settimane fa 49 bottiglie (quasi tutti vini bianchi, pochi rossi e qualche sidro) da Les Caves de Pyrene, capiterà spesso che i prossimi vini qui recensiti provengano dal loro catalogo. Come, appunto, Cirelli.