Archive del 10 aprile 2012

Anatraso 2007 – Tanganelli

Non sono molti i vini di pregio nell’aretino, ma ci sono. Alcuni Syrah di Cortona (Amerighi, D’Alessandro, Il Castagno). Il Sangiovese Dodo della Taverna Pane e Vino di Cortona (un vino naturale). I Metodo Classico di Baracchi, ancora a Cortona. Alcune etichette di Tenuta Vitereta. I rossi valdarnesi di Paterna e Mannucci Droandi. E altro, qua e là.
Un vino che mi incuriosiva era l’Anatraso. Fa parte di VinNatur. L’azienda è a nome Carlo Tanganelli, padre di Marco, attuale proprietario. Castiglion Fiorentino, frazione Santa Lucia. Lo aiuta commercialmente Arnaldo Rossi, proprietario del Pane e Vino e quindi autore del Dodo.
E’ un vino bianco macerat(iv)o secco. Ad Arezzo, che io sappia, gli unici orange wines sono questi e il Trebbiano di Vitereta. La macerazione è di tre settimane. Non viene fatto tutti gli anni (quando la vendemmia non è stata esaltante, si fa l’Anatrino).
La prima annata è stata la 2007. Quattordici gradi e mezzo, uvaggio di Malvasia del Chianti e Trebbiano. Costo al ristorante tra le 18 e le 25 euro.
I vitigni usati non sono certo noti per dar vita a vini indimenticabili, ma la 2007 bevuta ieri sera ha pienamente convinto me e le due persone che mi facevano compagnia.
E’ un macerativo onesto, piacevole, personale. All’inizio avverti (forse un po’ troppo) la nota alcolica. E appare forse eccessivamente rotondo, in qualche modo “dolcino”. Poi però si apre e viene fuori la freschezza.
Ha un bel colore, una bella beva, profumi invitanti e tutto sommato complessi. Buona lunghezza, pieno equilibrio.
Per piacevolezza e semplicità mi ha ricordato le versioni più ispirate del Pico di Angiolino Maule (magari il cru Taibane secco).
Lo riberrò, senza dubbio, e ve lo consiglio.