Archive del 9 aprile 2012

Gravner (once again)

Torno a parlare di Josko Gravner. Per la terza volta in poche settimane.
Dopo la visita a febbraio, l’articolo sul Fatto Quotidiano e la degustazione della Ribolla 2004, nei giorni scorsi ho provato – in due occasioni distinte e con due persone diverse – altri vini di Josko.
Giovedì è toccato alla Ribolla 2004, ieri al Breg 2005.
La grandezza di questi vini è semplicemente totemica.
La Ribolla 2004 era appena più “facile” e meno complessa della 2005, attestandosi però a livelli di vera eccellenza.
Quanto al Breg, di gran lunga uno dei migliori uvaggi che abbia mai bevuto. Semplicemente pazzesco. Il vino perfetto per avvicinarsi ai suoi vini e “stupire la platea”, peratro.
Per quanto possa valere, e sottolineando la diversità tra Ribolla e Breg, il mio ordine di gradimento  è: Ribolla Gialla 2005, Breg 2005, Ribolla Gialla 2004. Con il voto “minore” che non sta sotto il 9 (o il 93, se preferite i vini in centesimi).
Amo, come Josko, i monovitigni. Per questo lo capisco, quando dichiara di voler smettere con il Breg (Sauvignon anzitutto e poi Riesling Italico, Pinot Grigio e Chardonnay).
Al tempo stesso, perdere un vino così è un piccolo grande delitto.
I vini di Gravner hanno una magia, un’eleganza, una ricchezza e una vita che li rende davvero magici. Diversi da tutto il resto.
Costano non poco, è vero, perché parliamo di 50-70 euro a bottiglia in enoteca/ristorante. Ma li valgono tutti.