Archive del 6 aprile 2012

Ruchè 2010 – Cascina Tavijn

Pochi giorni fa ho raccontato la mia delusione nell’imbattermi in un Grignolino – credo annata 2009, ma non ne sono sicuro – di Cascina Tavijn. Un vino naturale, nel mio caso, debole. Esile. A un passo dal difettato.
Molti lettori mi hanno detto che sbagliavo, perchè Cascina Tavijn è una grande azienda. Tra le migliori di VinNatur.
Io ribadisco il mio giudizio specifico: evidentemente “era la bottiglia” (frase che si dice sempre, ma che a volte è vera, soprattutto per i vini naturali).
Ieri mi sono bevuto l’altra Cascina Tavijn che avevo in casa. Me l’aveva spedita mesi fa Francesco Maule, insieme ad altre distribuite da Arkè. Stavolta un Ruchè di Castagnole Monferrato, annata 2010, quattordici gradi alcolici.
E’ un vitigno che seguo con piacere e ne ho sempre letto bene, nel caso dei vini di Nadia Verrua.
Stavolta la mia valutazione è positiva.
Rubino intenso, non limpidissimo ma neanche torbido. Gradevoli note floreali al naso, poi una speziatura che torna prepotentemente in bocca: si percepisce distintamente il chiodo di garofano e, se qualcuno vuole fare il figo, può aggiungere “macis” – che nessuno sa cosa sia, quindi nessuno potrà mai contraddirvi.
Bella bevibilità. Un’alcolicità importante, che si sente, e che dà – soprattutto all’inizio – al vino un tono “liquoroso” che poi se ne va. L’ho bevuto con un amico, ancora più convinto di me.
Ottimo rapporto qualità/prezzo (12 euro). Vino da quotidianità, essenziale, schietto, naturale (ma non facilissimo: i tannini si sentono e devono sentirsi).
Da provare.