Archive del 26 aprile 2011

Langhe Forever (Oddero & Principiano)

In questi giorni sono tornato a bere rosso. Non che avessi smesso, ma continuo a preferire i bianchi.
Mi sono imbattuto in due bottiglie perfette. Le avevo in cantina da qualche anno. Erano entrambi Barolo, abbastanza invecchiati.
Stavolta non farò i soliti nomi: Citrico Rinaldi, Roddolo, Cappellano.
Il primo Barolo che mi ha esaltato, giorni fa, è stato il Vigna Rionda 2001 di Oddero. Vigna Rionda è uno dei cru più lodati di Langa, celebre soprattutto nella versione di Massolino.
Poderi e Cantine Oddero, separatasi da Oddero Luigi & Figli, è una delle cantine più antiche. La Morra, Frazione Santa Maria. La spartizione c’è stata nel 2006, all’interno di un percorso familiare cominciato addirittura nel 1878.
Di Oddero ho letto bene e un po’ meno bene. L’ultima annata (Barbaresco 2007 e Barolo 2006), secondo la Guida dell’Espresso, è stata un po’ deludente. Non saprei dire, non l’ho provata. Di sicuro quel Vigna Rionda 2001 era splendido per freschezza ed eleganza, profumi eterei e complessi, allungo e finezza.
Vino importante anche nel prezzo, attorno alle 60 euro in enoteca (l’ultima annata: molto di più, oggi, la 2001). Un Barolo come deve essere, ingentilito naturalmente da terreni che danno profili meno “virili” di Monforte d’Alba.
L’altro Barolo che mi ha colpito è il Boscareto 2003 di Ferdinando Principiano. Del giovane produttore di Monforte d’Alba si parla molto, anche per la sua storia: inizialmente Barolo Boy, fautore del vino “pronto subito” e a qualsiasi costo, convertitosi strada facendo al vino naturale (oggi fa parte dell’associazione VinNatur). In vigna pratica filosofie biodinamiche.
Non vedo personalmente Ferdinando da un po’, ma due anni fa passai da lui una splendida serata con amici. La sua crescita è costante e, ribevuto oggi, anche il Boscareto 2003, nonostante l’annata calda e particolare, ha esaltato – me e i commensali – per mineralità e note erbacee, complessità e capacità di intrigare, persistenza decisa e personalità invidiabile.
Non so il prezzo esatto del Boscareto, immagino tra le 50 e le 60 euro in enoteca, ma la sua capacità di migliorare nel tempo è il migliore – e inequivocabile – biglietto da visita.
Mi criticano, soprattutto in Toscana, di parlare con troppo trasporto dei piemontesi e poco entusiasticamente dei miei corregionali. Ma non è colpa mia se la Langa migliore – ho detto “migliore”, non “tutta la Langa” – è inarrivabile.
(Sarà per quello che, quest’anno, il compleanno lo festeggerò lì?).