Archive del 8 dicembre 2010

Due piccoli grandi bianchi

Oggi segnalo due vini outtake (un conio linguistico di cui vado molto fiero, tra parentesi). Due piccoli grandi bianchi, scoperti non per merito mio.
Il primo è La Vigna Ritrovata. Spergola in purezza, un vitigno autoctono pressoché scomparso (da qui il nome). L’azienda, a Jano di Scandiano nel Reggiano, è Tenuta di Aljano di Marco Ferioli. La bottiglia mi è stata regalata dal proprietario del ristorante slowfood La Ghironda a Montecchio Emilia. Annata 2007, Doc Colli di Scandiano e Canossa. Un bianco fermo a vendemmia posticipata. Le viti hanno 40 anni, l’agricoltura è biologica. La surmaturazione – si scelgono solo i grappoli dimenticati nei filari dopo la vendemmia canonica – porta a un’alcolicità importante di 15 gradi. Un dato che può impaurire, ma che fa il paio con una spiccata acidità. C’è una lieve macerazione sulle bucce, che porta ai riflessi dorati e soprattutto a sentori di frutta secca e matura. Non è un orange wine propriamente detto, ma ci si avvicina. Bella personalità, buona mineralità, discreta persistenza. La produzione è esigua, 1333 bottiglie. La mia era la 77. Un vino che può essere bevuto da solo, quasi da meditazione, o con formaggi importanti e affettati della tradizione emiliana. L’azienda lo consiglia con gli erborinati, tipo gorgonzola, ma non sarei così didascalico (e poi, per quanto ambizioso, il vino ci perderebbe). Davvero un bel vino, a un prezzo che dovrebbe aggirarsi sui 15 euro.
L’altro vino è il Mantonicoz Bianco dell’Azienda calabrese L’Acino. Tre fratelli che si sono messi a fare vino, con rispetto della natura e grande amore per la loro terra. Cercando di rivalutare anzitutto vitigni autoctoni e reputati ingiustamente minori, come questo Mantonico Pinto. 1800 bottiglie per un vino – annata 2008 – che è il primo nella storia dell’azienda. Sei mesi in vasche d’acciaio, giusto un 10 percento in tonneaux grandi e mai nuove. Ne risulta un vino fresco e di buona sapidità, che definirei onesto e dignitoso. Perfetto d’estate a bassa temperatura, apprezzandone la spiccata bevibilità e il giusto equilibrio. Non lo avrei conosciuto senza Ezio Cerruti, rimasto positivamente colpito dalla filosofia dei proprietari, incontrati qualche settimana fa a Terre di Vite. Credo che anche in questo caso il prezzo sia sui 15 euro, ma cercherò di essere più preciso.
In entrambi i casi, due esempi significativi di coraggio e ispirata veracità.