Macchianera Italian Awards 2014: Nomination
Dicembre: 2019
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Quelli che esultano per Tsipras (e però non c’entrano niente)

tsiprasLa vittoria di Syriza, per quanto senza maggioranza assoluta, è una buona notizia. Non mi induce a fare cortei o a cantare Bella ciao, per quello ho già dato, ma è una buona notizia. Ho stima di Tsipras e spero che, come tanti prima di lui a sinistra, non deluda. Lo attende un compito difficilissimo. Fa comunque molto ridere osservare le reazioni in Italia. Due, in particolare, le tendenze affascinanti. La prima è quella dei renziani: “Visto? Ha vinto un altro come Renzi”, “Così Renzi si rafforza”, “Anche Tsipras vuole cambiare verso come Matteo”. Lo dice Migliore, cioè nessuno. E lo dice la Serracchiani, che quando c’è da riverire il Sire non manca mai (eppure era nata come “ribelle”. O ricordo male?). E’ bello constatare come i renziani si approprino di qualsiasi vittoria altrui, proprio come la vecchia Dc: peccato che Tsipras abbia un’idea opposta di Europa e di sinistra, e la sua vittoria non sia un assist ma casomai un intoppo per il Ciambellone del Nazareno. L’altra reazione esilarante è quella di molti sinistrorsi nostrani: non dico tutti, qualcuno di bravo e assai stimabile c’è anche qui (tipo Landini, ma non solo). Fa ridere, in particolare, l’entusiasmo di Vendola, che si atteggia ora a hombre del destino simile e anzi identico a Tsipras: dunque, se ha vinto lui, può farlo anche il compagno Nichi. La realtà è un po’ diversa: in Italia la sinistra vera è morta, o è comunque agonizzante, proprio perché spesso è stata rappresentata da figure politicamente equivoche e deludenti come Vendola. Il quale, poiché uomo intelligente, sa benissimo che “un nuovo soggetto a sinistra” ha futuro solo se dentro non c’è né lui né tutti quelli come lui. L’esultanza per Tsipras è cosa bella e giusta, ma sarebbe ancora più bella e giusta se a esultare fossero quelli che ne hanno motivo. Non quelli che non c’entrano niente.

(Avendo ottenuto 149 seggi e non 151, Syriza dovrà allearsi con qualcuno per andare al governo. Sarebbe parso scontato scegliere i comunisti – 15 seggi – o il centrosinistra – 17 seggi. Tsipras ha invece scelto i 13 seggi dei Greci Indipendenti, perché sono gli unici fortemente contrari al Memorandum tra troika e il precedente governo. Legittimo, ma chi sono i “Greci indipendenti”? Una forza di destra, nata dalla costola dei conservatori di Nuova Democrazia. Quindi il partito che ha cantato “Bella ciao” si alleerà con una forza di destra. Quando accadde una cosa in qualche modo analoga tra M5S e Ukip nel Parlamento Europeo, criticai duramente quella scelta, che infatti si è rivelata spesso insensata, vedi per esempio il voto opposto sulla Palestina tra Farage e 5 Stelle. Per quelle critiche io e il Fatto Quotidiano fummo massacrati tanto dalla frangia talebana dei 5 Stelle quanto dai duri e puri di sinistra, che accusarono M5S di “fascismo”. Confido che, adesso, quegli stessi duri e puri di sinistra dicano – con analoga onestà intellettuale – che l’alleanza magari giusta di Tsipras con i destrorsi indipendentisti greci li imbarazza un po’, senza arrampicarsi sugli specchi blaterando cose tipo “sono due situazioni diverse”).