Macchianera Italian Awards 2014: Nomination
novembre: 2017
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Le molestie, la violenza e la Bellezza

Schermata 2017-11-04 alle 14.23.18Vedo che ultimamente si parla molto di molestie e violenze. Ogni giorno esce fuori un caso, recente o più spesso lontano nel tempo. Ognuno dice la sua. I commenti più empi li ho letti da parte di donne nei confronti di donne molestate, e anche da questo capisci che c’è davvero bisogno di un asteroide misericordioso. Non mi interessa entrare nei casi specifici. Dico solo che per capire chi fosse Weinstein bastava guardarlo in faccia, che a certi articolisti machisti-segaioli darei 30 anni di galera e che House of Cards mi ha sempre fatto schifo e sono contento che chiuda. Ma non è questo il punto. Trovo tutto questo molto triste, ma anche molto semplice da commentare: chi esercita il proprio “potere” su una donna per avere piacere, arrivando addirittura alla violenza, merita l’ergastolo. Se dai per scontato che la donna stia con te perché sei potente, e per questo le fai violenza, non sei solo uno sfigato titanico: sei pure uno che merita di andare dritto in galera. Agile, in scioltezza. Per essere libertini occorre grazia infinita: ci metti un attimo a passare da Don Giovanni ipotetico a giovane vecchio porco.
Sono la persona meno bacchettona del mondo, i moralismi applicati al sesso mi asciugano gli zebedei (a cui tengo molto) e il mio punto debole – debole? – sono sempre state le donne. Lo sono ancora e sempre lo saranno: mi hanno costruito così. Soggiaccio alla bellezza. Ho tradito e sono stato tradito. Ho sofferto d’amore e, temo più spesso, fatto soffrire per amore. Sono diversamente fedele, non sono geloso e trovo la monogamia una delle poche perversioni eterosessuali lecite non desiderabili. Darei buona parte del mio regno – tutto no – per essere un giorno lo slave di Rosario Dawson, e so che prima o poi ce la farò (anche se mi dicono che lei sia innamorata di Gozi). Il sesso dovremmo viverlo tutti meglio: è un gioco, una sciarada, una meraviglia. E invece siamo sempre lì a giudicare e sentenziare dall’alto di non so cosa. Amo giocare a carte scoperte e con leggerezza. Senza far del male a nessuno, né a me e – men che meno – alla donna che mi ha concesso l’onore di giocare con me. Cosa c’è di più bello di una donna con cui fai sesso e che speri, così facendo, di rendere felice? E’ una vertigine: una delle poche cose per cui valga la pena vivere. E per provare quella vertigine devi elevare a cifra esistenziale l’educazione. Il rispetto. La grazia. Devi imparare ad ascoltare e contemplare la Bellezza, e quel poco che ho imparato l’ho del resto imparato da donne prodigiose.
Proprio per questo, quando leggo l’orrore di queste settimane, e capisco una volta di più quanto siamo ancora intrisi di ignoranza, bigottismo e maschilismo, mi prende lo sconforto. Provo tristezza. E mi viene pure una gran voglia di chiedere ancora l’intervento del vecchio Clint, che i Weinstein – e peggio ancora chi sogna di essere Weinstein – ha sempre saputo come trattarli.