Macchianera Italian Awards 2014: Nomination
dicembre: 2017
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I tortellini di Sara Errani

Schermata 2017-08-07 alle 20.02.51Sara Errani, esempio encomiabile di abnegazione in grado di issarsi a numero 5 del ranking nonostante il fisico minuto, il servizio improponibile e il gioco soporifero, è stata squalificata ieri per due mesi: doping. Il 16 febbraio scorso, un suo campione di urina è risultato contenere letrozolo, “un inibitore dell’aromatasi incluso nella sezione S4 (stimolatori ormonali e metabolici) della lista 2017 delle sostanze proibite dalla Wada”. Così si è espressa la Federazione Internazionale di Tennis. La Errani è stata avvertita il 18 aprile e ha prontamente ammesso di aver commesso la violazione delle norme antidoping. La Federazione Italiana Tennis si è schierata dalla sua parte. La Errani dovrà anche rinunciare ai punti (e ai soldi) ottenuti dal 16 febbraio al 7 giugno 2017, data della sua successiva prova negativa. Poco male: quest’anno ha vinto poco e nulla, infatti era uscita dalle prime 100 salvo rientrarci giusto ieri (98). Sara Errani ha 30 anni. Nel tennis maschile sono tanti gli over 30 che ottengono risultati impensabili, ma in quello femminile no. Ricordava ieri Ubaldo Scanagatta, che con la tennista si è scornato spesso per via di caratteri non proprio accomodanti: “N.5 del mondo, finale e semifinale a Parigi, semifinale e quarti all’US Open, quarti in Australia, 9 tornei vinti, 10 finali in singolare, 5 trionfi Slam in doppio al fianco di Roberta Vinci e n.1 mondiale di specialità nella quale ha vinto 25 tornei (..) Da un bel po’ Sara è entrata in crisi, una crisi sempre più pesante di risultati e di fiducia, se si pensa che aveva chiuso il 2013 a n.7, il 2014 a n.15, il 2015 a n.20, il 2016 a n.50”. In quella cloaca neuronale che sono sempre più i social, ieri la Errani era accusata di essere juventina e “quindi” dopata: un sillogismo granitico. Altri ricordavano una sua intervista di due anni fa, in cui chiedeva la squalifica a vita per chi si macchiava di doping. E c’è stato chi ha ricordato una sua ipotetica “collaborazione” con Luis Garcia del Moral, il medico spagnolo implicato nello scandalo doping riguardante Lance Armstrong e non solo: in realtà la Errani andò da lui a Valencia per un consulto cardiaco, cosa non certo vietata. La squalifica è leggera perché la Errani è incensurata e perché si è creduto al dolo involontario. Come per il “bacio alla cocaina” di Gasquet. Il farmaco assunto dalla Errani viene usato da chi è in menopausa e ha avuto tumori al seno: non certo il suo caso. E allora perché era nelle sue urine? Colpa dei tortellini. In attesa di parlare domani, la Errani ha scritto su Twitter: “Colpa di un medicinale che mia madre assume dal 2012: l’unica ipotesi è una contaminazione del cibo. Sono molto arrabbiata, ma so di non aver fatto niente di male”. Ed ecco quindi la tesa difensiva, a cui ha creduto la Itf: la Errani avrebbe assunto il letrozolo in maniera accidentale, mangiando i tortellini in brodo che le aveva cucinato mamma Fulvia, che assume dal 2005 un farmaco antitumorale (il Femara) contenente letrozolo. Il farmaco sarebbe finito accidentalmente sul piano di lavoro durante la preparazione del pasto, contaminando il cibo e “dopando” involontariamente la figlia. La congrega degli “squalificati a loro insaputa”, a cui si è iscritta da ieri la Errani, vanta affiliati illustri. Mutu disse di aver preso coca per migliorare le prestazioni sessuali, Peruzzi che «il Lipopill ce l’ha dato mia madre (a lui e a Carnevale) per smaltire una cena troppo generosa cucinata da lei dopo la gara con il Benfica». Bucchi e Monaco diedero la colpa a “un’abbondante grigliata di carne di cinghiale”, Fernando Couto allo shampoo e Davids allo sciroppo. Leggendario il caso Borriello, punito con soli tre mesi grazie alle parole dell’allora fidanzata Belen Rodriguez: «Dopo un rapporto sessuale non protetto, Marco s’è preso la mia stessa infezione vaginale e gli ho consigliato di usare la crema al cortisone che il mio medico mi aveva prescritto». Per la Errani il danno agonistico è minimo, ma mediaticamente ne esce maluccio. Auguri. (Il Fatto Quotidiano, rubrica Identikit, 8 agosto 2017)