Macchianera Italian Awards 2014: Nomination
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“La Nazionale? Debole e sottovalutata. Quindi arriva ai quarti. Come minimo”

conte2Nostradamus Moment. Lo scorso otto giugno, due giorni prima che cominciassero gli Europei, mi chiama il grande Alessandro Ferrucci del Fatto Quotidiano. Vogliono fare un pezzo a due facce: chi è ottimista sull’Italia e chi no. Dà per scontato che io sia il pessimista: “Hai scritto che è una delle Nazionali più deboli degli ultimi anni”. Io: “E lo ribadisco. Però sono ottimista: arriviamo ai quarti. E lì, contro una big, può succedere di tutto”. Ma perché sei ottimista? “Perché l’Italia dà il massimo quando è sottovalutata. E perché Conte è un fenomeno”. Così scrivo questo articolo, che esce il giorno dopo (9 giugno) sul cartaceo. Eccolo qua: incredibilmente profetico. Ho persino preso, scherzando, le sorprese Galles e Islanda. E ho (ovviamente) indovinato il flop Thiago Fava. Siamo al top. Se usciremo sabato con la Germania, sarà il pronostico perfetto. Ma spero proprio che non capiti: questa Nazionale proletaria mi piace moltissimo e non è per niente un match chiuso. “Contro una big, può succedere di tutto”. 

Schermata 2016-06-28 a 12.54.37Verrebbe quasi voglia di non sostenere con particolare trasporto l’Italia di Conte. Legittimo: i talenti sono pochi e di sicuro abbiamo avuto Nazionali migliori: praticamente tutte o quasi, almeno dal 1978 in poi. Eppure ci sono tanti motivi per voler bene a questo azzurro per ora un po’ stinto, se non proprio “tenebra” (giusto per citare il grande Arpino). Perché tifare questa Italia? Anzitutto perché gli Europei sono sempre divertenti, a prescindere dall’Italia. Male che vada, se andremo come molti vaticinano e cioè maluccio, potremmo sempre dire: “Ho visto il Galles e l’Islanda agli Europei”. Mica è da tutti. Si afferma poi che questa Nazionale sia figlia di una generazione di (non) fenomeni: ed è abbastanza vero. Appunto per questo: qualora andassimo bene, potremmo sempre ripartire con la retorica della determinazione, dell’abnegazione. Del lisergico “gruppo coeso”. Del catenaccio. Della classe operaia che va in Paradiso (e bla bla bla). Antonio Conte ha poi sbagliato non poche convocazioni (dove siete, Jorginho e Bonaventura?), ma se non altro ha lasciato a casa Balotelli. E questo, in tempi di magra, giustifica cortei. Attenzione poi a prendere soltanto il peggio dalle scelte di Conte. Il fatto che De Sciglio e Sturaro disputino gli Europei, per esempio, dimostra che tutto è possibile. E il fatto che Thiago Motta abbia il numero 10, sempre per esempio, ci dimostra che pure troppo è possibile. Conviene sostenere questa Nazionale anche per un fatto meramente cabalistico: quando l’Italia parte senza troppe aspettative, spesso stupisce in positivo. Il sorteggio non è stato malevolo e, sulla carta, almeno i quarti sembrano davvero alla portata. E una volta ai quarti, con qualche big davanti, l’Italia potrebbe essere capace di tutto. Poi c’è Conte, che magari già pensa al Chelsea, ma che è tanto antipatico quanto bravo. Quindi è molto bravo. Non tutto è da distruggere: abbiamo il portiere più forte del mondo e la difesa è granitica. L’attacco è stitico e il centrocampo falcidiato da infortuni e scelte bizzarre, ma due talenti veri ci sono: Insigne e Bernardeschi. E uno Zaza o un Pellè potrebbero vivere – chissà – il mitico “effetto Schillaci”. C’è poi Ventura, brava persona e allenatore serio, il cui compito appare sin d’ora ostico: partire da una Waterloo contiana renderebbe tutto ancora più faticoso. Per questi motivi e mille altri: forza Italia. Detto proprio così, che tanto il partito con quel nome è morto. O sta comunque peggio della Nazionale. (Il Fatto Quotidiano, 9 giugno 2016)

Euro 2016: presentazione breve

IMG_4682Gli Europei stanno per cominciare, per l’esattezza il 10 giugno, e a dar retta a Sky saranno i più belli degli ultimi anni. In uno spot tanto trasmesso quanto diversamente avvincente, assistiamo al dialogo rutilante tra Gigi Buffon e Fabio Caressa. Il primo garantisce che, degli Europei da lui disputati, questi saranno sicuramente “i più belli”. L’altro, con eccitazione gratuita, gli ricorda garrulo che un giorno “su Sky addirittura cominceremo con le partite alle 15 e finiremo alle 5 di mattina, eh eh eh”. Eh eh eh. Detto che esistono metodologie di godimento più appaganti rispetto allo stordirsi un giorno intero di Europei e Copa America, è vero che questi Europei sembrano più equilibrati del solito. Non c’è una squadra platealmente superiore alle altre, sebbene Germania e Spagna partano più avanti delle altre. Di sicuro dell’Italia, sulla carta una delle più deboli di sempre. Soprattutto in attacco e a centrocampo. Più debole dei Mondiali 1986 di quelli 2010, che videro un’Italia appagata dal trionfo di quattro anni prima. Stavolta nessun appagamento: solo una generazione senza fenomeni, qualche infortunio che ha spolpato il centrocampo (Marchisio, Verratti) e scelte non proprio inattaccabili di Conte, che non sarà distratto dall’imminente avventura con il Chelsea ma che certo non sta convincendo appieno. Fuori Jorginho e Bonaventura, dentro Eder e Sturaro. Bah, Per non parlare di Pavoletti, neanche tenuto in considerazione o quasi. E lo stesso dicasi di Lapadula. Il Sassuolo è arrivato sesto schierando spesso nove italiani su undici, ma non c’è neanche un giocatore del Sassuolo tra i 23 convocati. Straziante, poi, vedere come nei decenni la maglia azzurra numero 10 sia passata da Rivera ad Antognoni, da Baggio a Del Piero, da Totti a Cassano. E adesso a Thiago Motta: se già appariva sommamente insondabile l’idea di convocarlo, appare ora osceno dargli quella maglia. Molto più naturale affidarla a Insigne o Bernardeschi. Guai però a dare l’Italia spacciata: non lo è. Il girone (E) non è certo impossibile: arduo il Belgio, fattibili (ma da non sottovalutare) Svezia e Irlanda. Se arrivasse prima, l’Italia troverebbe una tra Turchia, Croazia e Repubblica Ceca (la seconda del girone D, quello della Spagna). euro 2016Qualora invece arrivasse seconda, incrocerebbe la prima del girone F (quindi Portogallo o Austria, difficilmente Ungheria o Islanda). Il sorteggio non è stato malevolo e, oltretutto, per far felici le tivù si è deciso che passeranno anche quasi tutte le terze (4 su 6). Di fatto, per essere eliminati, bisogna arrivare ultimi: l’Italia, anche volendo, dovrà impegnarsi molto. Tenendo conto che abbiamo una difesa notevole, è improbabile una Waterloo assoluta. Così, a occhio, sembra una Nazionale da quarti di finale e poi vada come vada.
Delle 51 partite totali, le prime 36 – quelle della fase eliminatoria con 6 gironi da 4 squadre ciascuno – serviranno per eliminare la miseria di 8 squadre su 24. Una follia in piena regola, che rimpolperà le casse dello show business ma che aumenterà anche il rischio di gare inutili e (quindi) “biscotti” e combine. Si giocherà in Francia, dal 10 giugno al 10 luglio. Dieci città coinvolte e tre orari di gioco: 15, 18 e 21 (ora locale). Le ultime partite della fase a gironi si giocheranno simultaneamente. Sky trasmetterà tutti gli Europei, mentre la Rai avrà solo 27 partite su 51. Tra queste, tutte quelle dell’Italia, i quattro migliori ottavi, tutti i quarti, entrambe le semifinali e la finalissima. Il pallone, che riprende il tricolore francese, si chiama “Beau Jeu” (Bel Gioco). Curiosità, in particolare, per Galles (nel girone dell’Inghilterra), Irlanda del Nord e Islanda. Buon divertimento. (Il Fatto Quotidiano, 6 giugno 2016)