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Le molestie, la violenza e la Bellezza

Schermata 2017-11-04 alle 14.23.18Vedo che ultimamente si parla molto di molestie e violenze. Ogni giorno esce fuori un caso, recente o più spesso lontano nel tempo. Ognuno dice la sua. I commenti più empi li ho letti da parte di donne nei confronti di donne molestate, e anche da questo capisci che c’è davvero bisogno di un asteroide misericordioso. Non mi interessa entrare nei casi specifici. Dico solo che per capire chi fosse Weinstein bastava guardarlo in faccia, che a certi articolisti machisti-segaioli darei 30 anni di galera e che House of Cards mi ha sempre fatto schifo e sono contento che chiuda. Ma non è questo il punto. Trovo tutto questo molto triste, ma anche molto semplice da commentare: chi esercita il proprio “potere” su una donna per avere piacere, arrivando addirittura alla violenza, merita l’ergastolo. Se dai per scontato che la donna stia con te perché sei potente, e per questo le fai violenza, non sei solo uno sfigato titanico: sei pure uno che merita di andare dritto in galera. Agile, in scioltezza. Per essere libertini occorre grazia infinita: ci metti un attimo a passare da Don Giovanni ipotetico a giovane vecchio porco.
Sono la persona meno bacchettona del mondo, i moralismi applicati al sesso mi asciugano gli zebedei (a cui tengo molto) e il mio punto debole – debole? – sono sempre state le donne. Lo sono ancora e sempre lo saranno: mi hanno costruito così. Soggiaccio alla bellezza. Ho tradito e sono stato tradito. Ho sofferto d’amore e, temo più spesso, fatto soffrire per amore. Sono diversamente fedele, non sono geloso e trovo la monogamia una delle poche perversioni eterosessuali lecite non desiderabili. Darei buona parte del mio regno – tutto no – per essere un giorno lo slave di Rosario Dawson, e so che prima o poi ce la farò (anche se mi dicono che lei sia innamorata di Gozi). Il sesso dovremmo viverlo tutti meglio: è un gioco, una sciarada, una meraviglia. E invece siamo sempre lì a giudicare e sentenziare dall’alto di non so cosa. Amo giocare a carte scoperte e con leggerezza. Senza far del male a nessuno, né a me e – men che meno – alla donna che mi ha concesso l’onore di giocare con me. Cosa c’è di più bello di una donna con cui fai sesso e che speri, così facendo, di rendere felice? E’ una vertigine: una delle poche cose per cui valga la pena vivere. E per provare quella vertigine devi elevare a cifra esistenziale l’educazione. Il rispetto. La grazia. Devi imparare ad ascoltare e contemplare la Bellezza, e quel poco che ho imparato l’ho del resto imparato da donne prodigiose.
Proprio per questo, quando leggo l’orrore di queste settimane, e capisco una volta di più quanto siamo ancora intrisi di ignoranza, bigottismo e maschilismo, mi prende lo sconforto. Provo tristezza. E mi viene pure una gran voglia di chiedere ancora l’intervento del vecchio Clint, che i Weinstein – e peggio ancora chi sogna di essere Weinstein – ha sempre saputo come trattarli.

7 Commenti a “Le molestie, la violenza e la Bellezza”

  • Clesippo Geganio:

    peccato non si possa commentare l’articolo sul libro “renzusconi”.

    Tutto assurdo e metafisico, Berlusconi ha fatto un miracolo, ci ha ringiovaniti tutti di 25 anni! Si si sembra non sia trascorso un solo mese dai primi anni 90 quando scese in campo con la stessa faccia, eguali promesse elettorali con le medesime parole, stessi giornalisti complici delle sue performance mediatiche, tornerà in video perfino Santoro, è passato un quarto di secolo per nulla! Ora mi aspetto l’entrata in campo anche di Prodi, D’Alema, Bersani, Veltroni, perché non Occhetto con la gioiosa macchina da guerra?

    Questo è un Paese di vecchi non per denatalità, perché i giovani scappano all’estero per il vecchiume cerebrale che imputridisce tutto e tutti.

  • Clesippo Geganio:

    premesso che atti di coercizione e violenza vanno condannati senza dubbi, ma per i casi balzati alle cronache esiste un velo d’ipocrisia tipico di un Paese falsamente bigotto e moralista, ragionando realisticamente e razionalmente da quando l’essere umano è su questa Terra nei rapporti tra simili c’è chi si concede per lavorare e chi lavora concedendosi, i nostri avi dicevano do ut des, indistintamente il sesso, i ruoli o gli ambiti.
    Oltretutto nei rapporti tra adulti e consenzienti esiste un problema complesso da risolvere, distinguere le avance dalle molestie sessuali, considerato che non esiste un comune senso del pudore sarà difficile se non impossibile “decodificare” un approccio sessuale per non essere accusati di molestie.

  • Andrea:

    Questo passaggio è la summa, bravissimo. Meriterebbe di essere imparato a memoria.

    “Cosa c’è di più bello di una donna con cui fai sesso e che speri, così facendo, di rendere felice? E’ una vertigine: una delle poche cose per cui valga la pena vivere. E per provare quella vertigine devi elevare a cifra esistenziale l’educazione. Il rispetto. La grazia. Devi imparare ad ascoltare e contemplare la Bellezza, e quel poco che ho imparato l’ho del resto imparato da donne prodigiose.”

  • lori:

    Caro Andrea concordo molto spesso con le tue opinioni e devo dire anche in questo caso sono d’accordo ma devo anche sottolineare come certe “distorsioni” partono da lontano..
    da cose che nemmeno lontanamente un uomo come te penserebbe abbiano a che fare…
    una donna a volte puo’ subire il ricatto da persone che hanno potere, ed è squallido non serve dirlo….
    ma quella stessa donna è abituata ad una mentalità ormai dilagante per la quale devi stare alle regole del gioco …
    e lo fa nel piccolo quando si abbassa ad accontentare uomini che pretendono il tacco 12(quando magari non ne avrebbe nessuna voglia perchè sono molto scomodi credimi )quando si reca tutte le settimane in palestra per avere il fisico della Ilaria d’Amico o dal parrucchiere per avere una chioma fluente come piacciono anche te (vedi che ti leggo ? 🙂 perchè in generale quando si fanno le cose non tanto per se stessi ma perchè ormai è richiesto …E’ COSI’….allora ecco che anche certe regole del gioco vengono accettate perchè è cosi…
    dovremmo tutti prima di tutto avere piu’ fiducia in noi stessi (anche tu …che pensi che una donna non possa trovarti attraente se non a livello mentale!(sbagli) e rifiutare certi…stereotipi appunto dilaganti …anche a costo di girare sempre con le scarpette se proprio non ci siamo portate:-)

  • Patrizia Seminara:

    Sono d’accordo su Weinstein e sugli uomini che come lui adoperano il loro potere per scippare del sesso e non solo (la testimonianza di Fiorello dimostra che l’atteggiamento di prevaricazione violenta fosse esercitata anche a prescindere).
    Non possiamo però far passare il concetto che si tratti sempre e comunque di stupro, anche nei casi in cui si accettano le violenze reiteratamente, ci si fa fotografare sorridenti con il bruto ” perché allora alla carriera ci tenevo”, in quanto ciò sarebbe oltraggioso nei confronti di chi, come Franca Rame, lo stupro lo ha subito davvero. Stando al suo racconto, SUO, quello che è successo ad Asia Argento, che piaccia o meno, si chiama mercimonio. E le donne che la pensano come me non sono mosse da alcun moralismo, consapevoli che ognuno è libero di fare e vendere ciò che vuole, nė, come qualche femminista ha ipotizzato, si assumono pregiudiziali differenti valutazioni fra chi sopporta fra le pareti di casa e le dive forse per invidia, visto e considerato che le donne che col mostro ci convivono e subiscono ripetutamente violenze e minacce rischiano la vita e devono, in parecchi casi, tutelare anche i figli comuni, laddove le dive come l’Argento astenendosi dal reiterare gli incontri o meglio ancora denunciando (cosa che avrebbe impedito a Weinstein di continuare) si sarebbero al massimo vista preclusa la carriera ad Hollywood. Se poi questa era più importante della dignità, libere (meglio sarebbe “liberi” visto che il fenomeno che emerge non ė squisitamente femminile e su questo le femministe tacciono), ma non lo si spacci per stupro.
    Dall’onestà non si ė esenti solo perché non si ė dalla parte del bruto.

  • Arianna Passerini:

    Come si fa a non commentare questo intervento? Tanto più che mi è stato segnalato da un’amica omosessuale. Lei, che se lo può permettere, ci è caro perché non solo deplora la diffusa propensione maschile a infischiarsene del desiderio femminile, radicata anche nel maschio-eterosessuale-perversamente-monogamo (Lei è esilarante!), ma addirittura stigmatizza la sessualità dell’uomo di potere in quanto tale.
    Sebbene nella mia esperienza di lavoro il classico capobranco senex un po’ asessuato
    risulti molto più distruttivo per le donne rispetto al collega che gradirebbe “la figa a km zero” [Litizzetto], immagino che nel mondo dello spettacolo sia più complicato per una donna di talento sfilarsi con grazia dalle avances senza subire ritorsioni.
    Come mai solo in Italia su questo tema le donne si scagliano contro le donne? Perché negli ultimi 25 anni il paese si è modernizzato con un tumultuoso ma non dichiarato sdoganamento della prostituzione, che ha confuso alcune, piazzato o spiazzato altre. Alcune di quelle impropriamente piazzate non hanno l’ombra di un senso di colpa, ritengono di essersi sudate il loro vantaggio e dignitosamente, o prudentemente, tacciono. Le spiazzate o insufficientemente retribuite si agitano. Asia è con-fusa. La mancanza di un confine ufficiale su cosa sia prostituzione e cosa no si fa sentire.
    Andrebbe allora regolamentata e pienamente legalizzata come in Germania, anzi, oltre allo psicologo aziendale ci vorrebbe la puttana aziendale. Non trova?

  • Angela Cicinelli:

    Purchè il tutto non diventi un pretesto affinchè si giustifichi l’ingiustificabile. Certo, giocare con il sesso e coi sentimenti provando piacere per entrambe le cose, non puó essere paragonato alla gravitá di uno stupro o presunto tale (nel caso di Weinstein, non solo effettivo ma anche un pretesto per dargli addosso da parte di quelle donne che ci sono state e che solo di recente incrementano lo “scandalo” in quanto c’è la loro carriera di mezzo). Anche uno stupratore seriale, per quanto possa essere assurdo e inconcepibile, puó sostenere di essere condannato da coloro che non sono altro che dei pedanti moralisti, additando invece gente sana e razionale, piú di quest’ultimo, sicuramente. Il sesso, il gioco, il sentimento reale o fittizio, ognuno li vive come desidera, purchè non si arrivi alla morbosa perverversione vera o propria, o come, per l’appunto, pure il solo e semplice piacere, come pretesto e giustificazione affinchè si infligga del male o comunque un qualcosa di sbagliato capace di ritorcersi contro. Provare piacere nella variegata scelta di persone con cui farci sesso, tradire, far soffrire o starci unicamente per una questione di prestigio (la politica ne è l’esempio piú eclatante, ancora peggiore), e altre rapide avventure di questo tipo, anche e solo esse, hanno il loro prezzo. Specie se si sceglie di farlo con le persone, in realtá, meno indicate, con le quali, non finisce lí. Weinstein, ad esempio, è stato sufficientemente cinico e godereccio per giocare d’azzardo a: “Le relazioni pericolose” ma non cosí sottilmente accorto da non includere dei giocatori meno indicati o direttamente pestando i piedi a chi assolutamente non doveva. Altrimenti, perchè e solo di recente, quest’improvviso, enorme, “scandalo”, considerando che un tale genere di cose sono da sempre avvenute e in perfetto silenzio (da parte di gente di potere che, difatti, si guarda bene dal mettersi a rischio)? Che siano gravi o meno, cose che superano un determinato limite, hanno sempre il loro costo. Puro e semplice dato di fatto che non impone una cosí eccessiva etica moralista, suvvia.

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