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Claudia Fusani, renziana querula di seconda fila

Schermata 2017-05-30 alle 09.07.29Ognuno è folgorato sulla via che merita. Chi da Dark Side Of The Moon, chi dai tempi dilatati di C’era una volta in America. E chi dal fascino di Dario Nardella. E’ accaduto, o così parrebbe, alla fiorentina Claudia Fusani. Per chi non lo sapesse, e la lista è lunga perché non parliamo di Dacia Maraini ma di una che da anni scrive per un quotidiano che non compra nessuno (ma che paghiamo noi), Claudia Fusani è quella signora bionda che sta sempre su La7 a difendere Renzi in tivù. No: non stiamo parlando di quell’altra, la Meli, anche se confondersi è naturale. Entrambe bionde, più o meno coetanee, turbo-renziane e ancor più anti-grilline. La Fusani, come subito si intuisce, patisce già un problema: è derivativa. E’ salita sul carro del niente, cioè del renzismo, quando c’era già troppa gente. Quindi la notano in pochi. In più è così diversamente pungente da apparire sempre una Rondolino in diesis minore, o una Meli che non ce l’ha fatta a essere Meli: e questo, lo capite bene, è un destino terribile. Attenti, però: Lady Fusani non è sempre stata così. Un tempo ormai lontano era firma di punta di Repubblica e sapeva fare il suo lavoro. Certo, allora riteneva intoccabile D’Alema (oggi lo lapiderebbe) e insopportabile Berlusconi (oggi tutto sommato le piace), ma scriveva anche bei pezzi: sulla “cricca”, sulla P3, sulle papi girls. Sul G8, sulla liberazione di Clementina Cantoni. Poi arriva la storiaccia Abu Omar, che travolge i vertici del Sismi: il capo Nicolò Pollari, i due funzionari Marco Mancini e Gustavo Pignero. Il Sismi si era creato un giro di fonti giornalistiche per spiare (anche) le firme sgradite. La spia più famosa era Renato Farina. Ma non c’era solo Farina. Giornalettismo riassume così: “A fungere da informatori, oltre all’agente Betulla, sono stati, per un certo periodo, anche due giornalisti di Repubblica: ovvero, proprio Luca Fazzo e Claudia Fusani. Come si evince dalle intercettazioni i due hanno intrattenuto rapporti con Mancini – e fin qui nulla di male – ma gli hanno anche inviato via fax una serie di articoli della coppia Bonini-D’Avanzo che raccontavano le magagne del Sismi”. Ovviamente, quando la cosa si sa, gli spiati e Repubblica non ci rimangono bene. Fazzo viene licenziato in tronco, la Fusani (che “ammette tutto e spiega che ha agito in questa maniera per preservarsi la fonte Mancini”, ricorda Giornalettismo) viene relegata al sito della testata. Poi passa a L’Unità su invito della neo-direttrice Concita De Gregorio. Si reinventa pure (simpatica) critica letteraria per Marzullo. Poi, mentre il quotidiano fondato da Gramsci e ammazzato da Renzi agonizza, arriva la folgorazione sulla via della faina guizzante di Rignano. Da allora la Fusani funge da pretoriana querula di seconda fila: se la Meli è la Santanché di Renzi, la Fusani è la Biancofiore qualsiasi del primo Gozi che passa. Le siamo vicini. Ogni tanto però sa dare spettacolo anche lei. Giorni fa, a Coffee Break, ha ribadito che il caso Consip non esiste: se quel caso avesse riguardato la Raggi, avrebbe come minimo evocato l’intervento della Wehrmacht sulle note di Farinetti. Poi – e qui si è tinta davvero di leggenda – ha accusato il collega Francesco Verderami di avere una voce sgradevole. Ecco: la Fusani che attacca un altro perché ha l’ugola stridula è come Giovanardi che accusa la Lorenzin di essere bigotta. Oltre la logica, oltre il buon senso, oltre il ridicolo. Tutte cose di cui la Fusani, ultimamente, non pare tenere granché di conto. (Il Fatto Quotidiano, 30 maggio 2017, rubrica Identikit)

 

4 Commenti a “Claudia Fusani, renziana querula di seconda fila”

  • Placido Ventura:

    Ho letto soltanto adesso questo articolo, ma è sempre attuale, considerato che la signora Fusani continua a pontificare in TV, soprattutto su la 7. Complimenti ad Andrea Scanzi: l’articolo è un capolavoro, per l’eleganza e per le argute e colorite considerazioni. Sembra un affresco michelangiolesco.

  • Piero Loeti:

    Ormai la Fusani ha saltato il fosso ed è arrivata dove puntava di arrivare.
    E’ una professionista dell’ospitata fissa (retribuita) in tanti programmi nazional popolari della Rai e della 7. Da “La vita in direttta” a “Agorà” a “Omnibus” ecc. ecc. . D’altronde anche la Meli ha preso la sua stessa strada.
    Sono le testimoni del giornalismo nazional popolare che tanto piace al pubblico televisivo. Guai però a toccare l’argomento Renzi e renzismo , in tal caso cade la maschera nazional popolare, e riaffiorano le pasionarie piddine e soprattutto anti-grilline.
    Per il resto, nel loro ruolo di professioniste dell’ospitata televisiva , ogni loro intervento è un corollario di banalità (nel senso di commenti banali e scontati) su qualsiasi aromento vengano chiamate ad intervenire.
    Il giornalismo per queste due, è ormai quella roba lì di bassissimo livello, la cui regola è la seguente, più mi si vede, più il pubblico pensa che le cose che dico siano giuste e condivisibili. Hanno abbassato le opinioni del pubblico alla loro bassa mediocrità.
    Un pò come ha fatto Fabio Fazio nel campo dell’intrattenimento televisivo, anche lui ha abbassato verso la sua mediocrità i gusti del pubblico nel campo dell’intrattenimento, e lo ha portato a pensare che i suoi programmi siano il massimo della qualità, aiutato in questo dalla mancanza di alternative in quanto a offerta televisiva, accuratamente voluto e studiato.

    In ogni caso complimenti

  • Armando Minoliti:

    Scanzi sei davvero un grandissimo, è davvero notevole la tristezza e mestizia che ci circonda

  • Clesippo Geganio:

    truppe cammellate e caramellate dal PD, portatori sani del renzismo tout court.

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