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Aiuto, viene (quasi) voglia di rivalutare D’Alema

dalemaSono davvero tempi strani. Ci si sente così soli, tristi e spaesati che capita di essere d’accordo con Brunetta. Capita pure di trovare condivisibile Ciriaco De Mita. Addirittura: capita di aver quasi voglia di rivalutare Massimo D’Alema. Politico di innegabile preparazione e scaltrezza, ha sempre ostentato quella sua antipatia contagiosa, che sarebbe parsa peraltro evidente anche senza ostentarla. La sua idea di opposizione a Berlusconi era, come minimo, diversamente ficcante. Infatti si è inventato la Bicamerale e altri demoni. Uomo permaloso come pochi e forse nessuno, escludendo (va da sé) dal conteggio Baricco e Ligabue, D’Alema tollera benissimo le critiche. Se lo prendi contropelo, non ti punisce certo col confino: poiché altamente democratico, si limita a giurartela in eterno. Ovvio che, partendo da presupposti simili, l’ipotesi di (quasi) rivalutarlo non appariva fino a ieri probabilissima. E invece: vedi te quel che riesce a ottenere Renzi. Molti dicono che D’Alema sia l’avversario ideale per l’attuale Presidente del Consiglio: più Baffino esorta a votare per il no, più tutti si reinventano fan di Staino e Verdini. E’ possibile. Eppure, se fosse possibile limitarsi a quel che una persona scrive e dice, senza considerarne la simpatia e antipatia, risulterebbe complicato dare torto a D’Alema quando parla delle “riforme” costituzionali pensate (parola grossa) dai renzini. Ogni volta che lo cercano, D’Alema infierisce su qualsivoglia rivale politico con adorabile supponenza. La sua dialettica ha sempre avuto pochi rivali, sin da quando era aduso a mettersi in tasca Ferrara nei confronti diretti (e mettersi in tasca Ferrara, lo capite bene, non è mai stata operazione da tutti). Ora, però, alla dialettica si è unito un surplus di perfidia sadica. Ancor più quando parla di Renzi, su cui D’Alema suole infierire con sicumera rara, trattandolo come un pesce forse pingue ma certo piccolo. Anzi piccolissimo. D’Alema è un fiume in piena: zimbella Casini, perculeggia i Don Abbondio della minoranza Dem e scudiscia con adorabile arroganza questa “nuova classe dirigente” piddina, fatta spesso da droidi giulive e yesmen fragilissimi. D’Alema resta imperdonabile, e senza i suoi errori oggi non dovremmo probabilmente sopportare questo erede caricaturale di Berlusconi, ma allo stato attuale è uno spettacolo. E’ così in forma da reagire alla consegna di un Tapiro consegnando lui stesso un tapiro all’inviata di Striscia la notizia, come un attore consumato. Il rovesciamento di questa nostra contemporaneità è tale da far venire voglia di difendere D’Alema anche quando dà una manata al vassoio degli agnolotti di una giornalista de L’Arena. Certo, è stato maleducato, ma poche cose sono sacre come portare a spasso il proprio cane. E’ un momento di sospensione dalle brutture e delle storture. Una parentesi quasi divina. “Non rompetemi le palle proprio adesso”, ha lasciato intendere D’Alema. Il gesto resta scortese, ma la motivazione è un’altra volta granitica. (Il Fatto Quotidiano, 1 novembre 2016, rubrica Identikit)

Un Commento a “Aiuto, viene (quasi) voglia di rivalutare D’Alema”

  • Il talento dialettico di D’Alema è innegabile,come sono innegabili gli errori politici che ha commesso.In ogni caso,ascoltandolo, ci si accorge di avere a che fare con una persona intelligente ,un politico della vecchia guardia che sa il fatto suo.Anche un suo avversario politico aveva le sue stesse doti,parlo di Fini.Grande oratore,acuto,abile ,poi caduto in disgrazia per vicessitudini legate sia alla politica,che a vicende personali.Renzi ce li fa rimpiangere,nonostante appartengano ad una classe politica che non ha risolto un cazzo…Anzi…A quei tempi,chi l’avrebbe mai detto che saremmo arrivati ad avere un governo di sinistra,che fa provvedimenti di destra,capeggiato da un ex scout democristiano non eletto,che regge le sorti del paese grazie prima a Berlusconi,poi trombato,in seguito grazie a Verdini?Ci saremmo mai immaginati che il suddetto elemento,ballista di professione,che ha le sembianze di Mr.Bean,arrivasse grazie alle condizioni suesposte a promulgare una nuova costituzione ,riscritta insieme a quattro gatti illetterati e a varie scemotte ,senza spessore politico?Delle volte la realtà supera la fantasia…E meno male che noi rivalutiamo D’Alema…In molti stanno cominciando a rivalutare ben altri figuri….

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