Macchianera Italian Awards 2014: Nomination
luglio: 2019
L M M G V S D
« Mag    
1234567
891011121314
15161718192021
22232425262728
293031  

Ernesto Ferrero: “Il Nobel a Dylan? Scelta assurda”

schermata-2016-10-15-alle-12-02-28“Il Nobel a Dylan è una scelta assurda, sbagliata e incredibile”. Ernesto Ferrero, scrittore e critico letterario nonché direttore del Salone Internazionale del Libro di Torino, esprime con garbo una contrarietà totale: “Sono totalmente d’accordo con Baricco e Magrelli: Dylan, con la letteratura, non c’entra niente”.
Ma ha inciso nella società molto più di tanti Nobel sconosciuti ai più.
Quelli di Stoccolma sono abbonati alle scelte discutibili. Spesso hanno premiato gente che conoscevano solo gli addetti ai lavori e che in un ipotetico ranking mondiale avrebbe occupato la posizione 822. Infatti è un premio a cui diamo troppa importanza.
Quindi è un premio sopravvalutato come Dylan?
Non sto dicendo questo: ne faccio una questione di genere. Dylan fa parole e musica: non è letteratura. E’ proprio un’altra cosa. I generi non sono qualcosa di meramente formale: sono una cosa importante.
E’ solo una questione di genere o sta implicitamente dicendo che la letteratura è superiore alla canzone?
Non lo direi mai, sarebbe come asserire che l’arte è superiore alla musica. Non ho nulla contro i cantautori, l’ho avuta anch’io la fase Blowin’ in the wind e da giovane suonavo pure la chitarra. Va bene tutto, ma sono proprio cose diverse.
Baricco si è chiesto: “Cosa c’entra Dylan con la letteratura?”. Molti, perfidamente, hanno rovesciato la frase: “Cosa c’entra Baricco con la letteratura?”
schermata-2016-10-15-alle-12-03-16Battutaccia. Baricco è amato e contestato, ma di sicuro fa letteratura. E’ uno scrittore, mica uno sportivo o un cantante. Il Nobel a Dylan è solo una delle tante scelte assurde di quelli lì.
Ne citi un’altra.
E’ inelegante dirlo adesso, ma anche il Nobel a Dario Fo fu una bizzarria pura. Grande uomo di teatro, ma con la letteratura non c’entrava nulla. Oltretutto il suo teatro non era scritto ma gassoso: cambiava di giorno in giorno. Teatro spassosissimo e geniale, ma che non produceva mai un testo fisso. Appunto: con il Nobel alla Letteratura non c’entrava niente.
Lei chi avrebbe premiato?
Cormac McCarthy, il più grande di tutti. Oppure Don DeLillo.
“Dylan lo merita: è un grande artista e ha raccontato il suo tempo come pochi altri”. Sono parole proprio di DeLillo.
Ne prendo atto e rispetto il suo giudizio, che però non condivido. Lo avrei dato a lui o ad Haruki Murakami. Oppure a Marilynne Robinson. Dylan avrebbe avuto senso se fossero già finiti gli scrittori da premiare, come ultima spiaggia o quasi, ma per fortuna non è così. Purtroppo a Stoccolma hanno le loro fisse, tipo il mito del sud del mondo e l’impegno etico-politico. In fondo, per loro, basta essere di sinistra per meritare il Nobel.
Non mi dica che anche il Nobel al grande Josè Saramago fu un errore.
Per carità, feci la guerra per averlo a Einaudi. Nobel meritatissimo. Certo, sul suo comunismo duro e puro avrei qualcosa da dire. Lo invitai al Salone e gli proposi un gettone da 5mila euro. Era il massimo che avevo, una sorta di nostra “tariffa-Nobel”. Disse sì. Poi arrivò Giuliano Soria, che gliene propose 25mila per dargli uno dei suoi soliti premi inventati, da consegnare al castello di Grinzane Cavour davanti a 100 persone (che erano poi i suoi sponsor). Il risultato? Saramago si finse malato, ci dette buca e andò da Soria.
schermata-2016-10-15-alle-12-03-58Un Nobel italiano?
L’unico che mi viene in mente è Claudio Magris, ma a Stoccolma sono proprio imperscrutabili. Anni fa, quando ero in Mondadori, tra i favoriti c’era sempre Albino Pierro, un poeta lucano che scriveva in dialetto tursitano. In Svezia lo adoravano e avevo il terrore di dovermi inventare in fretta un “Meridiano Pierro”. Pure i nostri filologi lo amavano, per esempio Gianfranco Contini. Di fatto Pierro aveva inventato una lingua tutta sua, perché secondo me il suo tursitano non lo capivano neanche gli abitanti di Tursi in Basilicata.
Da grande studioso di Gadda quale lei è, avrebbe dovuto amare anche lei Pierro.
Gli volevo bene, ci frequentavamo e lo vedevo come uno zio. Ne riconosco tuttora la bravura, ma da qui a dargli il Nobel mi pareva troppo. C’è poi anche un problema di tempistica. Danno il Nobel non a scrittori all’apice della creatività, ma ad autori a fine corsa. Penso a Claude Simon, che premiarono (nel 1985, NdA) quando era a tutti gli effetti un astro spento.
Un po’ come l’Oscar alla carriera: il riconoscimento complessivo a un percorso meritorio. Non è così grave.
La si può vedere anche così, ma il Nobel dovrebbe premiare scrittori in grado di creare nuove strade e spostare in avanti i paletti. Lei lo darebbe il Nobel ai crepuscolari? Bravi, gli abbiamo voluto bene, solo che nel frattempo sono passati 120 anni. (Il Fatto Quotidiano, 15 ottobre 2016)

5 Commenti a “Ernesto Ferrero: “Il Nobel a Dylan? Scelta assurda””

  • Clesippo Geganio:

    premetto, apprezzo Dylan lo ascolto da decenni da quando ero poco più che adolescente, ma non posso esimermi dalle critiche verso il Nobel.
    Ecco da dove proviene parte del disfacimento o decadimento culturale del nostro caro “occidente”, dal premiare un menestrello canzonettaro, e si, basta poco nella vita! Questo è l’insegnamento per aver successo con riconoscimenti economici e culturali, unire qualche strofa in rima condirla con sette piacevoli note per essere premiati come letterati.
    Forse la commissione esaminatrice era composta da coetanei di Dylan nostalgici di un periodo circoscritto e descritto nelle sue canzoni?

  • La letteratura è “arte letteraria”, ovvero la capacità di produrre qualcosa (emozioni, storie, riflessioni) mediante l’utilizzo di lettere e parole. Se questa è letteratura, allora lo è ogni volta che qualcuno manipola le parole al fine di creare arte. Se poi queste parole vengono cantante, recitate in metrica o diventano un romanzo, non cambia il fatto che si tratti pur sempre di opera “artigianale” di manipolazione di lettere e parole. Considerando poi la forma e i contenuti dei testi delle canzoni di Dylan, è possibile trovare altri che abbiano potuto descrivere meglio il fermento degli anni ’60, la rivendicazione dei diritti sociali, la pretesa di uguaglianza sociale, il rifiuto della guerra? Quanti scrittori canonici hanno potuto fare meglio? Chi ha potuto descrivere in maniera più efficace di Roger Waters (per me in assoluto il più grande autore della storia del rock e non solo) con The Wall il processo di alienazione dell’individuo nella società moderna, con i suoi effetti (xenofobia, conformismo, fascismo, odio nei confronti della diversità) che vediamo oggi sempre più presenti? La verità è che ci sono artisti che, partendo dalla musica, sono arrivati a vette poetiche e letterarie che molti degli scrittori oggi indignati si sognano.

  • Claudia:

    Non so se sia stato giusto dare il Nobel a Dylan (e probabilmente allo stesso Dylan non importa un fico secco visto che non muove una paglia dal giorno della notizia) ma affermare che i testi delle canzoni non facciano letteratura mi sembra, come dire, una leggera sciocchezzuola.
    De André viene citato nelle antologie scolastiche che, se non ricordo male, fanno parte della materia Lettere e non Educazione Musicale.

    Anche a rischio di apparire troppo polemica, devo confessare che Ferrero mi ha fatto in generale una pessima impressione. Ho trovato i suoi giudizi (e un uomo della sua cultura dovrebbe stare ben attento a come li esprime) superficiali, provinciali (“quelli lì”), anacronistici e talmente ineleganti da suscitare il sospetto di pettegolezzo.

  • Paolo Costan:

    Buongiorno Andrea,
    Ho letto con interesse l’intervista: sono davvero contento di essere rimasto d’accordo con te e condividere sia il Nobel a Dario Fo che a Bob Dylan. Forse l’unico dispiacere e quello di non aver visto Dario Fo scrivere e recitare una delle sue straordinarie piece sul premio che aveva ricevuto, ma Bob Dylan e’ ancora in tempo…
    Ti leggo sempre con grande interesse e stima, grazie.
    Paolo Costan

  • Antonello:

    un cantautore scrive dunque è uno scrittore. se poi gli scritti vengono musicati è un di piu non di meno

Avvertenze da leggere prima di intervenire sul blog di Andrea Scanzi

Non sono consentiti:
* messaggi non inerenti al post
* messaggi privi di indirizzo email
* messaggi anonimi (cioé senza nome e cognome)
* messaggi pubblicitari
* messaggi con linguaggio offensivo
* messaggi che contengono turpiloquio
* messaggi con contenuto razzista o sessista
* messaggi il cui contenuto costituisce una violazione delle leggi italiane
  (istigazione a delinquere o alla violenza, diffamazione, ecc.)
* messaggi il cui contenuto rappresenta un'aggressione alla persona
   e non alle sue idee
* messaggi formattati in modo da diminuire la fruibilità delle discussioni.

Tali regole valgono (sostanzialmente) anche per la pagina ufficiale
Facebook e il profilo Twitter.
Il proprietario del blog potrà in qualsiasi momento, a suo insindacabile giudizio,
cancellare i messaggi.
Il proprietario del blog non interverrà mai nei commenti ai suoi post.
In ogni caso il proprietario del blog non potrà essere ritenuto responsabile
per eventuali messaggi lesivi di diritti di terzi.

Lascia un Commento

*