Macchianera Italian Awards 2014: Nomination
Ottobre: 2019
L M M G V S D
« Mag    
 123456
78910111213
14151617181920
21222324252627
28293031  

Ode breve dei Radiohead (vi amo, vi ho sempre amato)

radioheadVi amo: vi ho sempre amato, sin da quando vi intercettai con Creep e poi con The Bends. Ok Computer è il disco perfetto, il Dark Side Of The Moon degli Anni Novanta e non posso ascoltarvi ogni giorno perché mi strappate l’anima e mi fate male come solo i Pink Floyd o certe cose dei Sigur Ros. Siete come C’era una volta in America o L’età dell’innocenza: dovete essere maneggiati con cautela, perché avete sempre avuto questa maledetta attitudine a devastare il cuore. Vi ho sempre seguito, anche quando avete esagerato con le rivoluzioni, anche quando avete inciso canzoni che piacciono solo a voi (anzi: a volte neanche a voi). Vi ho seguito con Kid A, con Amnesiac, con Hail to the Thief, con In Rainbows, con The King of Limbs. Ogni vostro disco ha almeno 3-4 brani che, da soli, valgono tutto. Quando ho voglia di credere nell’esistenza non tanto di Dio, che Roger Waters lo conosco già, ma dell’Uomo, mi stordisco di Fake Plastic Trees, Exit (Music for a film), The National Anthem, Like Spinning Plates, There There e altri venti brani almeno. Street Spirit (fade out) è inaccettabile per dolcezza e Paranoid Android è la suite che avrebbero composto i Pink Floyd se avessero scritto Ummagumma nel 1997. Mi trovo ora ad ascoltare A Moon Shaped Pool, più o meno per la cinquantesima volta in tre giorni. E vi ritrovo come sempre, uguali e diversissimi, malati e contorti, intrisi di un genio quasi osceno tanto è cristallino, con quei cazzo di suoni e quella cazzo di voce. Thom Yorke non è neanche un cantante: è Leopardi che si è messo a radiohead 2cantare le Operette Morali dopo qualche secolo di letargo. Anche in questo disco avete messo le solite o tre quattro masturbazioni a uso e consumo dei vostri demoni, ma chi se ne frega. Vi perdono, vi ho sempre perdonato. E anche delle vostre paturnie sui social e sulla discografia non me n’è mai fregato nulla. Anzi meno. Burn The Witch crea dipendenza ed è meglio di un trip scritto da Burroughs. Decks Dark e Desert Island Disk hanno una delicatezza che non esiste. Glass Eyes fa piangere a dirotto, The Numbers è drammaticamente perfetta e True Love Waits è l’unico finale possibile. Diranno ancora che siete cerebrali, che siete freddi, che siete autoreferenziali. Lasciateli dire: il cicaleccio degli ignoranti, e peggio ancora degli insensibili, non ha mai fatto la Storia. Voi sì. E’ davvero rassicurante essere coevi: siete la musica migliore per questa nostra contemporaneità quasi sempre asincrona. Per non dire stonata.

(Sì, vi amo. Vi ho sempre amato).

3 Commenti a “Ode breve dei Radiohead (vi amo, vi ho sempre amato)”

  • Maurizio:

    Sono figli degli anni ’90, OK Computer è un buon disco che contestualizzato al periodo ci sta. Troppe odi secondo me. Si sono soffocati spesso con le loro paturnie sonore che a mio parere sono spesso solo autoreferenziali. Kid A altro mattone ambient pop che visse di rendita dai consensi precedenti. La loro musica è molto selettiva, ed occorre avere timpani allenati con Tangerine Dream, Floyd primo periodo, Vangelis anni 70 etc. Molto originali e non prostituiti alle mode passanti.

  • Probabilmente “the only band that matters” degli ultimi vent’anni. Bell’articolo, come solito.
    Massi

  • Condivido il tuo giudizio. Va detto, aggiungo, che tale sublime musica va assaporata solo in particolari momenti. Ne sconsiglio vivamente la fruizione durante la guida o come sottofondo.

Avvertenze da leggere prima di intervenire sul blog di Andrea Scanzi

Non sono consentiti:
* messaggi non inerenti al post
* messaggi privi di indirizzo email
* messaggi anonimi (cioé senza nome e cognome)
* messaggi pubblicitari
* messaggi con linguaggio offensivo
* messaggi che contengono turpiloquio
* messaggi con contenuto razzista o sessista
* messaggi il cui contenuto costituisce una violazione delle leggi italiane
  (istigazione a delinquere o alla violenza, diffamazione, ecc.)
* messaggi il cui contenuto rappresenta un'aggressione alla persona
   e non alle sue idee
* messaggi formattati in modo da diminuire la fruibilità delle discussioni.

Tali regole valgono (sostanzialmente) anche per la pagina ufficiale
Facebook e il profilo Twitter.
Il proprietario del blog potrà in qualsiasi momento, a suo insindacabile giudizio,
cancellare i messaggi.
Il proprietario del blog non interverrà mai nei commenti ai suoi post.
In ogni caso il proprietario del blog non potrà essere ritenuto responsabile
per eventuali messaggi lesivi di diritti di terzi.

Lascia un Commento

*